Occupazione, febbraio nero

18 Febbraio 2020
Occupazione, febbraio nero

Segno meno nelle assunzioni programmate per questo mese: annaspano tutti i settori con una sola eccezione.

La crisi in Italia continua a mordere e le imprese incontrano sempre maggiori difficoltà nell’uscire dalla stagnazione. Lo dimostrano i dati sull’occupazione, che non registrano l’impennata attesa ormai da troppo tempo. Un altro segno meno viene fuori dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, come riporta l’agenzia Adnkronos. Sono 320mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e saliranno a poco più di un 1 milione tra febbraio-aprile 2020. Rispetto alla dinamica positiva registrata a gennaio, in questo mese i dati mostrano una flessione sia congiunturale che tendenziale delle entrate previste: -13mila rispetto a febbraio 2019 (-4,0%) e -50mila rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (-4,5%).

Imprese, il segno meno nei singoli settori

A pesare è soprattutto la contrazione della domanda di lavoro del manifatturiero con 11mila entrate in meno a febbraio (-14,4%) e oltre 35mila in meno tra febbraio-aprile (-15,2%). Nonostante ciò, aumenta di oltre due punti la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese: dal 29% al 31%. Elevate le difficoltà a reperire profili da inserire nelle aree aziendali dei Sistemi informativi (il 58% delle figure ricercate) e Progettazione, R&S (48%). In uno scenario internazionale caratterizzato da debolezza congiunturale, si osserva, peggiora l’indice del clima di fiducia delle imprese, anche a seguito della recente emergenza sanitaria globale e delle attese ripercussioni sulla crescita mondiale.

In particolare, sono le industrie manifatturiere collegate al settore automobilistico a segnare il maggior ribasso nelle previsioni di assunzione: -3.210 entrate previste dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo  (-17,8%), -2.950 quelle messe in programma dalle imprese meccaniche ed elettroniche (-14,2%). In flessione anche le previsioni occupazionali delle imprese tessili, abbigliamento e calzature (-1,680, -15,1%) e delle imprese chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma (-1.670, -21,9%).

Il turismo tira, Milano fabbrica di posti

Il clima di incertezza trascina al ribasso anche il settore dei  servizi (-2.940 entrate, -1,3%). La flessione è più accentuata nei servizi operativi di supporto a imprese e persone (-2.980, -9,1%,), nei servizi alle persone (-2.520, -7%), nei servizi di trasporto e logistica (-1.400, -4,9%). Ancora positivi i dati del turismo (+2.030 ingressi), anche se con un tasso di crescita inferiore al mese precedente (4,4% rispetto al 7,2% di gennaio), e dei servizi avanzati  alle imprese (+1.050, +7,3%). Infine, per il significato economico normalmente collegato al settore, va segnalato con particolare interesse il dato delle imprese di costruzione (+1.340, +4,3%), in campo positivo per il sesto mese consecutivo.

A livello territoriale, le province con il più elevato numero di assunzioni previste sono Milano (32mila entrate programmate), Roma (29mila), Torino (14mila) e Brescia (8mila).


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