Diritto e Fisco | Articoli

Quante volte si può rifiutare un voto all’università?

9 Marzo 2020 | Autore:
Quante volte si può rifiutare un voto all’università?

È possibile ripetere un esame superato con esito positivo? L’ateneo può rifiutarsi di dare agli studenti una seconda occasione?

Stai per sostenere un esame all’università e sai già che non prenderai proprio 30 e lode: si sono accumulati un po’ di impegni e non sei riuscito a studiare quanto avresti voluto. Non sarà uno strazio: sai di poterlo passare ma ti serve un buon risultato per non abbassare la media. Ne parli con i tuoi e alla fine dici: «Male che vada, rifiuto il voto e ripeto l’esame finché non ottengo la valutazione che ho in mente». Legittimo che mamma e papà ti chiedano: «Sì, ma quante volte si può rifiutare il voto all’università?».

Non è semplice rispondere a questa domanda, perché gli atenei possono decidere in merito in piena autonomia. Anzi, possono anche decidere che non si può rifiutare un voto all’università. Non in quella loro, almeno. Tuttavia, in molte facoltà esiste questa possibilità. E persino il Garante degli studenti si è espresso in merito, valutando un caso sollevato all’università Alma Mater di Bologna. Qual è la linea del Garante? Quante volte si può rifiutare un voto all’università?

Non bisogna dimenticare che sulla questione sarà interessante conoscere il parere del Cun, cioè del Consiglio universitario nazionale. Ma sarà anche vincolante vedere che cosa c’è scritto nei Regolamenti didattici dell’ateneo, noti come Rda. È qui che bisogna cercare la risposta alla domanda «quante volte si può rifiutare un voto all’università». Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.

Rifiutare un voto: cosa dice il Consiglio universitario nazionale?

Partiamo dal parere del Consiglio universitario nazionale, il cosiddetto Cun che fa riferimento al ministero dell’Istruzione e che nel 2015 [1] affrontò la questione di poter rifiutare un voto all’università. Va da sé che parliamo di un voto favorevole, quindi dal 18 in poi.

Nel parere espresso dal Cun, si parte dal presupposto che l’esame sostenuto in facoltà «è un atto pubblico avente valore legale verbalizzato dalla commissione» e che quella prova «non può essere ripetuta se non a seguito del suo annullamento, secondo le modalità e nei casi previsti dalle norme». E già qui arriva il primo punto fermo: un esame verbalizzato non può essere ripetuto se non è stato annullato per qualche valido motivo. Se ne deve dedurre che non si può rifiutare il voto?

Il Comitato fa ulteriore chiarezza, e ricorda che «l’esclusione della possibilità di ripetere esami già superati con esito favorevole è già stata ribadita dal ministero» in una nota [2] in cui si sottolineava un paradosso: qualora fosse possibile ripetere la prova, non ci sarebbe la possibilità di rendere operativo un eventuale insuccesso dell’alunno. Detto in altre parole: se al primo giro prendi 20 e rifiuti il voto e al secondo meriti un 14, non ti possono dare questo secondo voto. Risultato: il docente non avrebbe l’opportunità di valutare il tuo merito ed il tuo demerito con lo stesso parametro.

La conclusione alla quale è giunto il Cun è che non può essere ripetuto un esame sostenuto con esito favorevole. Quindi, per rispondere alla domanda appena posta, sì: se ne deve dedurre che non si può rifiutare il voto. Non almeno secondo il Comitato che dipende dal ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca.

Rifiutare un voto: il parere del Garante degli studenti

Il parere del Cun, per quanto rispettabile, resta, appunto, quello che è: un parere. Ma non c’è alcuna regolamentazione a livello nazionale che sancisca se e quante volte si può rifiutare un voto all’università.

