Diritto e Fisco | Articoli

Mantenimento al figlio maggiorenne che lavora

18 Febbraio 2020
Mantenimento al figlio maggiorenne che lavora

Obbligo di versare gli alimenti ai figli: quali tipi di contratti di lavoro fanno perdere l’assegno del padre?

I genitori, siano essi sposati, conviventi o separati, devono mantenere i figli non solo fino alla loro maggiore età ma finché non diventano economicamente autonomi. Tale indipendenza presuppone un reddito stabile, corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato, a prescindere dalle condizioni economiche del padre. Chi, ad esempio, ha due genitori benestanti e ottiene un posto di lavoro a tempo indeterminato come barman può dirsi autosufficiente [1]. 

Che succede, però, a chi ottiene un semplice dottorato di ricerca o un contratto di apprendistato? E il giovane con un rapporto di lavoro a tempo determinato può dirsi davvero autonomo? Una volta perso il diritto agli alimenti per avere finalmente raggiunto l’indipendenza economica, si può chiedere nuovamente l’assegno in caso di improvvisa perdita del posto di lavoro?

Il mantenimento al figlio maggiorenne che lavora è stato oggetto di numerose pronunce della giurisprudenza. Cerchiamo di fare il punto della situazione in questa breve guida.

Qual è la misura del mantenimento ai figli?

L’assegno di mantenimento ai figli deve coprire tutte le esigenze dei giovani, non solo quelle essenziali alla sopravvivenza (come ad esempio il vitto, l’alloggio, lo studio, le medicine) ma anche alla vita di relazione sociale (trasporti, connessione a internet e computer, telefono, sport, viaggi). Il tutto chiaramente sempre in proporzione alle capacità economiche dei genitori e, nell’ipotesi di coppia separata, dell’ex coniuge tenuto a versare l’assegno mensile. 

La Cassazione ha stabilito che gli alimenti da versare al figlio vanno rapportati al tenore di vita da questi goduto finché la famiglia era unita. Il che significa che tanto più sono benestanti i genitori, tanto più alto è l’assegno.

Fino a quando bisogna pagare il mantenimento ai figli?

L’obbligo di mantenimento non cessa né con la maggiore età né con una occupazione saltuaria (come, ad esempio, un posto stagionale) o comunque non stabile. È necessario che il figlio sia divenuto economicamente autosufficiente anche tenendo conto della sua formazione. È stato, ad esempio, escluso che uno studente di medicina, che abbia accettato un posto in un call center per mantenersi agli studi, si possa dire autosufficiente.

Spetta al genitore che non voglia più pagare gli alimenti dimostrare che il figlio è divenuto autonomo grazie a una occupazione stabile. 

Ma se il figlio ha ormai completato il percorso di studi formativo e ha raggiunto almeno 30-35 anni, spetta a quest’ultimo dimostrare che il suo stato di disoccupazione dipende da fattori di mercato o comunque non a lui addebitabili [2].

Spetta il mantenimento al figlio maggiorenne che lavora?

Il lavoro non sempre consente di raggiungere l’indipendenza economica: pertanto, i genitori possono essere ugualmente tenuti al mantenimento. Ad esempio, è il caso in cui il figlio maggiorenne:

  • pur godendo di un reddito da lavoro, sta completando il corso di studi;
  • svolge un lavoro precario e a tempo determinato: non si può considerare raggiunta l’indipendenza economica perché manca una prospettiva concreta di continuità [3], come nel caso di lavoro a chiamata;
  • svolge qualche lavoretto di tanto in tanto;
  • ha un contratto di apprendistato [4];
  • svolge un lavoro non qualificato rispetto al titolo di studio conseguito (come nel caso di ragazzo quasi trentenne con il titolo di geometra e ragioniere, impiegato come apprendista muratore) [5];
  • consegue una borsa di studio correlata a un dottorato di ricerca: ciò non comporta il raggiungimento dell’indipendenza economica data la temporaneità, la modestia dell’introito in rapporto alle incrementate e presumibili necessità, anche scientifiche, del beneficiario [6].

Che succede se il figlio viene licenziato o perde il lavoro?

Il figlio che, dopo aver raggiunto l’indipendenza economica, perde il lavoro (non solo per dimissioni volontarie, ma anche per licenziamento) non può più chiedere di nuovo ai genitori l’assegno di mantenimento. Difatti, ormai il legame con il padre e la madre si è definitivamente interrotto. Egli, quindi, dovrà ricorrere all’assistenza sociale dello Stato o della Regione, ma non potrà più invocare alcun obbligo da parte dei genitori. 

Allo stesso modo, se abbandona l’attività lavorativa non può chiedere nuovamente ai genitori di provvedere al suo mantenimento.

Il genitore che versa mensilmente l’assegno di mantenimento, tenuto completamente all’oscuro del fatto che il figlio lavora, può chiedere al giudice la revoca dell’obbligo di versare il mantenimento e la condanna del giovane alla restituzione degli arretrati versati a partire dal giorno in cui questi ha raggiunto l’indipendenza, tacendogliela. 


note

[1] Cass. 3 settembre 2013 n. 20137.

[2] Cass. 22 luglio 2019 n. 19696.

[3] Cass. 6 aprile 2009 n. 8227, Trib. Salerno 10 novembre 2009.

[4] Trib. Ancora, sent. n. 306/2019; Cass. 11 gennaio 2007 n. 407, App. Roma 14 ottobre 2016 n. 6080.

[5] Cass. 21 febbraio 2007 n. 4102.

[6] Cass. 15 febbraio 2012 n. 2171.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube