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Lo sai che? Quando è possibile chiedere la separazione dei coniugi

Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2013

Intollerabilità della convivenza e grave pregiudizio alla prole: sono queste le condizioni per ottenere una sentenza di separazione da parte del tribunale.

 

Il giudizio di separazione giudiziale viene instaurato da uno solo dei coniugi quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà dei coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o fatti suscettibili di arrecare grave pregiudizio alla prole.

Intollerabilità della convivenza.

L’intollerabilità si realizza quando l’unità familiare e la comunione spirituale tra i coniugi viene meno per effetto di una condizione di stabile disaffezione o distacco sentimentale. Per accertare la sussistenza dell’intollerabilità della convivenza è, quindi, necessario valutare il comportamento complessivo dei coniugi [1] e la condotta da questi tenuta nei rapporti quotidiani e durante la loro vita matrimoniale [2].

L’intollerabilità può essere causata, ad esempio dalla violazione dei doveri di:

fedeltà

– assistenza morale e materiale,

collaborazione nell’interesse della famiglia

coabitazione

contribuzione alle esigenze e ai bisogni della famiglia in base alle proprie sostanze o capacità lavorative.

La convivenza diviene intollerabile anche quando non consente di esprimere liberamente la propria personalità all’interno della nuova famiglia costituita con il matrimonio, con riferimento alla formazione culturale, alla sensibilità e al contesto della vita dei coniugi  [3].

Pregiudizio della prole.

Quando il comportamento di uno dei coniugi cagiona un grave pregiudizio per la salute fisica o psicofisica della prole, l’altro coniuge può presentare domanda di separazione [4].

Sono situazioni che possono arrecare pregiudizio alla prole, ad esempio:

– la violazione dell’obbligo di mantenere, istruire, educare la prole; non tenere in considerazione le capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni dei figli;

comportamenti violenti del padre nei confronti della madre o dei figli;

– violazione dell’obbligo di assistenza morale e materiale da cui derivi serio pregiudizio per la crescita serena della prole;

– episodi di violenza su cose, minacce, costrizione della moglie a porre in essere condotte illecite e fraudolente [5];

– violazione dell’obbligo di concordare tra i coniugi l’indirizzo della vita familiare e le scelte per la cura e l’educazione dei figli [6].

note

[1] Cass. sent. n. n. 2648/1989.

[2] Cass. n. 17710/05, n. 279/00, n. 3511/94.

[3] Cass. sent. n. 21099/07.

[4] Trib. Napoli sent. 31.03.2007.

[5] Trib. Milano sent. 10.01.2005.

[6] Cass. sent. n. 17710/05.


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