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Sedia a rotelle: ultime sentenze

21 Marzo 2020
Sedia a rotelle: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: gravità delle conseguenze dell’infortunio; liquidazione del danno non patrimoniale; invalido in sedia a rotelle caduto in un vano ascensore con difetto di apertura della porta al piano.

Prospettare ad una persona di ridurla su una sedia a rotelle è minaccia?

In tema di minaccia, la prospettiva di essere ridotto su una sedia a rotelle è causa di patema al massimo grado, quasi come la prospettiva di essere aggredito nel bene della vita, risultando assolutamente irrilevanti i motivi per cui è stata lanciata la minaccia.

Cassazione penale sez. V, 08/11/2018, n.9853

Immobilizzazione su sedia a rotelle

Il danno esistenziale, quale criterio di liquidazione del più generale danno non patrimoniale, risarcibile ex art. 2059 cod. civ., può essere desunto in forza dell’art. 115, secondo comma, cod. proc. civ. da massime di comune esperienza, quali la giovane età del danneggiato al momento dell’infortunio (nella specie, venticinque anni) e la gravità delle conseguenze dell’infortunio (nella specie, immobilizzazione su sedia a rotelle) incidenti sulla normale vita di relazione dell’infortunato avuto riguardo alla capacità di procreazione, alla vita sessuale, alla possibilità di praticare sport ed altre analoghe attività.

Cassazione civile sez. lav., 19/01/2015, n.777

Trasportare persone che si spostano in sedia a rotelle

Quando uno Stato, per perseguire la realizzazione di un obiettivo previsto dalla propria normativa, accorda agli utenti di un’infrastruttura pubblica, che non è sfruttata economicamente dalle autorità pubbliche, un diritto di accesso preferenziale alla medesima, non conferisce necessariamente un vantaggio economico ai sensi dell’art. 107, par. 1, TFUE.

La sussistenza di un tale vantaggio economico può essere esclusa, infatti, ove il criterio di aggiudicazione del diritto d’accesso adottato dall’autorità competente si applichi agli operatori economici interessati in maniera non discriminatoria.

In virtù del loro status giuridico, solo i taxi londinesi sono assoggettati all’obbligo di presa a bordo, devono essere riconoscibili e in grado di trasportare persone che si spostano in sedia a rotelle e i loro conducenti devono fatturare i propri servizi mediante un tassametro.

Ne consegue che i taxi londinesi e i veicoli a noleggio con conducente si trovano in situazioni di fatto e di diritto incomparabili e che la scelta di autorizzare i taxi londinesi a transitare sulle corsie riservate agli autobus, in cui la circolazione è invece vietata ai veicoli a noleggio con conducente, non conferisce un vantaggio economico selettivo ai sensi dell’art. 107, par. 1, TFUE.

Corte giustizia UE sez. II, 14/01/2015, n.518

Sedia a rotelle: la caduta su un marciapiede

Allorché una persona, camminando su di un marciapiede di una strada cittadina, su di una sedia a rotelle, cada dalla stessa a causa delle ruote che si arrestarono bruscamente per la sconnessione esistente tra il marciapiede e la banchina, procurandosi delle lesioni, ha diritto ad essere risarcita dall’ente locale ex art. 2051 c.c., rientrando il bene pubblico nella sfera di custodia e di intervento del medesimo ente locale, tenuto ai controlli ed alla periodica manutenzione, restando esclusa tale responsabilità solo nel caso in cui risulti dimostrato il caso fortuito o l’esistenza di una causa di forza maggiore o emergano condizioni di negligente utilizzo della cosa.

Tribunale Foggia sez. I, 13/11/2014

Sequestro di persona su sedia a rotelle

Ai fini dell’integrazione del delitto di sequestro di persona (art. 605 c.p.) è sufficiente l’impossibilità della vittima di recuperare la propria libertà di movimento anche relativa, a nulla rilevando la durata dello stato di privazione della libertà, che può anche essere breve, a condizione che sia giuridicamente apprezzabile.

