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Umidità: ultime sentenze

30 Maggio 2022
Umidità: ultime sentenze

Infiltrazioni d’acqua e umidità nelle murature; concorso di colpa del condomino; garanzia per i vizi della cosa venduta.

Infiltrazioni di umidità

I gravi vizi rilevanti ai sensi dell’art. 1669 c.c. sono quelli che incidono sulla stabilità dell’edificio oppure sulla sua funzionalità: essi possono riguardare anche elementi secondari ed accessori (come impermeabilizzazioni, rivestimenti, infissi), purché tali da compromettere la funzionalità dell’edificio e purché eliminabili con lavori di manutenzione. In base a tale definizione senza dubbio può dirsi che le infiltrazioni di umidità ed il conseguente sgretolamento dell’intonaco costituiscono ‘gravi difetti’ ai sensi dell’art. 1669 c.c..

Tribunale Brescia sez. II, 25/02/2022, n.452

Inadempimento contrattuale: casistica

I rigonfiamenti ed i danni del parquet a causa dell’umidità non sono addebitabili alla ditta che abbia installato il parquet l’inadempimento quando questa abbia dato prova di aver svolto tutti gli accertamenti preventivi circa il tasso di umidità nell’immobile, mentre non vi sia prova della corretta manutenzione con rispetto delle indicazioni date dalla ditta da parte degli appaltanti.

Corte appello Potenza, 17/11/2021, n.732

La responsabilità dell’appaltatore

In tema di appalto, i gravi difetti che, ai sensi dell’art. 1669 c.c., fanno sorgere la responsabilità dell’appaltatore nei confronti dei committente e dei suoi aventi causa consistono in quelle alterazioni che, in modo apprezzabile, riducono il godimento del bene nella sua globalità , pregiudicandone la normale utilizzazione, in relazione alla sua funzione economica e pratica e secondo la sua intrinseca natura. A tal fine, rilevano pure vizi non totalmente impeditivi dell’uso dell’immobile, come quelli relativi all’efficienza dell’impianto idrico o alla presenza di infiltrazioni e umidità , ancorché incidenti soltanto su parti comuni dell’edificio e non sulle singole proprietà dei condomini.

Tribunale Bergamo sez. IV, 21/10/2021, n.1887

Immobile afflitto da gravi problemi di umidità

L’esclusione della garanzia nel caso di facile riconoscibilità dei vizi della cosa venduta, ai sensi dell’art. 1491 c.c. non consente di predicare in astratto il grado della diligenza esigibile, dovendo essere apprezzato in relazione al caso concreto, avuto riguardo alle particolari circostanze della vendita, alla natura della cosa ed alla qualità dell’acquirente, essendo la garanzia in esame esclusa tutte le volte in cui, a norma dell’art. 1491 c.c. il vizio era facilmente riconoscibile salvo che il venditore abbia dichiarato che la cosa era immune da vizi (respinta, nella specie, la richiesta avanzata dall’acquirente di risoluzione del contratto di acquisto di un appartamento che aveva rivelato alcuni gravi problemi di umidità; la venditrice aveva reso edotto l’acquirente della effettuazione di alcuni interventi sull’immobile per ovviare al problema dell’umidità ed era stata accordata dalla venditrice una riduzione del prezzo nel corso delle trattative, proprio per le condizioni dell’immobile e dello stabile).

Cassazione civile sez. VI, 16/06/2021, n.17058

Vizi dell’opera appaltata: nozione di “gravi difetti” di costruzione

In materia di appalto, la responsabilità per gravi difetti di cui all’art. 1669 cod. civ. opera non solo in relazione a vizi qualificabili come alterazioni conseguenti ad un’insoddisfacente realizzazione dell’opera che pregiudicano il godimento e la normale utilizzazione del bene nella sua globalità, ma anche in relazione a vizi non totalmente impeditivi dell’uso dell’immobile, come quelli relativi all’efficienza dell’impianto idrico o alla presenza di infiltrazioni e umidità.

