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Querela codice rosso

28 Febbraio 2020 | Autore:
Querela codice rosso

Denuncia: quando fa scattare il codice rosso? Cos’è la procedura d’urgenza per i reati di violenza domestica e violenza di genere? Quando non c’è codice rosso?

Oggi esiste un motivo in più per sporgere immediatamente querela nel caso in cui si è vittime di violenza domestica o di stalking: sto parlando dell’introduzione della nuova procedura d’urgenza denominata codice rosso. Di cosa si tratta? Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, le persone che subiscono maltrattamenti in famiglia e che sono perseguitate da malintenzionati, oppure le donne vittime dei propri compagni, possono beneficiare di un intervento praticamente immediato delle autorità e del pubblico ministero. Ecco perché è importante che ti parli della querela e del codice rosso.

Con la denuncia agli organi competenti, se il reato ravvisato è uno di quelli sopra visti (e che meglio ti specificherò nel corso dell’articolo), scatta per gli inquirenti l’obbligo di procedere con urgenza e per il pm quello di sentire la persona offesa per decidere quali misure cautelari adottare. Se non ti è chiaro quanto detto sinora, ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò per bene cos’è il codice rosso e cosa succede dopo aver sporto querela.

Codice rosso: cos’è?

Per codice rosso si intende la procedura d’urgenza introdotta da una legge del 2019 [1] per combattere i reati legati principalmente alla violenza di genere e a quella familiare.

Per la precisione, la legge prevede che, per i reati di maltrattamenti contro un familiare o un convivente, violenza sessuale (anche di gruppo oppure su minori), stalking, revenge porn e lesioni personali gravi, la polizia giudiziaria, non appena ricevuta la notizia di reato, deve darne immediatamente comunicazione al magistrato del pubblico ministero, anche in forma orale.

Dunque, se sporgi querela per uno dei reati appena indicati, sappi che l’ufficiale di polizia giudiziaria (carabiniere o poliziotto che sia) ha l’obbligo di riferirne immediatamente al pm. Vediamo con quali conseguenze.

Codice rosso: cosa deve fare il pm dopo la querela?

Il magistrato del pubblico ministero, ricevuta la querela dalla polizia giudiziaria, ha tre giorni di tempo per assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato.

Così facendo, il pubblico ministero potrà valutare fin da subito se sussistono gli estremi per chiedere al giudice l’emissione di una misura cautelare (tipo l’allontanamento da casa o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima).

Il termine di tre giorni può essere prorogato solamente in presenza di comprovate esigenze di tutela di minori o della riservatezza delle indagini, pure nell’interesse della persona offesa.

A prescindere dalla valutazione in merito all’applicazione di una misura cautelare, il pubblico ministero delega le indagini agli organi competenti, avvertendoli che le investigazioni devono avvenire senza ritardo alcuno.

In pratica, il codice rosso favorisce non solo la maggiore speditezza delle indagini, ma anche l’intervento diretto del pubblico ministero, il quale è tenuto a convocare in brevissimo tempo la persona offesa oppure il denunciante (se persona diversa).

Va peraltro specificato che resta la possibilità, per il pm, di delegare le forze dell’ordine al compimento dell’audizione personale della vittima: in altre parole, può accadere che, se sporgi querela per le violenze domestiche subite, entro tre giorni verrai chiamato negli uffici dei carabinieri o della polizia per essere sentito dalla polizia giudiziaria.

Querela: quando non scatta il codice rosso?

È appena il caso di precisare che il codice rosso scatta solamente quando si procede per i delitti di violenza domestica o di genere.

In altre parole, se denunci uno stalking che, però, non ha nulla a che vedere con una violenza familiare o domestica, oppure non c’entra nulla con quelli che sono i classici soprusi sulle donne, allora non avrà luogo la procedura d’urgenza del codice rosso descritta sinora. Facciamo un esempio.

Tizia e Caia, vecchie amiche, hanno violentemente litigato per ragioni personali. Caia, per vendicarsi, inizia a insultare continuamente Tizia sui social, a pedinarla per strada e a tormentarla con telefonate notturne.

In un caso come quello appena esemplificato, la querela per stalking sporta dalla vittima non rientra tra quelle meritevoli del codice rosso, poiché questa particolare procedura d’urgenza scatta solamente per quei reati che possono rientrare nella nozione di violenza familiare o violenza di genere: in altre parole, non trattandosi di delitto commesso da persona convivente o familiare, né potendosi parlare di violenza di genere, si applicheranno le ordinarie norme previste per qualsiasi tipo di reato.   

Querela codice rosso: come si fa?

Abbiamo visto cos’è il codice rosso e come funziona; concentriamoci ora sulla querela della persona offesa. La persona che sia vittima di violenze domestiche come può farne segnalazione alle autorità? La querela deve rispettare particolari formalità?

Ebbene, la querela che fa scattare il codice rosso non è diversa da qualsiasi altra querela. In altre parole, la vittima di violenza domestica o di genere non deve temere di non essere in grado di denunciare i reati che patisce, in quanto la querela per codice rosso non necessità di alcuna formalità particolare.

Dunque, se il tuo convivente ti maltratta oppure il tuo ex di perseguita, non dovrai fare altro che recarti dalle autorità competenti (polizia, carabinieri, ecc.) e raccontare quanto ti sta accadendo: l’ufficiale di polizia giudiziaria provvederà a trascrivere la querela all’interno di un apposito verbale che poi ti farà sottoscrivere.

Il codice rosso scatta in automatico: se la polizia giudiziaria ravvisa che nei fatti raccontati vi siano gli estremi della violenza di genere o della violenza domestica, provvederà immediatamente a trasmettere la querela al pubblico ministero, il quale a sua volta avrà tre giorni di tempo per sentirti.


note

[1] Legge n. 69 del 19 luglio 2019.

Autore immagine: Canva.com


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2 Commenti

  1. se la moglie usa violenza e maltrattamenti sul marito invalido costretto sulla sedia a rotelle l’uomo può chiedere assistenza al C.A.V.? Rientra nella violenza familiare?

  2. buongiorno, quindi il codice rosso non vale per gli uomini che subiscono atti persecutori dalle donne?

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