(In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di appello ha confermato la responsabilità nei confronti degli imputati, incaricati di accudire una persona anziana e in sedia a rotelle, la quale, era stata, invece, trovata dai carabinieri in una stanza chiusa a chiave dall’esterno, in pessime condizioni igieniche e di sicuro degrado).

Cassazione penale sez. V, 13/04/2010, n.28509

Trattamento inumano e degradante 

La Corte ha ritenuto, conformandosi a precedente giurisprudenza, non sussistente la violazione dell’art. 3 Cedu. In particolare non contrasta con la norma convenzionale il trattamento disposto ai sensi dell’art. 41 bis ord. penit.; del resto il tribunale di sorveglianza aveva ridotto l’estensione di alcune restrizioni e ha tenuto conto delle specifiche condizioni di salute dell’interessato (costretto su una sedia a rotelle).

Ha ritenuto, invece, sussistenti le violazioni in relazione agli art. 6, § 1, e 8 della convenzione. In particolare ha ribadito quanto già in precedenza affermato, cioè che l’eventuale cessazione o revoca del decreto ministeriale non esime il tribunale di sorveglianza dall’obbligo di pronunciarsi sul ricorso, pena la violazione del diritto di accesso a un tribunale.

Ha, per contro, ritenuto che l’assegnazione alla sezione ad Elevato Indice di Vigilanza (E.I.V.), pur potendo essere oggetto di una “controversia sui suoi diritti in materia civile” (e, quindi, può essere adita la Corte europea), è soggetta ai previsti mezzi di ricorso; questo il ricorrente non ha fatto e, in ogni caso, tale assegnazione non ha determinato restrizioni ulteriori e specifiche.

Corte europea diritti dell’uomo, 17/09/2009, n.74912

Indennizzabilità dell’infortunio

Nella nozione di occasione di lavoro, di cui all’art. 2 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, rientrano tutti i fatti, anche straordinari e imprevedibili, inerenti all’ambiente, alle macchine e alle persone, sia dei colleghi, sia di terzi, ed anche dello stesso infortunato, attinenti alle condizioni oggettive e storiche della prestazione lavorativa presupposto dell’obbligo assicurativo, ivi compresi gli spostamenti spaziali del lavoratore assicurato, funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa, con l’unico limite in quest’ultimo caso del rischio elettivo.

(Nella specie, la sentenza di merito, cassata dalla S.C., aveva escluso l’indennizzabilità dell’infortunio occorso ad un’impiegata che, spostandosi dal monitor del computer ad un armadio per prelevare un fascicolo, senza alzarsi dalla sedia a rotelle utilizzata nella postazione ed utilizzando la possibilità di movimento offerta dalla stessa, era caduta in terra ferendosi).

Cassazione civile sez. lav., 08/03/2001, n.3363

Decesso di un invalido su una sedia a rotelle

In tema di reati omissivi colposi, la posizione di garanzia può essere generata non solo da investitura formale, ma anche dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante, purchè l’agente assuma la gestione dello specifico rischio mediante un comportamento concludente consistente nella effettiva presa in carico del bene protetto.

(Fattispecie relativa al decesso di un invalido in sedia a rotelle caduto in un vano ascensore con difetto di apertura della porta al piano, a seguito dell’uso improprio della chiave di emergenza, in cui la Corte ha riconosciuto la posizione di garanzia, di fonte contrattuale, dell’installatore e del manutentore dell’impianto, escludendo, nel contempo, che il figlio della persona offesa, che aveva aperto l’ascensore cadendo anche lui nel vuoto, pur titolare di una posizione di garanzia di fatto di “assistenza generica”, fosse gestore dello specifico rischio di precipitazione nel vuoto connesso al funzionamento dell’ascensore, ritenendolo piuttosto, in quanto fruitore dell’impianto alla stregua del padre, “destinatario” di tale rischio).

