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Registrazione telefonate: ultime sentenze

22 Marzo 2020
Registrazione telefonate: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: registrazione delle telefonate; intercettazioni telefoniche; procedura dell’istradamento; procedure di assistenza giudiziaria internazionale e compimento di attività all’estero.

Ricezione e registrazione delle telefonate

In tema di intercettazioni telefoniche, il ricorso alla procedura dell’istradamento – cioè il convogliamento delle chiamate in partenza dall’estero in un nodo situato in Italia (e a maggior ragione di quelle in partenza dall’Italia verso l’estero, delle quali è certo che vengono convogliate a mezzo di gestore sito nel territorio nazionale) – non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l’attività d’intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene interamente compiuta nel territorio italiano, mentre è necessario il ricorso all’assistenza giudiziaria all’estero unicamente per gli interventi da compiersi all’estero per l’intercettazione di conversazioni compiute all’estero e captate solo da un gestore straniero.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto legittima l’intercettazione di attività di messaggistica cd. PIN to PIN effettuata in Italia tra persone in possesso di apparecchi Blacberry, mediante immissione dei dati, trasmessi dalla società con sede in Italia, direttamente sulla memoria centralizzata installata nei locali della Procura della Repubblica).

Cassazione penale sez. III, 29/01/2016, n.10788

L’intercettazione di comunicazioni all’estero

Il ricorso alla procedura dell’istradamento, e cioè il convogliamento delle chiamate partenti da una certa zona all’estero in un “nodo” situato in Italia, non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta completamente sul territorio italiano.

Cassazione penale sez. IV, 09/12/2015, n.4484

Procedura dell’istradamento

In tema d’intercettazioni telefoniche, il ricorso alla procedura dell’istradamento, e cioè il convogliamento delle chiamate in partenza dall’estero in un nodo situato in Italia (e a maggior ragione di quelle in partenza dall’Italia verso l’estero, delle quali è certo che vengono convogliate a mezzo di gestore sito nel territorio nazionale) non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l’attività d’intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene interamente compiuta nel territorio italiano, mentre è necessario il ricorso all’assistenza giudiziaria all’estero unicamente per gli interventi da compiersi all’estero per l’intercettazione di conversazioni captate solo da un gestore straniero.

Cassazione penale sez. VI, 12/12/2014, n.7634

Intenzione dell’imputato di registrare le telefonate

Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall’art. 617 c.p., la fraudolenza della condotta qualifica il mezzo usato per prendere cognizione della comunicazione, con la conseguenza che, lo strumento utilizzato deve caratterizzarsi per la sua idoneità ad eludere la possibilità di percezione della captazione da parte dei soggetti tra i quali intercorre la comunicazione.

(Fattispecie relativa alla presa di cognizione da parte di un genitore del contenuto delle conversazioni telefoniche tra i suoi figli minori e l’altro genitore, mediante registrazione, in relazione alla quale la Corte ha osservato che la fraudolenza non potesse essere esclusa dalla asserita consapevolezza dell’altro genitore della preannunciata intenzione dell’imputato di registrare le telefonate).

Cassazione penale sez. V, 17/07/2014, n.41192

L’intercettazione di telefonate in partenza dall’Italia e dirette all’estero

Non comporta violazione delle norme sulle rogatorie intemazionali l’intercettazione di telefonate in partenza dall’Italia e dirette all’estero, in quanto tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta interamente sul territorio nazionale. Identico principio vale, poi, anche nel caso di ricorso alla procedura del cosiddetto istradamento – convogliamento delle chiamate, sia dirette verso utenze estere che provenienti dall’estero, in un nodo posto in Italia – giacché anche in tale evenienza tutta l’attività captativa viene completamente compiuta sul territorio nazionale. E ciò vale, parimenti, anche per le intercettazioni di utenze mobili nazionali in uso all’estero, rilevando nel caso di specie la nazionalità dell’utenza.

Cassazione penale sez. IV, 06/12/2011, n.4398

Registrazione delle telefonate compiuta nel territorio italiano

In tema d’intercettazioni telefoniche, il ricorso alla procedura dell’istradamento, è cioè il convogliamento delle chiamate in partenza dall’estero in un nodo situato in Italia (e a maggior ragione di quelle in partenza dall’Italia verso l’estero, delle quali è ceto che vengono convogliate a mezzo di gestore sito nel territorio nazionale) non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l’attività d’intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene interamente compiuta nel territorio italiano, mentre è necessario il ricorso all’assistenza giudiziaria all’estero unicamente per gli interventi da compiersi all’estero per l’intercettazione di conversazioni captate solo da un gestore straniero.

