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Si va alle elezioni anticipate o al governo tecnico?

18 Febbraio 2020 | Autore:
Si va alle elezioni anticipate o al governo tecnico?

Un esecutivo di scopo, con il compito di traghettare il Paese al voto in autunno, avrebbe il sostegno delle attuali forze di opposizione. 

Un nuovo governo, ma con un compito preciso: condurre il Paese alle elezioni anticipate. È l’ipotesi che prende corpo nelle ultime ore e, stavolta, mette tutti d’accordo. Anche le opposizioni: Salvini ha già dichiarato che «Se c’è da fare un governo che accompagni alle urne lo dicano, purché si voti», e altrettanto sono disposti a fare i Fratelli d’Italia.

Le tensioni provocate da Matteo Renzi hanno paralizzato l’azione del Governo Conte 2: domenica scorsa, il premier si è recato a consulto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ieri sera la maggioranza non è riuscita a trovare un accordo sulla modifica dei decreti sicurezza. L’ambizioso programma dell’agenda 2023 rischia di non essere realizzato e Conte stesso ha già fatto sapere di non essere disposto a proseguire in condizioni così difficoltose; gli obiettivi stabiliti sono di ampio respiro e non è possibile realizzarli navigando a vista, come invece sta accadendo.

Anziché trovare una soluzione di ripiego – con Italia Viva che passa all’opposizione, rimpiazzata da parlamentari del Gruppo misto e di Forza Italia per sostenere l’attuale maggioranza fornendo i voti necessari specialmente al Senato – ora si preferisce puntare al voto, dove paradossalmente chi rischia di più è proprio Renzi, colui che ha provocato l’attuale crisi e che i sondaggi vedono in calo costante, al punto di non superare la soglia del 3% e di vedersi così preclusa una futura rappresentanza parlamentare, con le nuove regole elettorali.

La certezza è che non si potrà votare prima di settembre, perché mancano i tempi tecnici: prima occorre svolgere il referendum per il taglio dei parlamentari – programmato per il 29 marzo il cui esito appare scontato – poi ridisegnare i collegi elettorali per stabilire i meccanismi di composizione del nuovo Parlamento ridotto, e altri due mesi circa per indire le elezioni.

Intanto, occorre un governo che, a dire di molti, non potrebbe essere un Conte ter, ma un governo di scopo (con qualsiasi altro nome lo si voglia chiamare: tecnico, elettorale, balneare) con l’unico obiettivo di arrivare al voto autunnale, e che potrà comprendere anche le opposizioni. Il capo dello Stato è stato chiaro, fin dalla nascita dell’attuale Governo Conte, che non avrebbe consentito altre maggioranze.

Il sostegno delle forze politiche al nuovo Esecutivo sarebbe altissimo, sia pure per scopi diversi: chi per mantenere la carica nella consapevolezza di non essere rieletto (per il calo dei consensi e/o per la riduzione dei seggi disponibili nel nuovo Parlamento), chi invece per vincere la prossima competizione elettorale; se si tratterà di speranze fondate lo diranno i numeri all’esito del voto, ma nessuno vuole sottrarsi al confronto, purché non sia immediato ma un po’ più in là: dopo l’estate, appunto.

Così, nel frattempo, si eviterebbe una crisi di governo dalle prospettive incerte e si nutrirebbero le speranze, mantenendo comunque una guida provvisoria al Paese. Tra i nomi che circolano per guidare il nuovo governo (Conte ha già fatto sapere di non essere disponibile) spuntano due donne: il presidente del Senato Elisabetta Casellati ed il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.



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