L’esperto | Articoli

Scommesse sportive: ultime sentenze

21 Marzo 2020
Scommesse sportive: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contratto di ricevitoria per la raccolta di scommesse sportive; scommesse sportive online; apparecchiature informatiche abusivamente impiegate nella raccolta di scommesse relative allo svolgimento di manifestazioni sportive.

L’attività di raccolta di scommesse sportive

La procedura di selezione prevista dal cd. “bando Monti”, è discriminatoria in quanto ha ridotto a 3 anni la durata delle concessioni bandite, a fronte delle precedenti di durata novennale. Inoltre, il relativo Schema di Convenzione all’art. 25 ha previsto la cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali alla scadenza della concessione all’Amministrazione dei Monopoli (ADM) o ad altro concessionario da essa individuato. Ciò comporta l’esistenza di un impedimento a partecipare in condizioni di parità con gli altri concorrenti al bando per la concessione dei diritti per l’esercizio dell’attività di raccolta di scommesse sportive.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 18/01/2018

L’appropriazione indebita

L’abuso di relazioni di prestazioni d’opera, previsto come circostanza aggravante dall’art. 61 n. 11 c.p., è configurabile in presenza di rapporti giuridici, anche soltanto fondati sulla fiducia, che a qualunque titolo comportino un vero e proprio obbligo – e non una mera facoltà – di “facere”.

(Fattispecie in tema di appropriazione indebita, nella quale è stata ritenuta la configurabilità dell’aggravante in questione nella condotta dell’imputato, che si era appropriato di somme di denaro derivanti da puntate effettuate da clienti nell’ambito di contratto di ricevitoria per la raccolta di scommesse sportive).

Cassazione penale sez. II, 02/03/2018, n.25912

Scommesse sportive online

In tema di autoriciclaggio, la locuzione di “attività speculative“, conformemente ai criteri dell’interpretazione letterale, teleologica ed estensiva, deve intendersi comprensiva non soltanto della speculazione che avvenga in ambito finanziario o borsistica, ma anche nel settore del gioco e delle scommesse (di tipo sportivo o relative ad eventi incerti) che siano caratterizzati da azzardo, ovvero siano praticati con fine di lucro e nei quali la vincita o la perdita sia in buona parte aleatoria, avendovi l’abilità del partecipante un’importanza non determinante rispetto all’esito.

(Fattispecie cautelare relativa a reimpiego di parte dei proventi di una serie di truffe in slot machines, videogiochi on line tipo casinò e poker, nonché in scommesse sportive on line in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa).

Cassazione penale sez. II, 07/03/2019, n.13795

Scommesse sportive online: il rifiuto della società di restituire la somma depositata

In relazione alle scommesse sportive online, nel caso in cui la società concessionaria del servizio non procede alla restituzione della somma versata dallo scommettitore, quest’ultimo può avanzare la pretesa direttamente alla pubblica amministrazione.

Ciò in quanto “l’inserimento del concessionario dell’attività di organizzazione e di esercizio di giochi di abilità e concorsi pronostici nell’apparato organizzativo della pubblica amministrazione comporta che dei danni arrecati dal fatto illecito del concessionario medesimo risponda l’autorità ministeriale concedente, titolare del potere di vigilanza e controllo”.

Così ha stabilito la Cassazione pronunciandosi in merito a una vicenda sorta a seguito del rifiuto della società di scommesse di restituire al cliente la somma depositata sul suo conto di gioco di poco superiore ai 13mila euro. Per la Corte l’esercizio del potere di vigilanza e di controllo reca con sé nell’ambito della concessione di pubblico servizio, l’esistenza di una relazione tale da radicare la responsabilità ex articolo 2049 del Cc.

Cassazione civile sez. III, 20/02/2018, n.4026

La raccolta di scommesse sportive non autorizzata dalle autorità preposte

Sul piano normativo, la fattispecie di cui all’art. 4 co. 4-bis, l. n. 401/89, oggetto di contestazione, è una norma recettizia poiché, nel sanzionare la condotta di raccolta di scommesse sportive in assenza di concessione e/o di autorizzazione rilasciata dalle autorità preposte, fa rinvio alla disciplina del sistema concessorio ed autorizzatorio, che nel nostro ordinamento giuridico è riservata allo Stato, il quale dispone in proposito all’esito di uno specifico bando di gara.

I diversi operatori legati ai concessionari devono poi comunicare l’inizio dell’attività svolta al Questore competente richiedendo specifica autorizzazione di polizia.

Corte appello Milano sez. II, 11/10/2017

Qualità di concessionario: è presupposto per l’autorizzazione a scommesse private?

In tema di istanza di autorizzazione ex art. 88 del T.U.L.P.S. relativa a scommesse sportive, la qualità di concessionario costituisce presupposto imprescindibile, laddove la licenza può essere data esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva, appunto, la possibilità di svolgere l’attività suddetta.

