Brexit: i nuovi limiti per gli italiani

19 Febbraio 2020 | Autore:
Brexit: i nuovi limiti per gli italiani

Conoscenza dell’inglese, posto a scuola o al lavoro già acquisito, qualifica in tasca: cosa servirà per trasferirsi a Londra.

«Du iu spik inglisc?» Se davvero scrivi l’inglese così, non andrai da nessuna parte. Men che meno in Gran Bretagna. Finita l’era in cui si cercava un lavoro come cameriere per imparare la lingua: con l’entrata in vigore della Brexit, se non sai l’inglese a menadito dovrai scordarti di attraversare la Manica per lavoro o per studio. Grazie alla Brexit – o per colpa sua – ci sono dei nuovi limiti per gli stranieri, quindi anche per gli italiani. Farai un po’ fatica ad abituarti all’idea, ma ricorda che oggi a Londra come a Oxford sei un cittadino extracomunitario. Che cosa comporta?

Lo ha spiegato proprio oggi il Governo inglese. Dal 2021, cioè dall’anno prossimo, quando la transizione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea arriverà alla fine, ci sarà una stretta notevole sui visti per chi non avrà determinati requisiti come quello, appunto, di parlare l’inglese correttamente. Ma poi c’è dell’altro. Ecco quali sono i nuovi limiti per gli italiani dopo la Brexit.

Ci sarà bisogno del passaporto per entrare in Inghilterra

Quando si arriverà alla frontiera con la Gran Bretagna, non ti basterà più la carta d’identità ma dovrai esibire il passaporto. Il Governo inglese vuole, in questo modo, evitare che qualche cittadino extracomunitario falsifichi il documento per farla franca. Non ce l’hanno solo con gli italiani: anche i francesi dovranno fare lo stesso.

Il sistema dei punti per lavorare o studiare

In Italia abbiamo la patente a punti per poter guidare. In Inghilterra ti servirà un visto a punti per poter lavorare o studiare. In pratica, per i ragazzi che vogliono frequentare un’università come quelle di Oxford o Cambridge è previsto un sistema a punti che terrà conto del fatto di avere già un posto a scuola, di saper parlare l’inglese e di essere economicamente autosufficienti. Non ci sarà bisogno di visto per chi intende fermarsi per meno di 6 mesi. Corsie preferenziali, invece, per chi ha già ottenuto la laurea e per scienziati, ricercatori ed operatori del servizio sanitario o del settore agricolo.

Punti decisivi anche per i lavoratori. La Gran Bretagna vuole soltanto personale qualificato. La soglia minima per ottenere un posto è fissata a 70 punti, attribuibili solo a chi sarà già in possesso di un’offerta di lavoro con un potenziale guadagno di almeno 25.600 sterline all’anno. Ma, per arrivare al punteggio minimo, serviranno anche dei titoli di studio specifici ed essere qualificati nel settore in cui si dovrebbe lavorare. Oltre, ovviamente, alla conoscenza dell’inglese.

I primi 50 punti vengono attribuiti con i requisiti essenziali, quindi a chi parla e capisce la lingua inglese ed ha in tasca un’offerta di lavoro qualificata. Il resto si sommano se, ad esempio, il posto offerto appartiene ad un settore in difficoltà (e pertanto necessita urgentemente di manodopera) o se si ha un dottorato nella materia attinente al mestiere che si deve fare.

Quando entrano in vigore i requisiti della Brexit

Tutto questo dal 1° gennaio prossimo. Quel giorno si concluderà la fase di transizione della Brexit e, quindi, la Gran Bretagna diventerà al 100% un Paese extracomunitario per noi. E gli italiani saranno extracomunitari da loro, ovviamente.



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