Cassazione penale sez. I, 04/03/2009, n.13972

Norme sulle rogatorie internazionali

Il ricorso alla procedura dell’istradamento, e cioè il convogliamento delle chiamate partenti da una certa zona all’estero in un “nodo” posto in Italia, non comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali, in quanto in tal modo tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate, viene compiuta completamente sul territorio italiano.

Cassazione penale sez. IV, 11/12/2008, n.4169

Intercettazioni di utenze mobili nazionali in uso all’estero

Non comporta violazione delle norme sulle rogatorie internazionali l’intercettazione di telefonate in partenza dall’Italia e dirette all’estero, in quanto tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta interamente sul territorio nazionale. Identico principio vale, poi, anche nel caso di ricorso alla procedura del cosiddetto istradamento – convogliamento delle chiamate, sia dirette verso utenze estere che provenienti dall’estero, in un “nodo” posto in Italia – giacché anche in tale evenienza tutta l’attività captativa viene completamente compiuta sul territorio nazionale. E ciò vale, parimenti, anche per le intercettazioni di utenze mobili nazionali in uso all’estero, rilevando nel caso di specie la nazionalità dell’utenza.

Cassazione penale sez. V, 04/06/2008, n.35774

Conversazioni captate solo da un gestore straniero

Sono pienamente utilizzabili le intercettazioni telefoniche, autorizzate dall’autorità giudiziaria nazionale, anche nei casi in cui le stesse abbiano avuto a oggetto conversazioni con utenti che si trovino all’estero, allorquando siano state effettuate avvalendosi della tecnica del cosiddetto istradamento, che consente la captazione delle telefonate che transitano dalle centrali collocate nel territorio italiano, e cioè attraverso i cosiddetti ponti telefonici. In questo caso, l’attività di intercettazione viene eseguita esclusivamente se la telefonata, pur avendo a oggetto un’utenza straniera, o essendo compiuta all’estero, si avvale di una delle centrali collocate in Italia per collegarsi con altra utenza, ovvero nel caso inverso che altra utenza si colleghi a quella estera usufruendo dei “ponti telefonici” siti in Italia.

Da ciò deriva che trattasi di metodica che, rispettando la sovranità di ogni singolo Stato, perché tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta sul territorio italiano, non necessita del ricorso alla procedura della rogatoria di cui agli art. 727 e ss. c.p.p. Ricorso che sarebbe invece necessario solo in riferimento a interventi che dovessero compiersi all’estero per intercettazioni di conversazioni captate solo da un gestore straniero.

Cassazione penale sez. IV, 28/02/2008, n.13206

Le operazioni di intercettazione telefonica

Nel caso in cui le stesse possano invece essere effettuate dal territorio nazionale nessuna assistenza da parte di altri Stati è necessaria. L’art. 266 c.p.p., infatti, consente il controllo, senza la necessità di dover ricorrere allo strumento della rogatoria internazionale, sia delle telefonate in arrivo su utenze italiane, sia delle telefonate che partono dall’Italia verso utenze straniere.

Né comporta la violazione delle norme sulle rogatorie internazionali il ricorso alla procedura del cosiddetto “istradamento” (convogliamento delle chiamate partenti da una certa zona all’estero in un “nodo” posto in Italia), in quanto in tal modo tutta l’attività di intercettazione, ricezione e registrazione delle telefonate viene compiuta completamente sul territorio italiano.

(Nella specie, si sono così ritenute legittime e pienamente utilizzabili le intercettazioni di utenze estere effettuate senza il ricorso a procedure di assistenza internazionale, non risultando che fossero state compiute attività di intercettazione all’estero, ma solo che le utenze intercettate non erano italiane).

Cassazione penale sez. II, 17/04/2007, n.16655

Registrazione di una serie di telefonate estorsive

La ricognizione di voce costituisce un grave indizio di colpevolezza che può essere utilizzato quando sia accordata attendibilità alle dichiarazioni di colui che, avendo ascoltato la voce della persona sottoposta a indagini, afferma di identificarlo con sicurezza. (Nella specie, l’identificazione vocale era stata fatta da un ufficiale di polizia che aveva ascoltato la registrazione di una serie di telefonate estorsive fatte dall’imputato).

