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Da quando decorre la pensione?

10 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorre la pensione?

Hai lavorato per tutta la vita ed è giunto il momento del meritato riposo? Il traguardo della pensione è vicino: cosa devi fare per raggiungerlo?

La pensione, per molti lavoratori, rappresenta la degna conclusione di una fase importante della propria vita professionale. Contemporaneamente, segna l’inizio di un nuovo periodo: quello del riposo fisico ed emotivo. Per godere a piene mani dei vantaggi che ne derivano devi conoscere le regole applicabili alla materia; in particolare, è bene che tu sappia quali sono le procedure da seguire e i termini di scadenza.

Purtroppo, il tema pensionistico, nel corso degli ultimi anni, ha subito molte modifiche e i continui interventi sulle regole applicabili hanno generato tanta confusione tra la popolazione. È allora il caso di domandarsi da quando decorre la pensione.

Non ti sono sicuramente nuovi i termini come finestre di decorrenza, quota cento, legge Fornero: ne hai sentito parlare di frequente al telegiornale. Non è nostra intenzione inondarti di nozioni, ma vogliamo provare ad addentrarci insieme nella disciplina per individuare la strada da seguire. Un punto di partenza è imprescindibile: è importante che tu ti rivolga a un professionista del settore (caf, patronato, avvocato, consulente e così via) per aiutarti a predisporre correttamente la documentazione richiesta e, soprattutto, per rispettare i termini di scadenza.

Le finestre di decorrenza pensionistica

Per finestra di decorrenza si intende la via di accesso al mondo del pensionamento. In altre parole, si tratta della soglia temporale superata la quale puoi chiedere all’Inps il pagamento dell’assegno. Le finestre non sono uguali per tutte le tipologie di pensione previste dal nostro sistema previdenziale, ma variano a seconda del diritto vantato.

Analizziamo, quindi, nel dettaglio, le diverse possibilità che ti sono concesse e proviamo a individuare i requisiti indispensabili per poter accedere alla tua finestra pensionistica.

La pensione di vecchiaia

Si tratta della tipologia più utilizzata di trattamento pensionistico. Forse, per tale motivo non è stata modificata dall’ultima riforma entrata in vigore. La sua disciplina è, dunque, rimasta invariata rispetto al passato.

Possono farne richiesta – senza distinzione – gli uomini e le donne che abbiano raggiunto l’età di 67 anni e abbiano maturato almeno 20 anni di contributi. La pensione di vecchiaia si applica a tutti i tipi di lavoro, sia autonomo sia dipendente.

Se non soddisfi la condizione contributiva perchè non hai maturato i venti anni richiesti, non ti preoccupare: puoi ugualmente accedere alla finestra pensionistica se hai 71 anni e hai versato almeno 5 anni di contributi.

Per ottenere la pensione di vecchiaia puoi presentare la domanda a partire dal primo mese successivo a quello del raggiungimento delle condizioni appena viste. In questo caso, si dice che il tuo diritto è maturo ed è pronto per essere goduto.

La pensione anticipata

La nuova riforma [1] ha modificato la disciplina della tradizionale pensione di anzianità e ha sostituito quest’ultima con la cosiddetta pensione anticipata. A differenza della pensione di vecchiaia, in cui l’elemento principale è rappresentato dall’età avanzata, nella pensione anticipata ciò che devi prendere in maggiore considerazione è il requisito contributivo. Infatti, a prescindere dalla tua età, puoi ottenere il trattamento pensionistico se hai almeno 42 anni e 10 mesi di contributi – se sei un uomo – oppure 41 anni e 10 mesi di contributi se sei una donna.

Per quanto riguarda i tempi per la richiesta, la nuova riforma ha introdotto delle finestre mobili trimestrali. In termini pratici, ciò vuol dire che la richiesta di pensione può essere presentata decorsi tre mesi dal momento in cui sono stati raggiunti i requisiti imposti dalla legge. Per presentare tale domanda sono previsti, quindi, dei tempi più lunghi rispetto a quelli individuati per la pensione di vecchiaia.

Quota cento

Una novità importante della riforma del 2019 è la cosiddetta quota cento. Si tratta di un esperimento che ha validità limitata in quanto si applica soltanto per il triennio 2019-2021.

Hai diritto a godere di questo beneficio se hai raggiunto 62 anni di età e 38 di contributi. Si parla di quota cento perchè la somma matematica dell’età anagrafica con il requisito contributivo dà, appunto, il risultato di cento.

La regola generale è quella della finestra trimestrale così come avviene per la pensione anticipata, ma vi sono due eccezioni importanti. Per il pubblico impiego la finestra è semestrale e per il comparto scuola, nello specifico, è indicata la data di decorrenza del primo settembre per ogni anno.

Il lavoro usurante

Così come è avvenuto per la pensione di vecchiaia, anche la disciplina del lavoro usurante non è stata modificata nel 2019. Per lavoro usurante si intende quello che comporta delle mansioni particolarmente faticose e pesanti e che è contenuto nell’elenco del decreto adottato nel 2011 [2]. Sono tali, per farti qualche esempio, il lavoro in miniera, il lavoro nelle cave, il lavoro a turni.

Puoi accedere al regime pensionistico se hai svolto un lavoro usurante negli ultimi sette anni della tua carriera lavorativa, hai 61 anni e sette mesi di età e hai un minimo contributivo di 35 anni.

Ape sociale

L’ape sociale, in senso tecnico, non può considerarsi una forma pensionistica; si tratta piuttosto di una ipotesi di sostegno al reddito per alcune specifiche categorie di lavoratori in procinto di andare in pensione. I soggetti che ne hanno diritto sono tassativamente indicati dalla legge e devono aver raggiunto i 60 anni di età e i 30 anni di contributi.

Sia per l’ape sociale sia per i lavori usuranti non sono state introdotte finestre di decorrenza, ma se si è in possesso dei requisiti previsti dalla legge è sempre possibile presentare la domanda.

Opzione donna

L’opzione donna, come puoi intuire facilmente dalla sua denominazione, è rivolta esclusivamente alle donne. Essa consiste nella possibilità riconosciuta a coloro che rinunciano alle altre tipologie pensionistiche, di ottenere il ritiro dal mondo del lavoro se hanno almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età – per le lavoratrici dipendenti – o 59 anni di età – per le lavoratrici autonome. I requisiti richiesti per legge devono essere stati maturati entro il 31 gennaio 2019.

Le finestre sono piuttosto dilatate nel tempo: 12 mesi per le prime e 18 mesi per le seconde.

I lavoratori precoci

Si considerano tali tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima di aver raggiunto la maggiore età. Le finestre sono trimestrali. Può presentare richiesta chi sia in possesso del requisito contributivo di 41 anni. Non rileva, invece, l’età anagrafica.


note

[1] D.L. 29.01.2019 n. 4 “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”

[2] D.Lgs. 21.04.2011 n. 67 “Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183”


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