Tribunale Torino sez. II, 20/04/2021, n.1975

Appalto e gravi difetti: caratteristiche

In tema di appalto, i gravi difetti che, ai sensi dell’art. 1669 c.c., fanno sorgere la responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente e dei suoi aventi causa consistono in quelle alterazioni che, in modo apprezzabile, riducono il godimento del bene nella sua globalità , pregiudicandone la normale utilizzazione, in relazione alla sua funzione economica e pratica e secondo la sua intrinseca natura. A tal fine, rilevano pure vizi non totalmente impeditivi dell’uso dell’immobile, come quelli relativi all’efficienza dell’impianto idrico o alla presenza di infiltrazioni e umidità.

Tribunale Bergamo sez. IV, 26/02/2021, n.360

Legittimati passivi nell’azione per vizi e difetti dell’opera appaltata

Nell’ambito dell’appalto, le infiltrazioni di umidità negli ambienti importano problemi di insalubrità e utilizzabilità degli ambienti che rientrano fra i gravi vizi, valutabili ai sensi dell’art. 1669 c.c.. Detta norma individua una responsabilità di natura extracontrattuale avente, perciò, ambito di applicazione più ampio di quello risultante dal tenore letterale della disposizione ed opera anche a carico del direttore dei lavori, eventualmente in concorso con l’appaltatore e i subappaltatori e/o il progettista secondo la natura dei vizi e la fase di realizzazione dell’opera (progettuale, direttiva o esecutiva), ponendo così a carico di essi una responsabilità diretta verso il danneggiato, soggetta ai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1669 c.c. e fondata su una presunzione di colpa fino a prova della impossibilità della prestazione per caso fortuito o forza maggiore o per fatto esclusivo di terzi, concorrente con il generale titolo della responsabilità extracontrattuale ex 2043 c.c. soggetto a propri termini di prescrizione e a ordinario regime dell’onere della prova.

Tribunale Arezzo, 18/02/2021, n.137

Responsabilità da cose in custodia

Il committente risponde dei danni direttamente derivanti dalla cosa oggetto dell’appalto, ex art. 2051 c.c. (anche se determinati dall’appaltatore per le modifiche e gli interventi su di essa posti in essere, anche qualora subappaltati), stante la qualità di custode che comunque riveste, nonostante il contratto di appalto stipulato e l’autonomia dell’appaltatore nello svolgimento dei lavori, salvo che provi che il danno si è verificato esclusivamente a causa dell’appaltatore, quale fatto del terzo che egli non poteva prevedere e/o impedire (e fatto salvo il suo diritto di agire eventualmente in manleva contro l’appaltatore).

(Fattispecie in cui veniva accertata la responsabilità del Comune, in qualità di custode, per i danni arrecati all’immobile del danneggiato, dalle infiltrazioni d’acqua e umidità a seguito dei lavori di rifacimento dell’impianto di illuminazione pubblica; in particolare, i pozzetti, realizzati in quella sede, non essendo a tenuta stagna, avevano disperso le acque nel terreno circostante causando umidità di capillarità per trasmissione laterale).

Tribunale Ravenna sez. I, 08/09/2020, n.674

Rovina e difetti di cose immobili

Configurano gravi difetti dell’edificio, a norma dell’art. 1669 c.c., anche le carenze costruttive dell’opera che pregiudicano o menomano in modo grave il normale godimento e/o la funzionalità e/o l’abitabilità della medesima, come allorché la realizzazione è avvenuta con materiali inidonei e/o non a regola d’arte e anche se incidenti su elementi secondari e accessori dell’opera (nella specie, i difetti costruttivi lamentati avevano determinato l’insorgere di isolati fenomeni di muffe e di tracce di umidità, oltre a dedotta mancanza di adozione di accorgimenti particolari finalizzati all’isolamento acustico, peraltro non richiesti dall’ente comunale), purché tali da incidere negativamente e in modo considerevole sul suo godimento e da comprometterne la normale utilità in relazione alla sua destinazione economica e pratica, e per questo eliminabili solo con lavori di manutenzione, ancorché ordinaria, e cioè mediante opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici.