Cassazione penale sez. II, 23/11/2004, n.47673

La registrazione della conversazione telefonica

La registrazione di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, costituisce la documentazione fonica di un fatto storico ed è utilizzabile in dibattimento come prova documentale ex art. 234 c.p.p., mentre la sua trascrizione rappresenta la mera trasposizione in forma grafica del contenuto.

Cassazione penale sez. V, 29/09/2015, n.4287

Registrazione della telefonata e prova del tradimento

La registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova, ex art. 2712 c.c., se colui contro il quale la registrazione è prodotta non contesti che la conversazione sia realmente avvenuta, né che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, e sempre che almeno uno dei soggetti, tra cui la conversazione si svolge, sia parte in causa; la trascrizione in questione dunque, il cui contenuto e la cui riferibilità alle persone indicate dall’appellante sono state immediatamente contestate, non ha idonea valenza probatoria per le ragioni spiegate e, comunque, anche perché priva di data certa e di per sé indubbiamente priva di uno specifico ed adeguato rilievo probatorio ai fini professati, cioè dar prova di una relazione adulterina precedente alla separazione di fatto che sia stata causa efficiente della crisi coniugale.

Corte appello L’Aquila, 13/05/2017, n.829

Registrazione di una conversazione telefonica di nascosto

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, non compete alla Corte di cassazione, nell’esercizio del proprio potere di controllo di legittimità, sindacare l’apprezzamento della rilevanza del fatto assunto nel capo di incolpazione, essendo questo di competenza degli organi disciplinari forensi. (Principio espresso in fattispecie di registrazione, di nascosto, di una conversazione telefonica con un collega, in violazione del divieto posto dal codice deontologico forense).

Cassazione civile sez. un., 11/03/2004, n.5038

Registrazione conversazione telefonica con collega avvocato

Il precetto di cui all’art. 38, co. 2, ncdf già art. 22 cdf (secondo cui l’avvocato non deve registrare una conversazione telefonica con un collega, senza il preventivo consenso o all’insaputa di questi) deve essere inteso nel senso che il divieto riguardi anche il caso in cui il telefono sia posto in viva voce per consentire ai terzi presenti di ascoltare la conversazione con il collega interlocutore.

(Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).

Consiglio nazionale forense, 17/02/2016, n. 7

Registrazione di una conversazione telefonica e tutela della riservatezza

La registrazione di una conversazione – sia telefonica, sia tra persone presenti – da parte di uno degli interlocutori, non necessita dell’autorizzazione del g.i.p. ai sensi dell’art. 267 c.p.p. In tale ipotesi, infatti, viene meno l’esigenza di tutela della riservatezza ed ogni interlocutore diventa lecitamente un potenziale testimone, che compie attività di memorizzazione, mediante apposito strumento, di notizie che apprende dall’altro.

(Fattispecie in tema di custodia cautelare in ordine al delitto ex art. 416 bis c.p., relativa alla registrazione di un colloquio fra un boss mafioso ed un ufficiale di p.g., da questi effettuata).

Cassazione penale sez. I, 06/05/1996, n.3023

Registrazione di una conversazione telefonica eseguita da uno degli interlocutori

La registrazione di una conversazione telefonica eseguita da uno degli stessi interlocutori, non rientrando nella nozione di intercettazione telefonica (che, invece, ricorre nell’ipotesi in cui si verifichi una intromissione da parte di terzi in una conversazione, di cui siano all’oscuro entrambi gli interlocutori), non è sottoposta alle limitazioni e alle formalità proprie delle dette intercettazioni.

Nè il fatto che la registrazione della conversazione avvenga all’insaputa di uno dei due interlocutori costituisce offesa alla libertà di autodeterminazione dell’altro, avendo questi comunicato in ampia libertà e volendo comunicare.

L’uso, poi, che di tale comunicazione possa fare il ricevente (registrazione o divulgazione) rappresenta un “posterius” rispetto all’autodeterminazione di comunicare e, di conseguenza, la registrazione della predetta comunicazione telefonica, quale documento della stessa, ne è prova idonea e come tale utilizzabile in giudizio).

Cassazione penale sez. II, 08/04/1994

Registrazione non autorizzata di una conversazione telefonica

La registrazione non autorizzata di una conversazione telefonica da parte di un privato con il concorso di un funzionario di polizia impegna la responsabilità dello Stato sul piano della Convenzione; costituisce un’ingerenza nel diritto al rispetto della corrispondenza e, in assenza di previsione legislativa nazionale, viola l’art. 8 della Convenzione.

Corte europea diritti dell’uomo, 23/11/1993, n.277_B

La produzione in giudizio della registrazione telefonica

In presenza di un accordo quadro che consenta che gli ordini di borsa siano impartiti per iscritto o telefonicamente, ma che imponga la registrazione dell’ordine telefonico, l’intermediario non può provare per testimoni o per presunzioni di aver ricevuto uno specifico ordine di borsa, essendo invece necessaria la produzione in giudizio della registrazione telefonica.

Tribunale Milano, 07/10/2004

Registrazione delle comunicazioni telefoniche intercettate

In tema di intercettazioni telefoniche, l’omessa indicazione del giorno e dell’ora in cui fu effettuata la registrazione delle comunicazioni telefoniche intercettate è una mera irregolarità che, riguardando le operazioni successive all’esecuzione delle intercettazioni, non e` causa di nullità.

Corte di Cassazione, sezione 6, 22/07/1992, n. 8146

Conversazione telefonica registrata e trascritta

Il contenuto di una conversazione telefonica registrata e trascritta non costituisce testimonianza utilizzabile in giudizio, ma è legittimamente utilizzabile nel corso delle indagini preliminari come sommaria informazione prevista dall`art. 351 cod. proc. pen..

Corte di Cassazione, sezione 1, 22/05/1991, n. 1916



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9 Commenti

  1. Dire che la registrazione di una telefonata è lecita non avrebbe senso se tale registrazione non fosse poi utilizzabile. Di certo, la registrazione di una telefonata non può essere resa pubblica (si pensi alla condivisione del file su Facebook), ma può essere usata come prova in una causa (civile o penale) contro lo stesso soggetto intercettato. In questo, non c’è alcuna violazione del codice della privacy, che non vieta registrazioni occulte (cioè all’insaputa degli altri partecipanti) di colloqui, riunioni, telefonate. Possiamo dunque concludere dicendo che la registrazione di una telefonata è una prova.

  2. Per essere considerata una prova, la registrazione telefonica intrattenuta tra A e B deve essere utilizzata in una causa in cui, almeno una delle parti, sia A oppure B. In altri termini, non è possibile utilizzare, in una causa, la registrazione di una telefonata avvenuta tra soggetti di cui neanche uno è parte nel giudizio. Così, ad esempio, in una causa tra C e D non è possibile usare la registrazione di una telefonata o una conversazione tra A e B; è possibile, invece, se la telefonata o la conversazione vede, tra i soggetti che vi hanno partecipato, almeno C oppure D.

  3. La registrazione della telefonata, per essere prova in una causa, non deve essere contestata dal soggetto “intercettato”. Questi, cioè, non deve:né contestare il fatto che la conversazione sia effettivamente avvenuta;né contestare il fatto che la conversazione sia avvenuta proprio in base al tenore che risulta dal supporto elettronico.La contestazione del soggetto che è stato, a sua insaputa, registrato non può essere generica, ma deve fornire al giudice indizi o elementi di prova per ritenere che la registrazione della telefonata o della conversazione:non sia, in realtà, mai avvenuta;oppure sia avvenuta, ma in termini diversi da quelli che appaiono dal file.

  4. Al giorno d’oggi, grazie al grande progresso tecnologico, registrare una telefonata è possibile ed è anche una cosa abbastanza semplice e banale. Bisogna, innanzitutto, distinguere come registrare una telefonata su iPhone e come registrare una telefonata su Android, in quanto, essendo due sistemi operativi differenti, saranno differenti anche le applicazioni da scaricare e il metodo di procedimento.

