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Differenziata sbagliata: ne risponde tutto il condominio?

18 Febbraio 2020
Differenziata sbagliata: ne risponde tutto il condominio?

Spazzatura: responsabilità solidale dell’amministratore o del condominio per le violazioni delle ordinanze comunali sui rifiuti. 

Uno dei condomini del palazzo in cui vivi, o probabilmente qualcuno che abita nelle vicinanze ma che ancora non avete identificato, vi sta creando un grosso problema: non rispetta la raccolta differenziata. Lo sconosciuto butta, nei vostri bidoni dell’immondizia, rifiuti di ogni genere, a volte lasciando aperti i sacchi e facendo cadere tutto il loro contenuto. Temi che questo suo comportamento possa riversarsi in una sanzione per tutti voi o per il vostro amministratore, visto che i cassonetti sono di proprietà del condominio. Hai saputo che il Comune ha stabilito delle sanzioni in capo ai condomini che non fanno rispettare, ai propri inquilini, le complesse regole sulla raccolta dell’immondizia. È davvero così? In caso di differenziata sbagliata ne risponde tutto il condominio? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Le regole sulla raccolta differenziata della spazzatura

La legge nazionale che disciplina la raccolta differenziata [1] non ha fatto altro che delegare la regolamentazione ai Comuni. Sono questi ultimi, quindi, con propri regolamenti, a stabilire i giorni delle singole raccolte, le regole che i cittadini devono rispettare, le sanzioni applicabili a chi non si adegua. Quindi, se vuoi sapere com’è organizzata la raccolta differenziata nel luogo in cui vivi non devi far altro che andare al Comune e farti dare una copia del regolamento o dei depliant illustrativi spesso stampati a favore della cittadinanza. 

I principali obblighi per la raccolta differenziata sono, di solito, i seguenti:

  • conferire i rifiuti rispettando giorni e orari previsti dal regolamento comunale per il deposito;
  • utilizzare i bidoni condominiali per depositare solo per quei materiali cui sono destinati; 
  • non depositare i sacchetti all’esterno dei bidoni condominiali o in sacchi non idonei all’uso;
  • non gettare rifiuti fuori dai bidoni condominiali ove previsto conferimento in buste chiuse;
  • non depositare rifiuti ingombranti o speciali dentro ai bidoni condominiali o nelle vicinanze;
  • non danneggiare i bidoni condominiali concessi in prestito (comodato d’uso) dal Comune.

Il condominio è responsabile per la differenziata sbagliata di uno dei condomini?

Vediamo ora se il Comune può scaricare sull’intero condominio o sul suo amministratore la colpa per la differenziata sbagliata. Se anche in alcuni enti locali è stata prevista una responsabilità solidale da parte sia del trasgressore che del condominio custode dei bidoni (o del suo amministratore), vi sono valide ragioni per ritenere tali provvedimenti del tutto illegittimi perché in contrasto con i principi di diritto del nostro Stato. Ecco, dunque, le ragioni che ci portano a ritenere che la responsabilità per la raccolta differenziata sbagliata non possa gravare su altre persone al di fuori del suo diretto autore. Sulla base dei seguenti motivi, potrai appigliarti per contestare eventuali multe inflitte al tuo condominio.

La responsabilità amministrativa è personale

Come per le sanzioni penali, anche per quelle amministrative vige la regola della responsabilità solo personale. Nessuno cioè può rispondere degli illeciti commessi da altri. Del resto, anche dei reati vale lo stesso principio: nessuno, neanche i genitori del colpevole, possono rispondere di una truffa, di un omicidio o di un furto commesso da altri. Questo principio vale, quindi, anche per tutti gli illeciti che, non tanto gravi da costituire reato, sono puniti solo a livello amministrativo (di solito, con sanzioni economiche).

L’unica eccezione è prevista per il proprietario dell’auto, corresponsabile in solido delle violazioni del codice stradale – e, quindi, delle conseguenti multe – commesse dalla persona cui ha dato in prestito il veicolo. Così, se il padre concede l’uso della propria macchina al figlio e questo viene fermato dalla polizia per superamento del semaforo col rosso, il pagamento della multa può essere richiesto sia al trasgressore che al proprietario del veicolo. 

Mancanza di obblighi di controllo

Sia l’amministratore che il condominio non hanno, tra i propri compiti elencati dal codice civile, quello di controllare il rispetto della differenziata da parte dei vari inquilini. Del resto, sarebbe un onere eccessivamente gravoso atteso che, il più delle volte, la spazzatura viene raccolta nelle ore serali, quando cioè la gente è ormai a casa e ha finito di cenare. I camion per la raccolta giungono dopo poche ore: un arco di tempo troppo ridotto per consentire qualsiasi forma di supervisione “notturna”.