Cassazione civile sez. II, 09/01/2020, n.187

Presenza di una macchia di umidità

La presenza di umidità in una giornata di pioggia sulla banchina della metropolitana è una ipotesi del tutto ordinaria e tanto rende la situazione della res del tutto conforme alle condizioni normali che essa assume in caso di pioggia.

Tanto basta ad escludere che la cosa si presenti pericolosa al di là di quanto connaturato all’uso pubblico nella condizione di pioggia (esclusa, nella specie, la responsabilità dell’ente gestore per i danni occorsi ad un passeggero scivolato a causa delle presenza di una macchia di umidità mentre si accingeva ad accedere ad un vagone della metropolitana).

Cassazione civile sez. VI, 17/09/2019, n.23189

Appartamento dell’ultimo piano: umidità

In tema di condominio, la natura del sottotetto di un edificio è, in primo luogo, determinata dai titoli e, solo in difetto di questi ultimi, può ritenersi comune, se esso risulti in concreto, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all’uso comune o all’esercizio di un servizio di interesse comune.

Il sottotetto può considerarsi, invece, pertinenza dell’appartamento sito all’ultimo piano solo quando assolva alla esclusiva funzione di isolare e proteggere l’appartamento medesimo dal caldo, dal freddo e dall’umidità, tramite la creazione di una camera d’aria e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne l’utilizzazione come vano autonomo.

In particolare, per accertare la natura condominiale o pertinenziale del sottotetto di un edificio, in mancanza del titolo, deve farsi riferimento alle sue caratteristiche strutturali e funzionali, sicché, quando il sottotetto sia oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all’uso comune o all’esercizio di un servizio di interesse comune, può applicarsi la presunzione di comunione ex art. 1117, comma 1, cod. civ.; viceversa, allorché il sottotetto assolva all’esclusiva funzione di isolare e proteggere dal caldo, dal freddo e dall’umidità l’appartamento dell’ultimo piano, e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne l’utilizzazione come vano autonomo, va considerato pertinenza di tale appartamento.

Tribunale Savona, 05/09/2019, n.788

Gravi difetti di costruzione

In tema di appalto, i gravi difetti di costruzione che danno origine alla garanzia prevista dall’art. 1669 c.c. possono comprendere qualsiasi alterazione, conseguente ad un’insoddisfacente realizzazione dell’opera, che, pur non riguardando parti essenziali della stessa (e perciò non determinandone la “rovina” od il “pericolo di rovina”), bensì quegli elementi accessori o secondari che ne consentono l’impiego duraturo cui è destinata, incida in modo negativo e considerevole sul godimento dell’immobile medesimo, menomandolo in misura apprezzabile, come nell’ipotesi di infiltrazioni d’acqua e umidità nelle murature ovvero per difetto di copertura dell’edificio.

Tribunale Cosenza sez. II, 30/06/2019, n.1417

Come proteggere dall’umidità l’appartamento dell’ultimo piano

Per accertare la natura condominiale o pertinenziale del sottotetto di un edificio, in mancanza del titolo, deve farsi riferimento alle sue caratteristiche strutturali e funzionali, sicché, quando il sottotetto sia oggettivamente destinato – anche solo potenzialmente – all’uso comune o all’esercizio di un servizio di interesse comune, può applicarsi la presunzione di comunione ex art. 117, comma 1 c.c.; viceversa, allorché il sottotetto assolva all’esclusiva funzione di isolare e proteggere dal caldo, dal freddo e dall’umidità l’appartamento dell’ultimo piano, e non abbia dimensioni né caratteristiche strutturali tali da consentirne l’utilizzazione come un vano autonomo, va considerato di pertinenza di tale appartamento.

Tribunale Torino sez. II, 20/05/2019, n.2423

Appalto condominiale e gravi vizi della costruzione

Costituiscono vizi gravi quelle alterazioni che, in modo apprezzabile, riducono il godimento del bene nella sua globalità, pregiudicandone la normale utilizzazione, in relazione alla sua funzione economica e pratica e secondo la sua intrinseca natura. A tal fine, rilevano pure vizi non totalmente impeditivi dell’uso dell’immobile, come quelli relativi all’efficienza dell’impianto idrico o alla presenza di infiltrazioni e umidità, ancorché incidenti soltanto su parti comuni dell’edificio e non sulle singole proprietà dei condomini; è sufficiente che tali vizi pur riguardando soltanto una parte condominiale, incidano sulla struttura e funzionalità globale dell’edificio, menomandone il godimento in misura apprezzabile, come nell’ipotesi di infiltrazioni d’acqua e umidità nelle murature.

Tribunale Monza, 07/05/2019, n.1024

Sottotetto di un edificio

Per accertare la natura condominiale o pertinenziale del sottotetto di un edificio, in mancanza del titolo, deve farsi riferimento alle sue caratteristiche strutturali e funzionali, sicché, quando il sottotetto sia oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all’uso comune o all’esercizio di un servizio di interesse comune, può applicarsi la presunzione di comunione ex art. 1117, comma 1, cod. civ.; viceversa, allorché il sottotetto assolva all’esclusiva funzione di isolare e proteggere dal caldo, dal freddo e dall’umidità l’appartamento dell’ultimo piano, e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne l’utilizzazione come vano autonomo, va considerato pertinenza di tale appartamento.

Tribunale Savona, 17/04/2019, n.373

Opere contro l’umidità sui muri interni

In tema di infiltrazioni in appartamento condominiale, il fatto che il condomino non abbia effettuato opere di contrasto all’umidità neanche sui muri interni ed in particolare su quelli non aventi funzione portante rileva ai sensi degli artt. 1223 e 1227, co. I, c.c. ed induce a ravvisare in capo allo stesso condomino un concorso di colpa nella causazione dell’evento dannoso.

Tribunale Roma sez. VII, 12/04/2019, n.8055

Il danno da recesso anticipato 

In tema di azione per il recupero dei danni subiti dal locatore a causa del recesso anticipato del conduttore, dovuto a causa del terzo (infiltrazione di acqua e umidità provenienti da altro immobile), non può integrare un danno la maggior misura pattuita tra le parti con l’accordo dissimulatorio, conseguendone che, in tale situazione, il giudice valuterà il risarcimento solo sulla base del canone effettivamente registrato.

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8465

Macchie o tracce di umidità

Gravi difetti ex art. 1669 c.c. sono le infiltrazioni d’acqua determinate da carenze di impermeabilizzazione, tali non essendo delle macchie o tracce di umidità, che di per sé non incidono in modo sensibile o considerevole né sul normale godimento né sulla durata dell’immobile (peraltro, nella specie, adibito a box e non ad abitazione).

Tribunale Milano sez. VII, 01/03/2019, n.2076

Alloggio antigienico 

Tra le condizioni oggettive, è prevista l’ipotesi di abitazione in alloggio antigienico, come definito nell’art. 5 della citata legge regionale. Diversa è, nella fattispecie, la certificazione rilasciata dall’ASP che contiene un giudizio di alloggio” sovraffollato sotto l’aspetto igienico-sanitario” ma non anche di antigienicità, attestando la sufficiente illuminazione ed aerazione degli ambienti nonché l’assenza di umidità ineliminabile.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 11/02/2019, n.84

Garanzia per rovina e difetti di cose immobili

Ai fini dell’applicabilità della garanzia di cui all’art. 1669 c.c., i gravi difetti dell’opera sono quelli strutturali che possono anche non pregiudicare la statica dell’edificio purchè siano tali da compromettere la funzionalità sostanziale dell’opera (nella specie tra i gravi difetti non rientrano quelli relativi alla tinteggiatura della recinzione ma quelli di infiltrazioni di acque meteoriche nel portone di ingresso in occasione di piogge, in quanto esso è stato costruito su di una pavimentazione inclinata verso l’interno dell’appartamento; la mancanza di un bloccaggio ad una persiana; le fessurazioni parallele al corrimano dovute ad una errata tecnica costruttiva dei terrazzi; sbollature di intonaco nella facciata; fessurazioni “a ragnatela” presenti nell’intonaco; presenza di muffe e colature di umidità).

Tribunale Pisa, 04/02/2019, n.83



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