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Quando 730 precompilato?

13 Marzo 2020 | Autore:
Quando 730 precompilato?

Ogni anno ti trovi a fare i conti con la dichiarazione dei redditi e i continui cambiamenti di rotta ti hanno confuso le idee. Ecco quali sono le norme applicabili in materia. 

La questione fiscale crea sempre scompiglio nella vita delle persone: l’obiettivo della gente comune è quello di assolvere ai propri obblighi pagando il meno possibile. Non gioca a favore di questo scopo la tendenza sviluppatasi negli ultimi anni di modificare spesso le regole applicabili alla dichiarazione dei redditi. Quest’ultima consiste nella comunicazione che alcune categorie di soggetti devono presentare annualmente allo Stato per indicare i propri profitti. Tale dichiarazione può essere fatta, a seconda dei casi, attraverso la presentazione del Modello Unico oppure del Modello 730: sono due documenti che assolvono allo stesso scopo (quello di far pagare le tasse), ma che hanno caratteristiche e date di scadenza diverse.

Per farti un esempio: i termini previsti per la presentazione del 730 sono più rigorosi rispetto a quelli indicati per l’Unico. La scelta se ricorrere all’uno o all’altro sistema spetta prevalentemente al tuo commercialista che conosce il tuo percorso reddituale. Se, però, decidi di avvalerti della prima tipologia di dichiarazione, devi necessariamente chiederti quando occorre utilizzare il 730 precompilato. L’evoluzione della materia ha, infatti, portato a un graduale cambiamento di procedure: si è iniziati con la compilazione manuale della documentazione per passare alla precompilazione facoltativa della stessa e arrivare alla necessità di scaricare direttamente on line il modello già completo.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire, in prima battuta, a cosa serve presentare la dichiarazione dei redditi attraverso il Modello 730.

A cosa serve il Modello 730

Il Modello 730 è lo strumento utilizzato dai pensionati e dai lavoratori dipendenti per assolvere a un preciso dovere fiscale: quello di presentare la propria dichiarazione dei redditi per consentire allo Stato di calcolare l’importo esatto delle tasse da pagare. Se non si adempie a tale obbligo si commette un vero e proprio reato: quello di evasione o elusione delle tasse.

Il ricorso al Modello 730 presenta diversi vantaggi: si tratta di un documento di facile compilazione che consente di ottenere direttamente sulla busta paga eventuali rimborsi (pensa, ad esempio, a quelli sanitari); inoltre, al momento della compilazione puoi indicare tutte le spese detraibili dell’ultimo anno (es. le spese per i funerali di un componente del nucleo familiare, le spese energetiche o per il mutuo, le spese per il mantenimento dell’ex coniuge e così via).

All’interno del Modello sono indicate le diverse voci di reddito che ti possono interessare: tra queste devi scegliere quelle di tua competenza e completarle con l’indicazione della cifra da te percepita. La somma matematica delle voci spuntate produce il cosiddetto reddito imponibile, ossia l’ammontare finale lordo sul quale devono essere pagate le tasse a beneficio dello Stato o degli enti locali.

Se guardiamo all’aspetto specifico della compilazione del modello, ti dobbiamo segnalare delle novità importanti che sono state introdotte molto di recente.

Il Modello 730 precompilato

Nell’aprile 2015 è stata introdotta una riforma epocale finalizzata a dare l’avvio al cosiddetto fisco digitale. Infatti, è stato concesso ai pensionati e ai dipendenti di scaricare gratuitamente la propria dichiarazione dei redditi direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per poter effettuare l’accesso in piattaforma è necessario prima di tutto registrarsi al portale Fisconline e dotarsi di una password e di un codice pin. La richiesta di autenticazione deve essere fatta presso un qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate. Da questo momento, è riconosciuta la possibilità di accedere alla propria posizione personale oppure di trasmettere le credenziali al proprio consulente di fiducia perchè operi in propria vece.

L’acceso al portale Fisconline consente di prendere visione della propria dichiarazione dei redditi già compilata dalla sede centrale attraverso un sistema di incrocio dei movimenti fiscali tracciati durante tutto il periodo di imposta che coincide con l’arco temporale di un anno solare.

A questo punto, puoi procedere a convalidare la dichiarazione precompilata oppure a modificarla. Nonostante la comodità di trovarsi di fronte a una dichiarazione già pronta, infatti, la piattaforma ti riconosce la possibilità di intervenire sul suo contenuto per modificare voci inesatte o calcoli errati e/o per integrare eventuali lacune.

Parallelamente al sistema digitale, la riforma del 2015 riconosceva al contribuente la possibilità di scegliere una strada alternativa alla dichiarazione precompilata. Si faceva riferimento al tradizionale modello cartaceo che poteva essere ritirato agli sportelli comunali e trasmesso personalmente o per il tramite di un intermediario (es. un caf) all’Agenzia delle Entrate competente. Tale ultima possibilità, come vedremo, è stata soppressa dalle modifiche fiscali introdotte nel 2019.

Il Modello 730 on line

A partire dal 2020, può considerarsi del tutto superato il Modello 730 in formato cartaceo. Il Governo Conte – con il cosiddetto Decreto Crescita [1] – ha, infatti, decretato la fine del “doppio binario” di compilazione, ossia della possibilità di scegliere se ricorrere allo schema cartaceo o alla dichiarazione precompilata per inoltrare la propria posizione economica.

Per la presentazione della tua situazione reddituale quest’anno dovrai necessariamente optare per la soluzione on line: questo vale sia per il reperimento del Modello 730 dal sito dell’Agenzia delle Entrate sia per la sua trasmissione. Se non lo hai ancora fatto, ti conviene allora procedere per tempo a registrarti su Fisconline. Ricorda altresì che potrai detrarre soltanto le spese effettuate con mezzi elettronici (es. bancomat o carta di credito). Si può, così, considerare quasi del tutto ultimato il processo di digitalizzazione fiscale.


note

[1] D.L. 30.04.2019 n. 34 “recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”


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