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Come cambiare lavoro

8 Marzo 2020 | Autore:
Come cambiare lavoro

Come valorizzare le proprie competenze per trovare un’occupazione più gratificante e adatta alle attitudini personali.

Ti ripetono sempre di “tenerti stretto” il posto di lavoro: il tuo problema però è proprio questo, il posto di lavoro “ti sta stretto”. Forse vuoi cambiare lavoro perché l’ambiente è ostile, forse perché il carico di pratiche da portare a termine è eccessivo, oppure perché lo stipendio è basso o, ancora, perché l’azienda è in crisi e temi comunque il licenziamento a breve, oppure, semplicemente, perché ciò che fai non ti appaga, non ti senti stimolato: le motivazioni per le quali si desidera cambiare lavoro possono essere le più varie.

Ma come cambiare lavoro? Non esistono dei consigli universalmente validi, in quanto molto dipende dalla tua esperienza pregressa e dal settore in cui vorresti inserirti.

In ogni caso, prima di iniziare la tua ricerca devi porti la fatidica domanda, che molto probabilmente ti porranno anche i recruiter, nell’ipotesi in cui tu sia contattato: che cosa desideri dal nuovo lavoro? È solo l’aspirazione a un trattamento economico migliore a spingerti al cambiamento? Motivazione più che legittima, per carità, specie se lo stipendio attuale è veramente esiguo rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro svolto: tuttavia, in relazione al nuovo impiego, ti consiglio di prestare molta attenzione ad altri aspetti oltre al trattamento retributivo, ad esempio alla possibilità di conciliare il lavoro con le esigenze personali e familiari.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo come prepararsi al meglio per cambiare lavoro.

Aggiornare il curriculum

È importante, in primo luogo, un puntuale aggiornamento del curriculum, con l’inserimento delle competenze e delle esperienze specifiche, utili alla nuova posizione alla quale si aspira. Naturalmente, queste capacità ed abilità variano notevolmente, a seconda del settore e dell’ambito di attività. Un consulente del lavoro, ad esempio, deve far emergere le esperienze nell’amministrazione del personale e le competenze acquisite nell’utilizzo dei software per l’elaborazione dei cedolini paga e degli adempimenti periodici.

Ci sono poi delle competenze di base e trasversali che non dovrebbero mai mancare nel curriculum, come:

  • competenze informatiche e digitali: anche se le conoscenze nel campo informatico non sono inerenti allo svolgimento di alcuni mestieri, bisogna considerare che allo stato attuale, per qualsiasi aspetto della vita quotidiana, non è possibile fare a meno delle tecnologie digitali; saper utilizzare un pc, un tablet ed i servizi telematici è indispensabile per un cassiere, che deve saper utilizzare il software gestionale di cassa e magazzino e trasmettere i corrispettivi alle Entrate, o per un cameriere, che può utilizzare un palmare per prendere le ordinazioni;
  • competenze informatiche e digitali specifiche: per “battere la concorrenza”, comunque, le competenze informatiche di base potrebbero essere insufficienti; a seconda dell’ambito di attività, potrebbe rivelarsi indispensabile la conoscenza di specifici programmi utili al mestiere, la conoscenza dei programmi Office come utenti esperti (in grado di utilizzare funzioni specifiche), o, ancora, la conoscenza della programmazione o di specifici hardware; risultano utilissime, a tal fine, tutte le certificazioni nel campo informatico;
  • competenze linguistiche: la scarsa conoscenza delle lingue straniere è un problema lamentato spesso da chi assume; indispensabile, nella stragrande maggioranza dei casi, una buona conoscenza certificata della lingua inglese scritta e parlata (dal livello B1 in su), e la conoscenza certificata di almeno un’altra lingua;
  • esperienze all’estero: le esperienze di lavoro o studio all’estero sono un’ottima carta da giocare per ottenere l’assunzione, in quanto costituiscono un ottimo banco di prova per qualsiasi candidato;
  • problem solving: risolvere i problemi, affrontare le difficoltà in maniera positiva e propositiva è una competenza chiave che i selezionatori riscontrano in pochi candidati; ma non scrivere mai nel curriculum la frase fatta “ottime capacità di problem solving”; piuttosto, spiega perché e in quali occasioni sei riuscito a risolvere determinate problematiche lavorative, anche esponendo in che modo affronti le quotidiane difficoltà;
  • capacità di lavorare in team: non scrivere mai nel cv “attitudine al lavoro di squadra”, o peggio “ottime capacità di lavoro in team”; altre frasi fatte che sanno tanto di “copia e incolla”; piuttosto, spiega perché sai lavorare bene in gruppo, in che modo collabori con i colleghi, quali risultati hai o vorresti ottenere; devi dimostrare di aver compreso il concetto di squadra, di collaborazione: successi e sconfitte non sono del singolo, ma di tutto il gruppo;
  • resilienza: una new entry nei cv “copia e incolla” riguarda la resilienza del candidato; se vuoi usare questa parola, devi dimostrare di essere davvero resiliente, cioè capace non solo di resistere alle difficoltà, ma di riadattarle a tuo vantaggio, raccontando la tua esperienza personale;
  • capacità comunicative: bene o male, tutti sappiamo comunicare, ma pochi sanno farlo nella maniera più adatta al contesto; comunicare è anche saper trasmettere un’immagine coerente nei social.