Insomma, ammesso e non concesso che esista una norma di legge che imponga al condominio e al capo condomino di verificare il rispetto delle regole sulla spazzatura, questa non potrebbe mai essere rispettata.

L’applicazione all’amministratore di condominio di una responsabilità in solido con il trasgressore risulterebbe illegittima. Egli è un semplice mandatario dei condòmini e non compete a lui controllare se i rifiuti vengono conferiti nei bidoni correttamente, né tantomeno l’amministratore è dotato, per legge, di poteri coercitivi nei confronti dei condòmini.

Come ha scritto il Tar Messina [2] l’amministratore non ha il compito di provvedere a differenziare i rifiuti prima di smaltirli, non ricorrendo in capo a lui alcuna responsabilità per le inadempienze legate all’errato conferimento dei rifiuti, trattandosi di contestazioni direttamente riferibili ai condòmini.

Il condominio non è un soggetto giuridico

A ben vedere, il condominio non è, come le società e le associazioni, un soggetto giuridico autonomo e distinto dai suoi componenti. Esso è solo un ente di gestione che raccoglie più individui. Dunque, la titolarità di diritti e doveri è solo in capo a questi ultimi e non al condominio in sé. Difficile, quindi, in questa cornice, configurare una responsabilità amministrativa in capo all’ente di gestione. 

Mancanza di prove

Se è vero che la responsabilità è solo personale, la polizia non può elevare alcuna multa al condominio. E ciò perché non ha la prova che a commettere la violazione sia stato proprio uno dei condomini, ben potendo essere stato un estraneo, ad esempio una persona che dimori in un altro palazzo. È vero che i verbali della polizia fanno piena prova di quanto in essi contenuto, ma ciò vale solo per le dichiarazioni frutto di percezione diretta dei verbalizzanti (i fatti cioè visti con i propri occhi da questi ultimi). Invece, se la municipale non ha osservato chi ha violato le regole sulla differenziata non può sanzionare un altro soggetto visto che non ha le prove di ciò [3] e non può neanche “certificare” tale affermazione che, pertanto, non assume alcun valore probatorio.

Anche il tribunale di Torino ha stabilito che «il condominio non è obbligato a vigilare sui bidoni e su cosa vi viene conferito all’interno» [4]. In base a questo principio, l’autorità amministrativa non può multare il condominio, senza avere identificato la persona che ha commesso la violazione e, peraltro, senza avere la certezza che la violazione sia stata commessa da uno o più condomini del condominio.

Per il tribunale di Torino «la responsabilità di chi commette un’infrazione è personale e risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione»; pertanto «la multa disposta al cittadino non deve solo indicare gli estremi dell’illecito, ma anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole».

La multa al condominio è generica

La sanzione amministrativa – al pari di qualsiasi contravvenzione – deve avere un contenuto preciso e certo. Tra i suoi elementi vi è quello di indicare il nome e cognome del colpevole, in modo che non vi sia incertezza sul responsabile. Quindi, non si può identificare come trasgressore un soggetto generico come il condominio a cui, altrimenti, si attribuirebbe una responsabilità oggettiva per fatti o comportamenti posti in essere da altri e di cui non è colpevole. Al contrario, principio generale delle sanzioni amministrative è l’esistenza di un dolo o della colpa in capo al sanzionato. La legge, infatti, stabilisce che «Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa» [5].  


note

[1] D.lgs. n. 22 del 5/02/1997 e dal D.lgs. n. 152 del 3/04/2016.

[2] Tar Messina – sentenza n. 455 del 22/07/2019.

[3] Cass. sent. n. 3785 del 14.02.2017.

[4] Trib. Torino, sent. n. 1027/2018.

[5] Art. 3 della Legge n. 689 del 24/11/1981.

Autore immagine https://it.depositphotos.com


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2 Commenti

  1. Salve,io faccio il portiere in un condominio di 8 palazzine circa 140 condomini,stanno incominciando con la differenziata,ma gia’ ho messo in primo piano il fatto che su i circa 140 condomini,sicuramente ci sara’ 1 che trasgredisce e per questo sicuramente ci andra di mezzo tutto il condominio.
    Ho fatto presente all’amministratore di poter ottenere, se’ fosse possibile,
    sacchi con cdice a barre personalizzato per ognuno dei condomini in modo che chi sbaglia paga.Sara’ possibile tutto questo? So’ in varie citta’ del nord lo fanno e ad alcune addirittura hanno dei bonus che riescono anche di non pagare la tassa rifiuti.

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