Cassazione penale sez. IV, 18/04/2019, n.39261


8 Commenti

  1. Chi si trova a convivere quotidianamente con un disabilità importante, vuoi perché c’è nato vuoi perché è rimasto vittima di un grave incidente, può comunque godere di una propria autonomia tanto da riuscire a condurre la macchina o da esservi trasportato. Sul mercato, infatti, esistono diversi modelli di veicoli che si prestano a delle modifiche in grado di agevolare la guida e il trasporto a bordo di disabili.Le auto consigliate per il trasporto disabili possono essere modificate in modo da adattarle alle necessità di chi presenta menomazioni agli arti superiori ed inferiori. Vi sono poi, delle soluzioni che rendono più comodo il caricamento in auto delle carrozzine.Quali sono gli adattamenti alla guida per menomazioni agli arti superiori?

    1. Nel dettaglio, possono riguardare:
      le centraline di azionamento dei servizi, che vengono realizzate con una tecnologia di trasmissione di onde radio o di raggi infrarossi così da accentrare i comandi dell’auto solo a destra o solo a sinistra. Presentano una pulsantiera dotata di una particolare impugnatura che consente al disabile di manovrare il volante e di azionare i servizi (tergicristalli, frecce, ecc.) utilizzando l’arto valido. In genere, tali centraline sono molto piccole e si adattano facilmente ai differenti modelli di auto;
      le pulsantiere delle luci e delle frecce e il clacson, i quali possono essere manovrati con una sola mano;
      gli adattamenti del freno di stazionamento, che si possono applicare sul veicolo se il disabile presenta menomazioni all’arto superiore destro o ad entrambi gli arti inferiori. In tal caso il freno può essere dotato di una impugnatura che si aziona con una piccola pressione ovvero tramite un pulsante o può essere spostato da destra a sinistra;
      l’impugnatura del volante, nel caso di soggetti che presentano una disabilità ad entrambi gli arti, al fine di consentire loro una presa facilitata dello sterzo. L’adattamento può trovarsi a destra o a sinistra e può consistere in un pomello, se è parzialmente ridotta la mobilità del polso e delle dita, in una forcella, se il polso è gravemente compromesso mentre le dita possono essere utilizzate almeno in parte oppure in un tripode, se le dita ed il polso sono totalmente o parzialmente immobili;
      la monoleva, che si installa ai veicoli che devono essere condotti da soggetti con disabilità ad entrambi gli arti inferiori ed a uno o ad entrambi gli arti superiori. Viene applicata accanto al volante e trasforma in manuali i comandi dei pedali del freno e dell’acceleratore;
      il volantino, il quale consente al guidatore di sterzare in maniera più comoda rispetto al volante vero e proprio. E’ particolarmente adatto ai soggetti affetti da sclerosi multipla o da distrofia muscolare;
      la facilitazione della leva del cambio, che si usa per i conducenti che presentano una disabilità all’arto superiore destro o ad entrambi gli arti superiori. Consiste in un’impugnatura, inserita sulla leva del cambio automatico, che può essere manovrata con una leggera pressione;
      i comandi ausiliari, che sono utilizzati dai soggetti con disabilità ad entrambi gli arti superiori. I sensori per gli indicatori di direzione si trovano all’interno del poggiatesta e vengono azionati con un piccolo movimento della nuca. I tergicristalli e le luci (accensione, spegnimento, lampeggio) vengono manovrati con l’avambraccio o il polso, tramite una pulsantiera posta sul bracciolo destro o sulla portiera sinistra. In alternativa è possibile posizionare una piastra sagomata in corrispondenza del piede sinistro del conducente con le funzioni sopra indicate.