La provenienza della domanda da un soggetto privo del titolo legittimante, genera incertezze presso gli stessi scommettitori. Pertanto, tale incertezza costituisce di per sé un valido e sufficiente motivo di ordine pubblico per denegare l’autorizzazione, in quanto si pone in contrasto con le esigenze di tutela del consumatore, anch’esse protette dal diritto comunitario. Va da sé che l’autorità preposta all’ordine pubblico non può disinteressarsi del meccanismo in esame, poiché esso coinvolge i consumatori italiani, atteso che gli effetti dei contratti di scommessa si producono anche nel nostro ordinamento, nell’ambito del quale vengono fatte le puntate e pagate le vincite.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 16/12/2016, n.1780

Apparecchi informatici usati abusivamente per raccogliere scommesse sportive

É legittimo il sequestro preventivo dei locali e delle apparecchiature informatiche abusivamente impiegate nella raccolta di scommesse relative allo svolgimento di manifestazioni sportive, posta in essere mediante una condotta di intermediazione vietata dall’art. 4, comma 4-bis, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, che non sia limitata alla mera trasmissione delle scommesse effettuate dai clienti ad un allibratore straniero (nella specie la Centurionbet Ltd.), restando irrilevante ogni profilo discriminatorio nella partecipazione alle gare lamentato da quest’ultimo, dal momento che l’attività e la conseguente necessità di titolo autorizzativo va individuata direttamente in capo all’operatore italiano.

Cassazione penale sez. III, 15/09/2016, n.44381

Scommesse su eventi sportivi legati al Coni

In materia di giochi e scommesse collegati a manifestazioni sportive di società affiliate al Coni, il cui esercizio è affidato a concessionari (nella specie, giocate multiple su partite del campionato di calcio), né tale ente, né la società Coni servizi, subentrata in tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo al primo, possono essere chiamati a rispondere dell’inadempimento contrattuale del concessionario verso gli scommettitori.

Cassazione civile sez. III, 31/03/2016, n.6219

Rilascio di un’autorizzazione all’organizzazione di scommesse sportive

L’articolo 56 TFUE osta a che uno Stato membro sanzioni penalmente l’intermediazione non autorizzata di scommesse sportive sul suo territorio, effettuata per conto di un operatore titolare di una licenza in un altro Stato membro, qualora il rilascio di un’autorizzazione all’organizzazione di scommesse sportive sia subordinato all’ottenimento, da parte di detto operatore, di una concessione sulla base di una procedura che non rispetta i principi di parità di trattamento e di non discriminazione in ragione della nazionalità, nonché l’obbligo di trasparenza che ne deriva.

Tale verifica, in concreto, spetta al giudice del rinvio. Ciò in quanto gli Stati membri non possono applicare una sanzione penale per il mancato espletamento di una formalità amministrativa, qualora tale adempimento sia rifiutato o reso impossibile dallo stesso Stato membro, in violazione del diritto dell’Unione.

Corte giustizia UE sez. I, 04/02/2016, n.336

Esercizio abusivo dell’attività di raccolta di scommesse sportive

In tema di esercizio abusivo dell’attività di raccolta di scommesse sportive, l’operatore privo di concessione e di autorizzazione, che abbia aderito alla sanatoria di cui all’art. 1, comma 643, l. 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015) versando l’imposta dovuta alle scadenze previste dalla legge, ha diritto di svolgere l’attività di raccolta delle scommesse fino alla data di scadenza, nell’anno 2016, delle vigenti concessioni statali, con la conseguente insussistenza di esigenze preventive idonee a legittimare il mantenimento in sequestro delle attrezzature destinate allo svolgimento della predetta attività.

Cassazione penale sez. III, 12/05/2015, n.23960

Attività di raccolta delle scommesse sportive: come va qualificata?

L’attività di raccolta scommesse e di organizzazione/esercizio di concorsi pronostici, riservata allo Stato e ad altre amministrazioni, integra un servizio pubblico suscettibile di concessione in gestione a terzi, in relazione al quale la causa del potere riconosciuto alla pubblica amministrazione persegue lo scopo di garantire l’interesse pubblico alla regolarità e moralità del servizio e, in particolare, la prevenzione della sua possibile degenerazione criminale.

Pertanto l’attività di raccolta delle scommesse sportive va qualificata quale servizio pubblico, con la conseguenza che per le controversie che riguardano tale settore trova applicazione l’art. 133, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., che attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo “le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi”.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/01/2015, n.194

L’attività di booking nel settore delle scommesse sportive

Nell’ipotesi di provvedimento a contenuto vincolato è legittima da parte dell’Amministrazione l’eventuale omissione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis della L. n. 241/1990, trovando applicazione l’art. 21-octies della medesima fonte normativa, posto che, trattandosi di attività doverosa e vincolata, il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto stabilito (nella fattispecie, il ricorrente, titolare di un centro trasmissione dati per l’esercizio dell’attività di booking nel settore delle scommesse sportive, richiedeva la necessaria autorizzazione all’Autorità competente, ma, sebbene titolare di una licenza per la raccolta delle scommesse per conto di una data società, non era autorizzato all’attività di intermediazione, in quanto quest’ultima non risultava essere società concessionaria o autorizzata da parte di Ministeri o di altri enti o soggetti ai quali la legge riservava la facoltà di organizzare e gestire le scommesse; donde la mancanza di doverosità in ordine alla comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza).

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 16/04/2014, n.97


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube