Decreto Milleproroghe, opposizioni all’attacco

18 Febbraio 2020
Decreto Milleproroghe, opposizioni all’attacco

Domani il voto in Aula alla Camera: il Governo pone la questione di fiducia, ma Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia reagiscono.

Il Governo pone la fiducia sulla conversione in legge del decreto Milleproroghe: prenderà il via domani mattina il voto  alla Camera, per come ha stabilito la conferenza dei capigruppo.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, espone così il calendario dei lavori, per come ci comunica l’agenzia stampa Adnkronos: “Un aggiornamento sui lavori d’Aula dopo la riunione dei capigruppo che si è svolta questa mattina. Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Milleproroghe. Quindi alle 8.30 domattina inizieranno le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari, mentre dalle 10.10 si procederà alla chiama per appello nominale”.

“Al termine delle votazioni- prosegue Fico – sarà la volta dell’esame degli ordini del giorno. Sempre nella giornata di domani ci sarà il question time alle 15, a cui seguiranno alle 16 le comunicazioni del presidente Conte in vista del prossimo Consiglio europeo. Al termine proseguiranno le votazioni degli ordini del giorno per il decreto Milleproroghe”.

Tutto questo significa che il Governo intende “blindare” il testo del provvedimento, ponendo la questione di fiducia, evitando sorprese dell’ultima ora o il rischio di mancata conversione del decreto che altrimenti scadrebbe il prossimo 29 febbraio.

Ma le opposizioni non ci stanno e, in una nota congiunta firmata dai capigruppo in commissione Bilancio a Montecitorio, Andrea Mandelli (Forza Italia), Ylenja Lucaselli (Fratelli D’Italia) e Giuseppe Ercole Bellachioma (Lega), parlano di “maggioranza arrogante” e abbandonano i lavori parlamentari.

”Ancora una volta – dichiara il comunicato, riportato da Adnkronos – siamo costretti a stigmatizzare l’atteggiamento prepotente della maggioranza che ieri sera ci ha indotto ad abbandonare i lavori in commissione. La loro litigiosità e anche una certa impreparazione hanno portato alla presentazione di un nuovo pacchetto di emendamenti al milleproroghe in fretta e furia, a un mese di distanza dalla scadenza dei termini fissata per il 18 gennaio, dopo i numerosi rinvii che hanno caratterizzato l’esame del provvedimento”.

Una stoccata più ampia all’azione del Governo, e non riferita soltanto al Milleproroghe, arriva invece da Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: “L’accanimento con cui Conte cerca di difendere la sua poltrona è quasi commovente, peccato però che sia inversamente proporzionale allo stato della sua maggioranza e soprattutto agli interessi del Paese. Il suo governo non riesce a trovare un accordo nemmeno sul Milleproroghe, ma lui riunisce tavoli di studio sull’universo mondo per definire addirittura l’Agenda 2023″.

“Tavoli che si concludono inesorabilmente con un nulla di fatto – prosegue Bernini. Non solo su giustizia, Irpef, Iva, Autostrade, quota 100 e reddito di cittadinanza, ma perfino sulle nomine non c’è uno straccio di accordo.Uno stallo disastroso in cui è difficile perfino ipotizzare l’agenda per fine febbraio”.



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