Ecco perché ogni ateneo adotta le proprie decisioni in merito, contenute nei rispettivi regolamenti didattici. Ci sono delle facoltà in cui gli studenti non hanno alcun problema a rifiutare un voto (una sola volta, però) ed altre in cui si vedono negare questa possibilità quando l’esame è stato superato con una valutazione positiva. Quel che si è preso si è preso e lo si porta a casa, insomma.

Il problema, dunque, si pone negli atenei in cui gli alunni non possono scegliere di respingere un voto per tentare miglior sorte alla sessione successiva. E proprio in queste università si moltiplicano gli appelli al Garante degli studenti affinché intervenga e si pronunci sulla questione.

Chi è il Garante degli studenti

Il suo parere sulla scelta di rifiutare un voto all’università può essere vincolante? È interessante, a questo punto, capire chi è il Garante degli studenti, quali sono i suoi compiti e quanto peso possono avere le sue decisioni all’interno del relativo ateneo.

La figura del Garante è esplicitamente prevista dallo statuto di ciascuna università affinché tuteli in maniera autonoma e senza essere sottoposto ad alcuna dipendenza gerarchica i diritti e gli interessi degli alunni. I quali possono rivolgersi al Garante per segnalare:

  • disfunzioni;
  • abusi;
  • ritardi o carenze;
  • violazioni della legge, dei princìpi di buona amministrazione o dei valori contenuti nel codice etico dell’ateneo;
  • mancato rispetto dei diritti sanciti dallo statuto.

Cosa può decidere il Garante

Le segnalazioni ricevute dal Garante degli studenti finiscono nella sua relazione di fine anno accademico. E nella relazione del 2017 di uno di loro, precisamente del dottor Francesco Scutellari, ex magistrato e Garante degli studenti presso l’università di Bologna, è stata la questione della possibilità di rifiutare un voto all’università anche quando la valutazione è stata positiva.

Il Garante ha sollevato il caso, discusso con gli organi dell’ateneo e comunicato, nella sua relazione, il parere positivo: si può rifiutare un voto positivo all’università una sola volta sul singolo insegnamento. Significa che uno studente (almeno all’università bolognese) può respingere il voto su una materia una sola volta, ma può fare altrettanto sulle altre materie.

C’è, però, nella relazione del Garante un altro passaggio molto importante, ed è quello in cui si riconosce al docente la possibilità di riconoscere «a propria discrezione» ulteriori rifiuti nel caso li ritenga opportuni.

Così, si può concludere che nell’università del capoluogo emiliano, ma anche in quelle che hanno deciso autonomamente altrettanto, si ha non più la possibilità ma addirittura il diritto di rifiutare un voto in ogni insegnamento. E che oltre ai singoli atenei, anche i singoli docenti possono determinare in piena autonomia di concedere allo studente ulteriori sessioni di appello.

Rifiuto di un voto: quando conviene?

Il fatto che tu abbia la possibilità di rifiutare un voto all’università non significa che sia obbligatorio o sempre conveniente farlo. Non è come un quiz televisivo in cui ti avvicini al montepremi massimo e, anziché ritirarti con una buona somma in tasca, rischi tutto.

Ci sono dei casi in cui è meglio accettare la valutazione del docente e ritenersi soddisfatti. In altre situazioni, invece, può essere opportuno – sempre che l’ateneo te ne dia la possibilità, altrimenti sai già a chi inoltrare la segnalazione – chiedere di ripetere l’esame alla successiva sessione per tentare di migliorare un voto già positivo.

Questo può succedere quando:

  • ritieni che il voto non rispecchi la preparazione che hai acquisito grazie allo studio;
  • sei convinto che hai un margine molto ampio per migliorare il voto;
  • hai il desiderio o il bisogno di alzare la media pensando ad un futuro lavoro;
  • hai delle probabilità molto alte di laurearti con 110 e lode;
  • sai che avendo una seconda opportunità puoi prepararti meglio.

note

[1] Comitato universitario nazionale, parere del 14.01.2015.

[2] Nota ministero della Pubblica Istruzione del 17.05.1967.

Autore immagine: Canva.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube