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Eutanasia cane: legge

7 Marzo 2020 | Autore:
Eutanasia cane: legge

Soppressione del cane: quando non è reato? A quali condizioni si può ricorrere all’eutanasia degli animali? Eutanasia: quando è lecita?

In senso generico, l’eutanasia consiste nel provocare intenzionalmente la morte a un individuo nel suo interesse, in quanto la qualità della vita si ritiene permanentemente compromessa da una patologia. Con l’eutanasia, dunque, si causa la morte di un individuo per evitargli ulteriori e inutili sofferenze. Come saprai, in Italia non è consentita l’eutanasia sulle persone; è però possibile provocare la morte di un animale quando questo gesto possa porre fine a uno stato patologico oramai irreversibile. Cosa dice la legge sull’eutanasia del cane?

Devi sapere che l’ordinamento giuridico italiano consente la soppressione degli animali d’affezione quando ciò serva a evitare il prolungarsi di ulteriori e inevitabili sofferenze. L’eutanasia del cane deve ovviamente avvenire in modo tale che l’animale non soffra: per tale ragione, di solito i medici veterinari utilizzano dei barbiturici che, grazie a un mix di farmaci, fanno passare il cane direttamente dal sonno alla morte. Quando si può fare l’eutanasia al cane? Cosa dice la legge a riguardo? Scopriamolo insieme.

Quando uccidere un cane è reato?

Prima di vedere cosa dice la legge sull’eutanasia dei cani, va fatta un’importante premessa: la legge punisce con la reclusione da quattro mesi a due anni chi, per crudeltà o senza necessità, provoca la morte di un animale [1].

Dunque, in linea di massima provocare la morte di un animale costituisce reato a tutti gli effetti. L’uccisione di un animale, però, è delitto solamente se fatta per crudeltà oppure senza necessità alcuna (fanno eccezione gli animali cacciati o pescati).

Pertanto, mentre la morte di un uomo, quando provocata da altri, è sempre punita (salvo il ricorrere di cause di giustificazione, come ad esempio la legittima difesa), la morte di un animale provocata accidentalmente non è punibile, così come quella cagionata per evitare all’animale ulteriori, inutili sofferenze.

È qui che entra in gioco l’eutanasia del cane: poiché la legge vieta solamente l’uccisione immotivata dell’animale, quella dettata da ragionevoli cause deve ritenersi lecita. Vediamo in quali termini.

Eutanasia del cane: quando si può?

L’eutanasia del cane è ammessa solamente quando:

  • serva all’animale a evitare inutili sofferenze, derivanti da una patologia o da uno stato di salute comunque irreversibile;
  • sia effettuata senza arrecare dolore al cane.

Dunque, perché l’eutanasia del cane sia lecita occorre che il medico veterinario accerti che le condizioni di salute dell’animale siano assolutamente compromesse, senza che vi siano speranze di un possibile miglioramento.

Pensa al cane che abbia un tumore allo stadio terminale, oppure al cane che stia soffrendo terribilmente per via di un incidente (ad esempio, un’auto l’ha investito). Ugualmente, potrebbero ricorrere gli estremi dell’eutanasia se l’animale, pur non avendo una grave patologia, soffre molto per via della propria condizione: pensa al cane molto anziano che, a causa della cecità, della sordità e dell’artrosi, sia gravemente depresso e riesca a malapena a muoversi.

L’eutanasia del cane, inoltre, deve essere effettuata in maniera da non arrecare ulteriori sofferenze all’animale: ecco perché i medici veterinari provvedono innanzitutto a sedare il cane e solo successivamente a indurgli la morte.

Se la legittimità dell’eutanasia del cane la ricaviamo dalla lettura della norma di legge che punisce l’uccisione immotivata di un animale, la necessità di provocare una “dolce morte” all’animale deriva dall’altra norma di legge che punisce i maltrattamenti. Vediamo di cosa si tratta.

Maltrattamenti animali: cosa dice la legge?

Non solo la vita, ma anche l’integrità fisica è un diritto degli animali, tant’è che la legge punisce espressamente il maltrattamento di animali.

Per la precisione, il codice penale sanziona con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da cinquemila a trentamila euro chiunque, per crudeltà o senza necessità, provoca una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche [2].

Dunque, se l’eutanasia provocasse ulteriori, ingiuste sofferenze all’animale, si potrebbe rispondere del reato di maltrattamenti. Ecco la ragione per la quale l’eutanasia del cane non deve essere dolorosa per l’animale.

Eutanasia cane: quando è legale?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo affermare che, davanti alla malattia irreversibile dell’animale d’affezione, l’eutanasia è legale quando non si può fare nulla per alleviare le sofferenze del cane.

Secondo la legge sull’eutanasia del cane, è possibile chiedere ad un medico veterinario di porre fine alle sofferenze del proprio animale quando non c’è più nulla da fare. In questi casi non si configura alcuna responsabilità, civile o penale, in capo al veterinario, il quale può provocare la morte di un animale quando quest’ultimo si trovi in uno stato di sofferenza a cui non si può far fronte.

L’eutanasia del cane può essere praticata se inevitabile, e solamente nell’interesse dell’animale. Soltanto il veterinario può procedere alla somministrazione del farmaco che provocherà la morte dell’animale malato: in caso contrario, si potrebbe andare in contro al reato di uccisione di animale oppure di maltrattamenti.

Ricorda, infine, che solo il veterinario, dopo attenta visita medica del cane, può stabilire se sia il caso di procedere o meno all’eutanasia, in quanto soltanto il dottore può sapere se lo stato di salute del cane sia irreversibile.

note

[1] Art. 544-bis cod. pen.

[2] Art. 544-ter cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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