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Incidente: obbligo di fermarsi

17 Febbraio 2020
Incidente: obbligo di fermarsi

Reato di fuga e omissione di soccorso: cosa prevede la legge e cosa rischia chi si allontana dal luogo dello scontro.

In caso di incidente stradale, ogni conducente deve fermarsi per adempiere a una serie di obblighi tra cui quello di fornire gli estremi della propria assicurazione e accertarsi che l’altro automobilista stia bene. 

Sorgono spontanee alcune domande: chi, nella dinamica dello scontro, è privo di responsabilità deve ugualmente fermarsi o può decidere di proseguire per la propria direzione (si pensi a chi è stato tamponato)? Se non c’è modo di parcheggiare l’auto in mezzo al traffico, ci si può limitare a lasciare il proprio numero di telefono e andare via? E se, a prima vista, l’altro conducente appare in perfetta salute ma, in un successivo momento, dovesse andare al pronto soccorso e lamentare (falsi) capogiri, cosa si rischia?

L’obbligo di fermarsi in caso di incidente stradale è stato oggetto di numerosi interventi della giurisprudenza. Qui di seguito faremo una sintesi delle principali pronunce sul tema, tenendo conto che, proprio di recente, la Cassazione è intervenuta ricordando che, sia che si abbia torto o ragione, l’obbligo di fermarsi è imprescindibile per ogni automobilista [1]. Ma procediamo con ordine. 

Obbligo di fermarsi in caso di incidente: cosa dice la legge?

La regola di fermarsi dopo un incidente è fissata dall’articolo 189 del Codice della strada. La norma impone due diversi obblighi, validi solo nel caso di incidenti stradali con feriti, la cui violazione costituisce reato. Quindi, nel caso di scontro con danni solo alle macchine, pur sussistendo l’obbligo di fermarsi per fornire gli estremi della propria rc-auto, chi scappa via commette solo un illecito amministrativo passibile di multa stradale da 296 a 1.184 euro.

Invece, nel caso di feriti (siano essi i conducenti o i passeggeri), bisogna adempiere ad alcuni doveri.

Obbligo di fermarsi: reato di fuga

Tutti gli automobilisti coinvolti in un incidente stradale, anche quelli che non hanno alcuna colpa, devono fermarsi e attendere che arrivino le autorità (polizia stradale o municipale). Gli agenti, infatti, devono redigere il verbale, raccogliere i dati dei soggetti coinvolti e fare le rilevazioni per verificare eventuali violazioni del Codice della strada. 

Nessuno, quindi, si può allontanare dal luogo del sinistro prima dell’intervento degli agenti, anche se il conducente ferito dimostra di essersi ripreso e di stare bene. 

La violazione di tale norma integra il reato di fuga punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni. 

Il reato di fuga si concretizza nella condotta di colui che, in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato il danno a persone, effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione né quella del veicolo. Il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente, infatti, deve durare per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle prime indagini per identificare il conducente e il veicolo coinvolto.

Non basta, quindi, una sosta di pochi minuti rivolta ad accertarsi che gli altri soggetti non versino in condizioni gravi. Non è neanche sufficiente fornire gli estremi della propria assicurazione e patente. Insomma, se non arriva la polizia, nessuno può allontanarsi dal luogo dello scontro.

Questo non implica che il fatto di aver atteso le autorità implichi anche un’ammissione di responsabilità per l’incidente.

Obbligo di prestare soccorso: reato di omissione di soccorso

Il secondo obbligo imposto dal Codice della strada è quello di prestare soccorso ad eventuali feriti. A differenza della precedente ipotesi, qui il reato scatta solo se il ferito si trova in una condizione di bisogno effettivo. Quindi, non c’è omissione di soccorso per chi va via se l’altro conducente non ha riportato lesioni di una certa consistenza.

«Prestare soccorso» non significa improvvisarsi medici, fare bendaggi, immobilizzazioni, respirazioni bocca-a-bocca, ma chiamare il 118 o l’ambulanza e di lì non muoversi finché non arrivano i soggetti in questione.

La violazione di tale regola implica la pena della reclusione da 1 anno a 3 anni più la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

Chi ha ragione nell’incidente è responsabile dell’omissione di soccorso?

L’omissione di soccorso scatta anche nei confronti del conducente che non ha alcuna responsabilità per l’incidente. Secondo la Cassazione, chi non si ferma a prestare assistenza, anche se a non rispettare il Codice della strada è il danneggiato, commette reato. 

La Corte ha così condannato una donna che, dopo il tamponamento, si era fermata ma solo per limitarsi ad ammonire la giovane che non aveva rispettato il segnale di stop e poi, senza lasciare le generalità e senza sincerarsi delle condizioni della minore, non le aveva prestato alcuna assistenza, proseguendo per la propria strada. La Cassazione non ha dubbi: la donna ha commesso il reato di omissione di soccorso. 

Posso lasciare il mio numero di telefono e andare via?

È ammesso andare via lasciando il proprio numero di telefono solo a patto che non vi siano feriti. Diversamente, si commette il reato di fuga e, se ci sono anche persone in pericolo, quello di omissione di soccorso.

L’altro conducente può andare dopo al pronto soccorso?

Se hai visto l’altro conducente farsi male è necessario che aspetti la polizia e non ti allontani, anche se questi ti ha assicurato di stare bene. Se, infatti, dovesse recarsi al pronto soccorso e lamentare danni fisici tu rischieresti la denuncia per fuga e omissione di soccorso.  


note

[1] Cass. sent. n. 5971/20 del 17.02.2020.


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