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Come leggere il codice fiscale

10 Marzo 2020 | Autore:
Come leggere il codice fiscale

Che cosa si può sapere del titolare del documento partendo dalla sequenza di numeri e lettere? Come viene formato quello delle società?

Nemmeno ricorderai da quando ce l’hai nel portafoglio. Talmente sei abituato a portare con te il codice fiscale che non ti sarai neanche posto una sola domanda su com’è stato fatto o quali informazioni riporta. Ad esempio: sai come leggere il codice fiscale? Certo, la prima parte è la più nota a tutti: sono le lettere del cognome e del nome e l’anno e il giorno di nascita. E poi? Che cosa significa il resto di numeri e lettere che completano l’identità amministrativa e fiscale di un cittadino o di un’azienda?

Perché, infatti, il codice fiscale identifica non soltanto il singolo contribuente ma anche le persone giuridiche, vale a dire una società o un ente. La differenza tra entrambi salta all’occhio, dato che per le persone fisiche è formato da 16 caratteri mentre nel secondo caso contiene «solo» 11 caratteri. Ma come si legge il codice fiscale?

Questo documento di identità fiscale, oggi contenuto nella tessera sanitaria, è in grado di dire anche se il titolare è uomo e donna. E può, addirittura, succedere che ci siano per puro caso due codici fiscali uguali: è quello che si chiama «omocodia». Viene spontaneo chiedersi se è possibile cambiarlo e che cosa bisogna fare.

Ma vediamo come si compone e come si legge il codice fiscale.

Codice fiscale: come si calcola?

Il codice fiscale viene formato automaticamente da un calcolo informatizzato al momento della nascita di un cittadino o quando viene costituita una società.

Nel caso delle persone fisiche, il sistema prende ti dati personali e genera una sequenza di 16 caratteri, tra numeri e lettere, congrua con il nome, il cognome, la data di nascita, ecc.

Diverso (quasi sempre) il codice fiscale delle persone giuridiche. In questo caso, il sistema genera una sequenza di 11 caratteri che rappresentano il numero di matricola assegnato dal rispettivo ufficio provinciale, il codice dell’ufficio Iva e un codice di controllo. Questa sequenza coincide con la partita Iva del soggetto per le società di persone e per quelle di capitali, mentre per le imprese individuali il codice fiscale coincide con quello del titolare della ditta.

Codice fiscale delle persone fisiche: come si legge?

Vediamo innanzitutto come si legge il codice fiscale delle persone fisiche, cioè quello del comune cittadino. Abbiamo detto che è composto da 16 caratteri, tra numeri e lettere.

Prendiamo come esempio questo codice fiscale: RJGCLS66A02Z131H. Possiamo scomporlo in sette blocchi, in questo modo: RJG – CLS – 66 – A – 02 – Z131 – H. Che cosa ci dicono queste lettere e queste cifre?

  • RJG: sono le lettere che corrispondono al cognome. Se non ci fossero tre consonanti nel cognome (ad esempio Mura), si prenderebbe una vocale. Se il cognome fosse troppo corto (ad esempio Po) si metterebbe una X alla fine;
  • CLS: sono le lettere che corrispondono al nome. Vale come sopra con il discorso delle poche consonanti o del nome troppo corto;
  • 66: è l’anno di nascita;
  • A: è il mese di nascita. La A sta per gennaio, B per febbraio, C per marzo, D per aprile, E per maggio, H per giugno, L per luglio, M per agosto, P per settembre, R per ottobre, S per novembre e T per dicembre;
  • 02: è il giorno di nascita per gli uomini. Per le donne si aumenta di 40 (chi è nata il giorno 15 avrà nel suo codice fiscale il numero 55). Questi due numeri, quindi, identificano il sesso del titolare del codice fiscale: se sono al di sotto di 31 significa che è maschio;
  • Z131: sono i caratteri che corrispondono al Comune o allo Stato estero di nascita. Ogni municipio, infatti, ha un codice catastale identificativo di quattro caratteri. Ad esempio, H501 per Roma, F205 per Milano, L219 per Torino, A944 per Bologna, F839 per Napoli, G273 per Palermo, ecc. In questo caso, Z131 è un codice che corrisponde ad uno Stato estero, in particolare alla Spagna;
  • H: è la lettera di controllo generata automaticamente dal sistema.