    1. Parto, innanzitutto, con l’avvisarti che per registrare le chiamate seriamente, e cioè con una buona qualità audio e in modo da sentire vivamente e chiaramente la voce di entrambi gli interlocutori, è necessario sbloccare Android e bisogna tenere in conto di dover pagare qualche euro. Su Play Store, sono molte le applicazioni scaricabili che ti promettono di registrare telefonate Android in maniera totalmente gratuita e senza effettuare il root, cioè senza sbloccare il sistema operativo Android, tuttavia, la maggior parte di esse non sono totalmente affidabili.Quindi, la prima operazione da compiere è proprio quella di effettuare il root su Android. Si tratta di un processo abbastanza complicato e lungo, con qualche controindicazione da superare, ma che si riesce tranquillamente a portare a termine con un po’ di pazienza.Una volta che hai sbloccato il tuo terminale, la prima applicazione che ti consiglio di scaricare e che a parer mio è la migliore, è CallRecorder. Il costo è abbastanza elevato infatti ammonta intorno agli 11 euro, tuttavia è possibile usufruire della versione gratuita della stessa che ha però la durata di una sola settimana.Per scaricare l’applicazione ti basterà prendere in mano il tuo smartphone, andare qui e cercare nella barra di ricerca il nome dell’app (quindi “CallRecorder”). Una volta trovata dovrai semplicemente cliccare su “Installa” in alto a destra.A questo punto, scaricata e completata l’installazione dell’applicazione, avvia CallRecorder e clicca inizialmente sul pulsante “Concedi” in modo da consentire all’applicazione di accedere al sistema con i permessi di root, successivamente pigia su “Accetta” e poi su “OK” per accettare le condizioni d’uso del software. Una volta concluse le procedure preliminari, sei ufficialmente pronto a passare all’azione!Non appena avvierai o riceverai una chiamata, l’applicazione CallRecorder, infatti, si avvierà in automatico e registrerà la telefonata. Ti accorgerai che essa è in funzione grazie a un’icona verde che comparirà nella schermata con la foto del tuo interlocutore. Al termine della conversazione, potrai tranquillamente ascoltare le registrazioni delle tue telefonate semplicemente avviando l’app di CallRecorder e cliccando sul riquadro relativo alla chiamata ricevuta o effettuata che vuoi riprodurre.
      Questa applicazione ti consente, inoltre, di convertire la registrazione in mp3 o Amr e criptarla per impedire accessi non autorizzati. Per fare ciò basta tenere premuto il dito sul titolo di una telefonata e cliccare poi sui tre puntini in alto a destra.È possibile inoltre tramite questa applicazione condividere la registrazione della chiamata cliccando appunto sull’icona della condivisione collocata sempre in alto a destra. In questo modo potrai inviare la registrazione scelta e selezionata ad un’altra app installata sul tuo telefono e farne ciò che vuoi. Puoi infatti, ad esempio, modificarla con apposite app oppure inviarla via e-mail o via WhatsApp.CallRecorder non è, però, l’unica applicazione che ti consiglio. Se infatti dovessi trovarti scomodo nell’utilizzo di questa o se non dovesse soddisfarti, puoi provare a scaricare Rmc: Android Call Recorder, un’applicazione gratuita che però funziona abbastanza bene.

      Per utilizzare Rmc, tutto ciò che devi fare è scaricare l’applicazione sul tuo telefono mediante il collegamento al Play Store e successivamente avviarla. Dopodiché, devi accettare le sue condizioni di utilizzo pigiando sul pulsante “Accept” e devi mettere il segno di spunta accanto alla voce “Activate Service” al fine di rendere attiva la registrazione automatica delle chiamate.Ricorda che l’app entrerà in funzione automaticamente, quindi la registrazione delle chiamate avverrà senza che tu debba avviare precedentemente Rmc o compiere operazioni particolari.Una volta terminata la telefonata l’applicazione ti permette sia di riascoltarla direttamente dal tuo smartphone che di archiviarla nell’elenco delle registrazioni importanti, cliccando su “Move to Important”. L’app ti consente inoltre di rinominarla pigiando su “Rename”, condividerla via Bluetooth o email scegliendo l’opzione “Share” oppure semplicemente di cancellarla andando su “Delete”.Se per caso volessi, invece, accedere alle impostazioni dell’app, devi solamente premere il tasto “Menu” del telefono e selezionare prima il pulsante “Dashboard” che ti comparirà in basso e poi la voce “Settings” posta nella barra laterale di sinistra.

    1. Contrariamente, a quanto spesso si va a pensare e ritenere, la registrazione di una conversazione tra presenti e all’insaputa di questi, così come quella di una telefonata con un’altra persona ignara di essere registrata, non costituisce lesione della privacy e, quindi, reato.Questo in quanto la registrazione di una telefonata o di una conversazione non farebbe altro che fissare, su una memoria elettronica, ciò che è già “nostro”, in quanto il nostro udito lo ha captato. Vietare, quindi, la registrazione sarebbe più o meno come imporre a qualcuno di dimenticare una determinata conversazione.

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