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Attività investigativa: ultime sentenze

21 Marzo 2020
Attività investigativa: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: attività della polizia giudiziaria; documentazione dell’attività; validità probatoria; attività investigative delegate dall’autorità giudiziaria; autonoma responsabilità colposa dell’agente o dell’ufficiale delegato; acquisizione delle prove nel procedimento penale.

L’attività svolta dall’investigatore privato 

In tema di indagini difensive, è legittima ed utilizzabile l’attività svolta da un investigatore privato, prima della iscrizione della notizia di reato, al di fuori dell’ambito applicativo dell’art. 391-nonies c.p.p., atteso che l’attivazione dello statuto codicistico previsto per l’attività investigativa preventiva è rimessa alla volontà del soggetto, avendo natura del tutto facoltativa.

Cassazione penale sez. II, 25/10/2019, n.4152

L’attività investigativa o giurisdizionale

La cronaca giudiziaria è lecita quando sia esercitata correttamente, limitandosi a diffondere la notizia di un provvedimento giudiziario in sé ovvero a riferire o a commentare l’attività investigativa o giurisdizionale; quando invece le informazioni desumibili da un provvedimento giudiziario sono utilizzate per ricostruzioni o ipotesi giornalistiche tendenti ad affiancare o a sostituire gli organi investigativi nella ricostruzione di vicende penalmente rilevanti e autonomamente offensive, il giornalista deve assumersi direttamente l’onere di verificare le notizie e di dimostrarne la pubblica rilevanza, non potendo reinterpretare i fatti nel contesto di un’autonoma e indimostrata ricostruzione giornalistica.

Tribunale Milano sez. I, 11/04/2019, n.3592

L’attività investigativa antecedente al sequestro

Il verbale di sequestro è atto irripetibile che documenta, con validità probatoria, esclusivamente l’attività di apprensione materiale svolta dalla polizia giudiziaria, ma non anche l’attività investigativa antecedente, pur se richiamata e riassunta nella parte giustificativa del verbale medesimo.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna che aveva affermato la responsabilità dell’imputato per il reato di cui all’art. 474 c.p. sulla sola base della descrizione, contenuta nel verbale di sequestro, della condotta di vendita, da parte dell’imputato, delle borse recanti marchi contraffatti poi cadute in sequestro).

Cassazione penale sez. V, 19/03/2019, n.15800

L’iscrizione della notizia di reato

In tema di indagini difensive, è legittima ed utilizzabile l’attività svolta da un investigatore privato, prima della iscrizione della notizia di reato, al di fuori dell’ambito applicativo dell’art. 391-nonies, c.p.p., atteso che l’attivazione dello statuto codicistico previsto per l’attività investigativa preventiva è rimessa alla volontà del soggetto, avendo natura del tutto facoltativa.

Cassazione penale sez. IV, 08/01/2019, n.13110

Svolgimento coordinato dell’attività investigativa

I trasferimenti di unità di personale della Polizia di Stato o della Guardia di Finanza verso i centri operativi della D.I.A. sono destinati a soddisfare prioritariamente un interesse vitale dell’amministrazione della pubblica sicurezza e dell’ordinamento generale, considerati i particolari compiti di potenziamento nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata – caratterizzati dallo svolgimento coordinato dell’attività investigativa – che la legge attribuisce a tale struttura. Pertanto, essi hanno natura di trasferimenti d’autorità e la dichiarazione di gradimento espresso dal personale interessato altro non costituisce che una mera manifestazione di assenso o di disponibilità all’assegnazione ai suddetti centri, con conseguente diritto all’indennità di trasferimento.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 04/12/2018, n.11778

Giudizio di riparazione per ingiusta detenzione 

Nel procedimento di equa riparazione per l’ingiusta detenzione il giudice deve valutare anche la condotta colposa lieve, rilevante non quale causa ostativa per il riconoscimento dell’indennizzo bensì per l’eventuale riduzione della sua entità.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito di decurtare della metà l’importo dell’indennizzo, considerando influente, ai fini del protrarsi del vincolo cautelare, la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia, così non agevolando l’attività investigativa che avrebbe potuto portare, anche in tempi più rapidi, alla caducazione del titolo cautelare).

Cassazione penale sez. IV, 09/10/2018, n.51343

La cronaca giudiziaria

La cronaca giudiziaria è lecita quando sia esercitata correttamente, limitandosi a diffondere la notizia di un provvedimento giudiziario in sé ovvero a riferire o a commentare l’attività investigativa o giurisdizionale; quando invece le informazioni desumibili da un provvedimento giudiziario sono utilizzate per ricostruzioni o ipotesi giornalistiche tendenti ad affiancare o a sostituire gli organi investigativi nella ricostruzione di vicende penalmente rilevanti e autonomamente offensive, il giornalista deve assumersi direttamente l’onere di verificare le notizie e di dimostrarne la pubblica rilevanza, non potendo reinterpretare i fatti nel contesto di un’autonoma e indimostrata ricostruzione giornalistica.

Cassazione penale sez. V, 28/09/2018, n.54496

Videoregistrazioni di immagini disposte dalla polizia giudiziaria

Le videoregistrazioni di immagini non comunicative (nella specie: mere condotte consistenti nella dazione di denaro ad un soggetto ad un altro) disposte dalla Polizia giudiziaria nel corso delle indagini in luoghi non fruenti di particolare protezione (nella specie: l’interno di un bar) devono essere qualificate come documentazione della attività investigativa, pertanto non è richiesta l’emissione di un provvedimento dell’autorità giudiziaria al fine di procedere all’installazione delle telecamere e tali immagini sono utilizzabili come prove atipiche disciplinate dall’art. 189 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Bari, 24/04/2018

Attività investigative delegate dall’autorità giudiziaria

Nello svolgimento di attività investigativa delegata dall’autorità giudiziaria per l’accertamento di responsabilità penali, non può costituire autonoma fonte di responsabilità civile dell’agente o ufficiale delegato nei confronti di terzi, l’omissione meramente colposa nell’esecuzione delle indagini, poiché l’attività pubblicistica dell’organo titolare dell’azione penale si sovrappone alla condotta omissiva del delegato, escludendosi, di conseguenza, la configurabilità di un nesso causale tra tale condotta ed il danno eventualmente subìto da chi si afferma leso dalla stessa.

Cassazione civile sez. III, 13/03/2018, n.6036

La colposa omissione investigativa degli agenti di polizia

Nello svolgimento di attività investigativa delegata dall’autorità giudiziaria per l’accertamento di responsabilità penali, non può costituire autonoma fonte di responsabilità civile dell’agente o ufficiale delegato nei confronti di terzi, l’omissione meramente colposa nell’esecuzione delle indagini, poiché l’attività pubblicistica dell’organo titolare dell’azione penale si sovrappone alla condotta omissiva del delegato, escludendosi, di conseguenza, la configurabilità di un nesso causale tra tale condotta ed il danno eventualmente subìto da chi si afferma leso dalla stessa.

Cassazione civile sez. III, 13/03/2018, n.6036

L’attività di ricerca della prova 

Il delitto di favoreggiamento è configurabile non solo quando il comportamento dell’agente sia diretto a eludere le investigazioni, ma anche quando sia preordinato a turbare l’attività di ricerca e acquisizione della prova da parte degli organi della magistratura (non solo inquirente ma anche giudicante), atteso che costituisce attività investigativa oltre quella volta alla ricerca delle prove, anche quella mirante all’acquisizione di esse nel procedimento penale, nonchè quella di selezione del materiale probatorio raccolto ai fini della decisione.

Cassazione penale sez. V, 12/03/2018, n.18110


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