Leggi gli errori da evitare nella stesura del curriculum.

Preparare delle lettere di presentazione

Se possibile, allega sempre una lettera di presentazione al curriculum.

La lettera deve risultare adatta al profilo, possibilmente ricca di “parole chiave” coerenti con la posizione ricercata: questo, perché, quando i recruiter vagliano un gran numero di candidature, non riescono a leggerle una ad una, ma spesso utilizzano un programma che scarta missive e Cv senza “keywords”.

Nella lettera, limitati a descrivere le esperienze e le competenze più significative per le mansioni ricercate: devi far capire all’azienda che sei proprio tu il valore aggiunto che sta cercando. Sarà così spinto a leggere il curriculum per approfondire.

Aggiornare e “ripulire” i social

Non solo Linkedin, ma anche Facebook e Instagram, così come altri social che coinvolgono un numero di utenti in continua crescita costituiscono, che ti piaccia o no, un biglietto da visita. Il che non vuol dire che tu possa condividere soltanto dei post degni di un monaco di clausura, ma soltanto che la tua immagine online debba essere coerente rispetto a ciò che riferisci all’azienda.

Devi verificare che cosa appare su di te su internet, cancellare foto e post poco opportuni (che cosa cancellare dipende in gran parte dalla nuova occupazione desiderata, ma è sempre meglio cancellare la foto che ti ritrae in stato di alterazione durante una serata), e lasciare solo quello che vuoi far emergere. Se non hai tempo per questo lavoro, o non riesci a cancellare determinate tracce, ti consiglio di incaricare un professionista specializzato in web-reputation: il servizio non è gratuito, ma è un ottimo investimento per il futuro.

Prepararsi al colloquio

Il colloquio di lavoro è come un esame, che verte sulle tue competenze ed esperienze ed anche su ciò che sai dell’azienda.

Se hai “gonfiato” il curriculum inserendo esperienze inesistenti e capacità che non hai, per i selezionatori sarà molto facile smascherarti con qualche domanda specifica.

Parla di ciò che hai fatto ed imparato nelle esperienze lavorative e di studio precedenti, parla di ciò che hai imparato dalla generalità delle tue esperienze: oltre ad evidenziare qualità apprezzate da tutti come puntualità, sacrificio e volontà di apprendere, aggiungi le tue specificità, le caratteristiche che ti rendono unico e perfetto per quel posto.

È, dunque, fondamentale che tu conosca l’azienda, i suoi settori di attività, la “mission”: oltre a domandarti perché dovrebbero assumere te e non un altro candidato, i selezionatori ti chiederanno sicuramente perché aspiri a lavorare proprio per quella società, che cosa ti spinge a cambiare lavoro.

Se non conosci l’azienda, il rischio di una brutta figura col recruiter è il male minore: il rischio più grande è quello di trovarti in una realtà lavorativa che non ti rispecchia e non risponde alle tue esigenze, che magari ti proietta in un contesto peggiore rispetto a quello che hai lasciato.


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