  2. Anche il caricamento in auto di carrozzine presuppone che il veicolo sia stato appositamente modificato. Come?

    1. Sotto questo punto di vista, le trasformazioni possono riguardare:
      la porta laterale, che può diventare scorrevole ma solo su vetture a cinque porte. Viene azionata da un motore elettrico, inserito nella stessa portiera e comandato da una apposita pulsantiera o da un interruttore. La porta arretra in modo da consentire il passaggio della carrozzina piegata;
      il robort carica carrozzina, che serve per caricare più facilmente la carrozzina nella parte posteriore del veicolo. Più precisamente si tratta di un braccio che fuoriesce dalla portiera completamente aperta e aggancia la carrozzina, sistemandola all’interno dell’abitacolo;
      il verricello carica carrozzina, costituito da un braccio snodato fissato alla parte superiore del veicolo attraverso il quale si attua il sollevamento e lo scaricamento della carrozzina;
      il roof spider, comandato da una pulsantiera, che permette di caricare la carrozzina sul tetto della vettura sia dal lato destro sia da quello sinistro;
      il sedile a rotazione, che consiste in una piastra girevole che porta all’esterno il sedile in modo da rendere più agevole l’entrata o l’uscita del disabile dalla vettura;
      la gruetta solleva persona, che permette al disabile di entrare e scendere dalla macchina e può essere applicata sia dal lato del guidatore sia da quello del passeggero;
      i sistemi di ancoraggio della carrozzina manuale o elettrica, per guidatori e passeggeri. L’aggancio avviene automaticamente mentre per lo sgancio bisogna premere un pulsante. Un segnalatore acustico avverte l’utilizzatore dell’eventuale errato agganciamento della carrozzina. In alternativa si possono adoperare dei binari sui quali fare scorrere la carrozzina all’interno della vettura, prima di bloccarla.

    1. Le persone disabili ai sensi della L. n. 104/1995 possono usufruire dell’esenzione dal bollo auto, se affette da:
      gravi limitazioni di deambulazione;
      ridotte o assenti capacità motorie (permanenti);
      capacità di deambulazione limitata, tale da avere diritto all’assegno di accompagnamento;
      cecità totale;
      pluriamputazioni;
      residuo visivo inferiore ad un decimo in entrambi gli occhi;
      residuo perimetrico inferiore al 30%;
      sordità acquisita prima di iniziare a parlare;
      sordomutismo dalla nascita;
      handicap psichico, tale da avere diritto ad assegno di mantenimento.
      Il disabile per potere godere dell’esenzione, deve essere intestatario del veicolo. In alternativa, possono beneficiare dell’agevolazione i soggetti che hanno fiscalmente a carico la persona disabile, purché la stessa abbia un reddito annuo lordo inferiore ai € 2.840,51.
      L’esenzione spetta per un solo veicolo alla volta anche nel caso in cui più di un’auto sia intestata al disabile ovvero ad un suo parente, genitore, figlio o fratello.

    2. Per l’esenzione dal pagamento del bollo auto per disabili occorre presentare all’ufficio tributi della Regione di residenza, una copia della carta di circolazione del veicolo, la certificazione attestante lo stato di invalidità e i documenti che certificano che il disabile è fiscalmente a carico del soggetto intestatario del veicolo, nel caso in cui non fosse intestato allo stesso disabile. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento del tributo. Il relativo modulo può essere scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
      Il modulo dell’istanza e la documentazione vanno inviati a mezzo raccomandata a/r o consegnati a mano.
      L’istanza va presentata un’unica volta e si rinnova automaticamente. Qualora dovessero venire meno i requisiti richiesti per l’esenzione come nel caso della vendita del mezzo, occorre avvisare l’ufficio competente.

  3. Esistono aziende in grado di apportare ai veicoli le modifiche necessarie per la guida ed il trasporto di disabili; tra queste ti segnalo:
    Olmedo special veichles, che presenta diverse tipi di piattaforme da montare alla parte posteriore dell’auto in modo da consentire l’entrata e l’uscita delle carrozzine;
    Guidosimplex, che offre la possibilità di adattamento auto dei comandi come la leva acceleratore e il freno 907P3EI. Offre anche sollevatori e sistemi di ancoraggio per carrozzine, sedili girevoli e reclinabili e gradini elettrici;
    Handytech, la quale presenta Handylift, un braccio di sollevamento elettromeccanico dotato di una imbracatura che rende più agevole il trasferimento della persona dalla carrozzina al sedile della sua auto. Inoltre, presenta due nuove soluzioni di comandi di guida manuali per disabili, le monoleve meccanica o elettronica per acceleratore e il freno Speed & Brake oltre ad un acceleratore manuale, Ht-Touch, e al freno verticale Ht-Push.

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