In questo modo, con un codice fiscale in mano, che cosa possiamo sapere? Sicuramente il giorno, il mese e l’anno di nascita del titolare. Ma anche dov’è nato e se è maschio o femmina (il giorno di nascita sotto i 31 è uomo, sopra il 41 è donna). Per il cognome ed il nome bisognerebbe andare a istinto. Ad esempio, RSS potrebbe stare per Rossi, ma non è detto (ci starebbe anche con Russo). Più probabile presumere che il nome MRO stia per Mario (le due consonanti ed una vocale).

Il codice fiscale viene attribuito alle persone fisiche al momento della loro nascita dal Comune di residenza, quando vengono iscritti nel registro dell’anagrafe per la prima volta. L’amministrazione comunale, infatti, lo fa collegandosi con il sistema telematico dell’Anagrafe tributaria.

Codice fiscale di società o enti: come si legge?

Il codice fiscale di una società o di un ente è composto non da 16 caratteri, come quello delle persone fisiche, ma da 11 caratteri.

Va ricordato che questi soggetti devono avere anche una partita Iva. Ecco, quando si tratta di una società di persone, come le società semplici, le sas o le snc, oppure di una società di capitali come le spa o le srl, nella maggior parte dei casi il codice fiscale coincide con la partita Iva. Per le società individuali, invece, il codice fiscale coincide con quello del titolare dell’impresa.

Anche in questo caso, per sapere come leggere il codice fiscale di una società, possiamo scomporlo. Questa volta, però, in tre blocchi, ovvero:

  • i primi sette numeri: corrispondono al numero di matricola che viene assegnato dall’ufficio provinciale di competenza per territorio;
  • i numeri dall’ottavo al decimo: corrispondono al codice dell’ufficio Iva provinciale che ha rilasciato il numero di matricola, di solito equivalente al codice Istat della provincia. Ad esempio, 058 per Roma, 015 per Milano, 001 per Torino, 037 per Bologna, 063 per Napoli, 082 per Palermo, ecc.;
  • l’undicesima ed ultima cifra, come per il codice fiscale delle persone fisiche, è il codice di controllo per la verifica della correttezza dei numeri precedenti.

Codice fiscale: cosa fare in caso di omocodia?

Può capitare che Mario Rossi e Mario Russo siano nati lo stesso giorno nello stesso posto. Con il calcolo che abbiamo visto prima, se entrambi fossero venuti al mondo il 15 aprile del 1980 a Bari avrebbero questo codice fiscale: RSS MRO 80 D 15 A662.

Manca, come avrete notato, l’ultima lettera, quella generata automaticamente dal sistema per controllare la correttezza dei 15 caratteri precedenti. Non sarebbe strano che, per puro caso, venisse assegnata la stessa lettera ad entrambi. Sarebbero di fronte al tipico episodio di omocodia, cioè avrebbero lo stesso codice fiscale, il che può creare qualche problema burocratico e pratico. Immagina di voler entrare in un portale Internet nel quale si richiede di inserire i dati personali ed il codice fiscale. Se uno dei due si fosse già registrato prima, al secondo potrebbe essere rifiutato l’accesso perché i dati non corrispondono a quelli registrati. Vai a spiegarlo ad un computer.

Cosa dovrebbero fare? Rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, la quale, accertato l’inghippo, provvederà a sostituire con delle lettere uno o più numeri della tua sequenza partendo dalla destra. Ad ogni numero corrisponde sempre la stessa lettera, cioè:

  • 0 = L;
  • 1 = M;
  • 2 = N;
  • 3 = P;
  • 4 = Q;
  • 5 = R;
  • 6 = S;
  • 7 = T;
  • 8 = U;
  • 9 = V.

Quindi se, per esempio, il tuo codice fiscale risulta «omocodico» e finisce per «131H», la parte finale può essere trasformata in «MPMH», a seconda di quanti numeri si decida di cambiare.



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