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Usare foto di altri su Instagram

17 Febbraio 2020
Usare foto di altri su Instagram

Reato di sostituzione di persona per chi ruba foto dai social network per creare un profilo falso.

Era già successo con Facebook; ora il fenomeno si sta allargando anche ad Instagram e agli altri social del momento. Parliamo del furto di immagini. Chi si appropria di una o più foto di un altro profilo, ovviamente senza autorizzazione del relativo titolare, commette un illecito. 

Ma come fare per tutelarsi e per costringere il responsabile a rimuovere il file utilizzato indebitamente? A quale autorità rivolgersi? La prima tutela passa sempre per la segnalazione ai responsabili della piattaforma; ma, il più delle volte, la risposta non arriva in tempi certi. Così, non resta altro che affidarsi a un buon avvocato che guidi la vittima nei sentieri impervi della giustizia italiana. 

Per avere un’idea di cosa rischia chi decide di usare foto di altri su Instagram e quali azioni legali intentare, anche al fine di ottenere un risarcimento del danno – oltre, ovviamente, alla condanna del responsabile – dovrai leggere attentamente quanto segue. In questa breve ma concentrata guida, potrai infatti capire tutto ciò che c’è da sapere sul furto di immagini su Instagram, discorso che potrai comunque allargare a qualsiasi altro social network. Ma procediamo con ordine.

Cosa rischia chi usa un’immagine su Instagram senza consenso?

Usare foto di altri su Instagram è chiaramente vietato. Quello che non tutti sanno, però, è che tale comportamento costituisce un reato, passibile quindi di condanna penale. In particolare: 

  • se l’immagine rubata è quella del volto di una persona, al fine di far credere agli altri utenti di essere una persona diversa da quella che in realtà si è (cosiddetto profilo falso), si configura il reato di sostituzione di persona previsto dall’articolo 494 del Codice penale. In tal caso, scatta una pena tutt’altro che lieve: la reclusione fino a un anno. Insomma, quello che può essere un semplice scherzo o un espediente per avvicinare un ragazzo o una ragazza, o un semplice trucco per avere più like e follower può costare caro al responsabile;
  • se l’immagine rubata è uno scatto d’autore a un soggetto qualsiasi, come una strada, un paesaggio, un dettaglio della vita quotidiana, scatta una violazione del diritto d’autore (o, come dicono in molti, del copyright). C’è reato solo se lo scopo del responsabile è trarre un profitto personale dal furto d’immagine (scopo di lucro); viceversa, la condotta integra un semplice illecito amministrativo. Per poter parlare, però, di violazione del diritto d’autore è necessario che l’immagine abbia carattere creativo, sia cioè dotata di originalità (che può essere costituita anche dall’uso di un filtro o un’angolatura particolare). Non deve, quindi, essere uno scatto fatto senza particolari cure;
  • se si tratta di un’immagine in cui viene ritratta una persona senza che questa abbia mai dato autorizzazione (si pensi a un gruppo di persone tra cui c’è la vittima), scatta il reato di violazione della privacy.

Come sapere se qualcuno ha rubato un’immagine su Instagram?

Se hai un profilo social molto cliccato e sei un influencer o comunque una persona al centro dell’attenzione di numerosi follower è probabile che anche tu sia stato/a vittima di un furto di immagini. Ma come fare a sapere se qualcuno ha rubato le tue foto senza dirti nulla? Ci sono diversi mezzi per scoprirlo. Il primo è una ricerca tramite Google Immagini. 

Salva sul disco rigido del tuo computer (meglio su una cartella del desktop) una o più immagini del tuo profilo Instagram o di qualsiasi altro social network.

Collegati a questo indirizzo http://www.google.it/imghp.

Trascina l’icona con l’immagine sulla stringa di Google dove di solito si inseriscono le parole. Altrimenti clicca sull’icona a forma di macchina fotografica e inserisci l’url dell’immagine che vuoi cercare (ossia il link ove si trova già pubblicata online).

