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L’adozione in italia

20 Aprile 2020
L’adozione in italia

La procedura da seguire per adottare un minore.

Tu e tuo marito avete scoperto da poco di non poter avere figli. Dopo lo sconforto iniziale, avete deciso di informarvi su come adottare un bambino in ItaliaVi siete quindi rivolti ad un avvocato esperto in materia, il quale vi ha illustrato le diverse opzioni, i requisiti da possedere e l’iter da seguire. Inoltre, vi ha fatto una panoramica sui tempi e sui costi che lievitano notevolmente se si decide di optare per l’adozione internazionale. In tal caso, infatti, la coppia deve recarsi più volte nel paese di origine del minore straniero. Voi, però, volete sapere come adottare un bambino in Italia. Nell’articolo che segue ti spiegherò, in particolare, i requisiti e la procedura da seguire.

Cos’è l’adozione?

L’adozione è un istituto che fa sorgere un rapporto di filiazione tra soggetti che non sono legati da un vincolo di sangue. Si pensi, ad esempio, ad una coppia che non può avere figli e che decide di adottare un bambino. Da quel momento, il bambino adottato si considera a tutti gli effetti figlio della coppia. 

In Italia, ci sono diverse tipologie di adozione:

  • adozione dei minori: presuppone lo dichiarazione dello stato di adattabilità del minore da parte del tribunale per i minorenni. Ciò accade quando il minore è in stato di abbandono perché privo del sostegno morale e materiale dei propri genitori;
  • adozione dei maggiorenni: prevista solo per coloro che hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età e che sono più grandi di almeno 18 anni rispetto a colui che si intende adottare. Si tratta di un tipo di adozione nata con lo scopo di garantire una successione a coloro che non hanno figli;
  • adozione internazionale: quando la coppia italiana o residente in Italia intende adottare un minore straniero;
  • adozione in casi particolari: ipotesi residuale di adozione del minore prevista solo nei casi espressamente indicati dalla legge.

Quali sono i requisiti per l’adozione?

I requisiti per accedere all’adozione sono:

  • lo stato di abbandono del minore: il bambino per poter essere adottato deve essere privo dell’assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti fino al 4 grado. Si pensi, ad esempio, ai genitori che lasciano il bambino solo in casa per giorni. Chiunque può segnalare all’autorità pubblica situazioni di abbandono di un minore, ad esempio i pubblici ufficiali, gli assistenti sociali, ecc. La segnalazione va fatta al Procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore si trova;
  • la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore. Con tale dichiarazione, il tribunale attesta lo stato di abbandono del minore e viene sospesa la responsabilità genitoriale;
  • la coppia di coniugi deve essere sposata da almeno tre anni. È importante che in questi tre anni non ci sia stata alcuna separazione, neppure di fatto;
  • la coppia di coniugi deve essere più grande del minore di almeno 18 anni ma non deve avere più di 45 anni. Il limite dell’età incontra delle deroghe se, ad esempio, sia superato da uno solo dei coniugi nella misura non superiore a 10 anni oppure l’adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già adottato dalla coppia;
  • i coniugi devono essere in grado di educare, istruire e mantenere il minore che intendono adottare.  

Come adottare un bambino in Italia

Chi intende adottare un minore deve presentare la domanda presso il tribunale per i minorenni con cui dichiara la propria disponibilità ad adottare un bambino. Alla domanda occorre allegare, in particolare:

  • il certificato di nascita di ciascun coniuge;
  • lo stato di famiglia;
  • la dichiarazione dei redditi o la busta paga;
  • il certificato del casellario giudiziale dei coniugi allo scopo di verificare che non ci siano condanne penali;
  • dichiarazione che attesti lo stato di non separazione dei coniugi;
  • alcuni esami clinici per attestare la buona salute  dei futuri genitori;
  • certificazione di sana costituzione psicofisica , da cui risulti che i coniugi non siano affetti da malattie infettive come ad esempio l’Hiv.

La coppia ha facoltà di presentare più domande a diversi tribunali per i minorenni, purché ne dia comunicazione. Passati tre anni dalla presentazione, la domanda decade e può essere rinnovata. 

Ricevuta la domanda, il tribunale per i minorenni (con l’aiuto dei servizi sociali) dovrà fare delle indagini per verificare:

  • l’idoneità della coppia ad educare il minore;
  • la situazione economica della coppia;
  • le condizioni di salute di ciascun coniuge;
  • l’ambiente familiare della coppia;
  • i motivi che hanno portato la coppia ad optare per l’adozione.

Tale indagine verrà svolta dagli assistenti sociali attraverso una serie di incontri finalizzati a conoscere la coppia per valutarne le capacità genitoriali. 

Una volta verificata la sussistenza dei requisiti, verrà scelta la coppia di coniugi più idonea a soddisfare l’esigenze del minore. A questo punto, viene disposta l’audizione del pubblico ministero, dei genitori della coppia, del minore che ha compiuto 12 anni e si passa all’affidamento preadottivo. In buona sostanza, il minore viene affidato alla coppia per un anno, trascorso il quale il tribunale emetterà la sentenza di adozione. Se il minore che si intende adottare ha compiuto 14 anni, occorre anche il suo consenso. 

Quali sono gli effetti dell’adozione?

Con la sentenza definitiva di adozione, il minore adottato:

  • diviene figlio a tutti gli effetti della coppia di coniugi;
  • acquista il cognome del padre adottivo;
  • si interrompono i rapporti tra il minore e la sua famiglia di origine (ad eccezione dei divieti matrimoniali);
  • compiuti 25 anni, può accedere ad informazioni che riguardano la sua origine e l’identità dei propri genitori biologici. In caso di gravi e comprovati motivi di salute psico-fisica, può avere accesso alle medesime informazioni anche una volta compiuti i 18 anni.

Qual è la differenza tra adozione e affidamento?

Spesso si fa confusione tra adozione e affidamento, ma in realtà si tratta di due istituti molto diversi che presentano sostanziali differenze. L’adozione, infatti, presuppone lo stato di abbandono del minore e crea una situazione definitiva ove si interrompe ogni legame con la famiglia di origine. L’affidamento, invece, è temporaneo in quanto si accoglie un bambino la cui famiglia di origine si trova in un periodo di difficoltà. Una volta passata la crisi, il bambino torna dai suoi genitori.


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