Coronavirus: un complotto nato 40 anni fa?

19 Febbraio 2020
Coronavirus: un complotto nato 40 anni fa?

Il nuovo virus cinese è stato già previsto dallo scrittore Danny Koontz oppure si tratta di una semplice coincidenza?

Nel 1981, in un romanzo intitolato The eyes of darkness’, lo scrittore statunitense Dean Koontz parlava di “Wuhan-400″, un virus creato in un laboratorio alla periferia di Wuhan. Un virus definito come un'”arma perfetta”, più precisamente “la più importante e pericolosa nuova arma biologica cinese degli ultimi dieci anni”. Una spiegazione inquietante che richiama l’attuale situazione di epidemia di Covid-19, il nuovo coronavirus cinese che ha già provocato numerosi casi di morte e di contagio. Una clamorosa preveggenza? Le analogie con la situazione attuale sono effettivamente inquietanti e che si tratti appunto di una ‘profezia’ in stile Nostradamus o di una semplice coincidenza è argomento di discussione.

Come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, il Wuhan-400 “colpisce solo gli esseri umani. Nessun altra creature vivente può portarlo e, come la sifilide, il Wuhan 400 non può sopravvivere al di fuori del corpo umano per oltre un minuto”, si legge ancora tra le pagine scritte da Koontz quasi 40 anni fa. Quindi, “quando l’ospite muore, il Wuhan-400 dentro di lui muore poco dopo, non appena la temperatura del corpo scende sotto i 30 gradi”.

Koontz, oggi 74enne, ha iniziato a pubblicare nel 1968, con un romanzo intitolato ‘Star Quest’. Da allora, ha costruito una bibliografia di decine di titoli che fanno regolarmente uso di elementi horror, misteriosi e fantascientifici. Dai suoi oltre 120 romanzi e racconti sono stati tratti 17 film o film per la tv. ‘

The eyes of darkness‘ venne appunto pubblicato per la prima volta nel 1981. In quell’occasione, Koontz usò uno dei tanti pseudonimi adottati durante la sua carriera, quello di Leigh Nichols. Nel romanzo, una madre, Christina Evans, è in lutto per la perdita delfiglio Danny, morto improvvisamente e inspiegabilmente mentre era in campeggio. Col tempo, Christina inizia ad accettare la scomparsa del figlio, ma improvvisamente la donna inizia a ricevere messaggi e segnali inquietanti che le indicano che Danny è ancora vivo. Christina inizia quindi una ricerca della verità per scoprire cosa è veramente
accaduto.

Se non fosse per la profezia-coincidenza notata da alcuni lettori, chehanno poi fatto rimbalzare la notizia sui social media, ‘The eyes of darkness’ sarebbe probabilmente rimasto sepolto senza troppi meriti nella sterminata produzione di Koontz.

Ma c’è un altro dettaglio che aggiunge un po’ di mistero all’intera vicenda, stimolando ancora di più le fantasie dei complottisti del web. Il nome “Wuhan-400” in realtà non comparirebbe nelle prime edizioni del libro. All’epoca, il virus citato si chiamava “Gorki-400’ed era opera dei russi. Sembra che anni dopo, in epoca post Guerra Fredda, lo stesso Koontz (o un editor a sua insaputa, la questione non è chiara) decise di trasformare il virus russo in un virus ‘made in China’, dato che Mosca non era più il nemico numero uno degli Usa.



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