A questo punto, Google farà una ricerca su tutta la rete e ti rivelerà se, oltre al tuo profilo, la foto è presente in altre pagine.

Oltre a Google Immagini, esistono altri motori di ricerca appositamente dedicati alle foto. Uno di questi è TinEye che puoi raggiungere da questo indirizzo http://tineye.com/. 

Anche qui devi trascinare l’immagine dal desktop o inserire l’Url nell’apposito spazio dove trovi scritto “Enter Image Adress”.

Altro motore è Copyscape raggiungibile da questo indirizzo http://www.copyscape.com/. Copyscape nasce proprio per proteggersi dal furto d’identità e di foto. Il funzionamento è identico a quello degli altri due sistemi appena illustrati.

Cosa fare in caso di furto di immagini?

Ora che hai scoperto che qualcuno ha rubato la tua immagine di Instagram ti chiederai come procedere nei suoi confronti. La prima cosa da fare è procurarti le prove del furto di identità ossia del reato che è stato commesso nei tuoi riguardi. Di solito, si fa uno screenshot della pagina. È anche bene ricorrere alla prova testimoniale chiamando un amico affinché possa notare anche lui il furto e dichiararlo, in un momento successivo, dinanzi al giudice. C’è anche la possibilità di riprendere la pagina con il cellulare in modalità “video”.

Cosa fare se c’è un furto d’identità o di immagine?

Quando vi sono gli estremi del reato ci si deve recare alla polizia postale e sporgere querela.  

La condotta del responsabile legittima anche l’emissione di un decreto penale di condanna a carico dell’autore del reato. 

Nel conseguente processo penale bisognerà costituirsi parte civile con un avvocato al fine di ottenere il risarcimento del danno. 

Cosa può fare il responsabile del furto d’identità?

L’imputato può chiedere l’archiviazione del procedimento penale per «particolare tenuità del fatto» se, dalla sua azione, non sono derivati grossi danni per la vittima. Tanto è confermato dalla Cassazione [1]. Difatti, l’articolo 131-bis del Codice penale prevede, per i reati puniti con meno di 5 anni di reclusione e/o la pena pecuniaria, la chiusura del procedimento penale senza applicazioni di sanzioni. Resta però salva la possibilità di chiedere il risarcimento del danno in via civile. 

In realtà, la pronuncia della Suprema Corte non afferma che il fatto non sussiste ma che, pur costituendo reato, se commesso una volta soltanto può non essere punibile in base all’articolo 131-bis del Codice penale, che ha introdotto proprio una particolare causa di esclusione della punibilità quando la condotta nel suo complesso viene considerata lieve.

L’esimente viene concessa in genere per i furti e le truffe di lieve entità. Di recente, la giurisprudenza ha allargato le maglie dell’esimente, configurandola ad esempio anche nei casi più lievi di guida in stato di ebbrezza [2].


note

[1] Cass. sent. n. 4413/2018 del 30.01.2018.

[2] Cass. sent. n. 44171 del 17.10.2019.


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2 Commenti

  1. Ai fini della concreta quantificazione del danno deve considerarsi l’ipotesi in cui la frase offensiva sia stata pubblicata su Instagram, ossia su un social network di larga diffusione. Si tratta di un’ipotesi di diffamazione aggravata con altro mezzo di pubblicità – anziché con il mezzo della stampa – ai sensi dell’art. 595 comma 3 c.p. in quanto rientrante in una categoria più ampia, comprensiva di tutti quei sistemi di comunicazione e, quindi, di diffusione – dai fax ai social media – che, grazie all’evoluzione tecnologica, rendono possibile la trasmissione di dati e notizie ad un consistente numero di persone.

  2. Le immagini pubblicate da una blogger sul proprio account Instagram raffiguranti cosmetici di una nota azienda (peraltro, in esecuzione di uno specifico contratto di collaborazione in essere con quest’ultima) costituiscono contenuti eminentemente promozionali dei prodotti e del brand rappresentati che, in assenza di elementi idonei ad identificare tale comunicazione come commerciale

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