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Lo sai che? Dilazionare la cartella esattoriale: se Equitalia rifiuta

Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2013

Ho un debito con Equitalia di 55.000 mila euro; ho presentato richiesta di rateizzazione, ma l’agente per la riscossione mi ha comunicato, con una lettera, che la dilazione non può essere accolta e, nello stesso tempo, mi ha invitato presso gli uffici per ulteriori chiarimenti. Cosa posso fare?

 

Innanzitutto, è necessario ripercorrere le regole che presiedono al meccanismo di rateazione dei debiti nei confronti di Equitalia, per come, peraltro, modificato di recente dal cosiddetto “decreto del Fare” [1].

Ci sono due vie per chiedere la rateazione ad Equitalia.

a) Dietro dimostrazione di una situazione di difficoltà economica.

Su richiesta del contribuente, Equitalia può concedere una rateizzazione fino a massimo 72 rate mensili da minimo 100 euro ciascuna (totale: 6 anni), purché vi sia una temporanea situazione di obiettiva difficoltà e tale difficoltà venga documentata (per es. dimostrando di essere disoccupati o sottoposti a procedure concorsuali, o di avere una malattia che non consente di lavorare, ecc.).

Di recente, il suddetto limite di 72 rate è stato elevato a 120 rate [2], anche in questo caso previa dimostrazione di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica. In verità, per essere operativa quest’ultima modifica (ossia la possibilità di estendere la rateazione da 72 a 120 rate) si deve ancora attendere l’emanazione di un apposito decreto del Ministro dell’Economica e delle Finanze. Pertanto, al momento, resta fermo il limite di 72 rate da 100 euro l’una.

b) A semplice richiesta

Oltre a tale diritto, il contribuente può sempre chiedere una rateazione automatica – ossia, a differenza del caso precedente, senza bisogno né di lamentare particolari difficoltà economiche, né tanto meno di documentarle – per i debiti fino a massimo di 50 mila euro.

Per i debiti oltre 50 mila euro, la concessione della rateazione resta dunque subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. In questo caso, l’agente della riscossione analizza l’importo del debito e la documentazione idonea a rappresentare la situazione economico-finanziaria del contribuente.

In ognuno dei predetti casi, si decade dal beneficio della dilazione se non sono state pagate otto rate anche non consecutive (modifica anche questa introdotta dal decreto del Fare).

Veniamo ora al caso concreto.

Presupponendo che non vi siano particolari ragioni ostative nei confronti del contribuente, derivanti da altre rateazioni in corso non rispettate (per differenti cartelle esattoriali), il rifiuto da parte di Equitalia alla rateazione potrebbe giustificarsi per il fatto che il debito in questione è di importo superiore a 50 mila euro e l’interessato non ha ancora documentato la situazione di difficoltà economica.

Infatti, come appena detto:

a) o l’interessato accede alla rateazione automatica – a semplice richiesta, senza prove sulla difficoltà economica – purché il debito non superi 50 mila euro;

b) oppure, in tutti gli altri casi, l’interessato dovrà documentare la difficoltà economica.

Pertanto, ci sono due possibili soluzioni da poter adottare:

– nel primo caso (sub a), l’interessato potrà pagare immediatamente un importo pari a 5.000 euro, in modo da riportare il debito complessivo sotto la soglia dei 50 mila euro e presentare poi la richiesta di dilazione automatica;

– nel secondo caso (sub b), l’interessato dovrà recarsi allo sportello e presentare documentazione attestante la difficoltà economica.

Ad ogni modo, solo raccogliendo dallo sportello Equitalia le informazioni necessarie e le effettive motivazioni del diniego si potrà scegliere la strada più opportuna da seguire.

Se arriva una nuova cartella

Si è posto tuttavia il problema di cosa accade se, in pendenza di una dilazione, il debitore riceva una nuova cartella che intenda ugualmente rateizzare.
Le precedenti istruzioni di Equitalia (nota dell’8 luglio 2009) prevedevano che la nuova rateazione potesse essere concessa solo se tutte le rate precedenti fossero state regolarmente pagate. È tuttavia evidente che così facendo si correva il rischio di vanificare gli effetti positivi della novella del 2013. Sarebbe stato invero sufficiente che il contribuente si rendesse moroso nel pagamento di una o due rate relative alla dilazione in corso per impedire l’accesso a qualsiasi nuova rateazione.
Gli uffici di Equitalia, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, starebbero correttamente per escludere questa possibilità. Consentendo dunque la nuova rateazione se la vecchia non è decaduta. Questo significa che se la morosità non arriva a otto rate, è sempre possibile chiedere la dilazione di nuove cartelle.

note

[1] D.L. 69/13.

[2] Legge n. 98/2013 (conversione del D.L. 69/13, cosiddetto “decreto del Fare”.


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