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Come vincere la causa contro la banca per il debito sul conto corrente

23 settembre 2013


Come vincere la causa contro la banca per il debito sul conto corrente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2013



Nel caso di decreto ingiuntivo notificato dall’istituto di credito per lo scoperto sul conto corrente, necessaria la produzione di tutti gli estratti conto dalla nascita del conto corrente per ricalcolare eventuali commissioni di massimo scoperto e anatocismo.

 

Contro il decreto ingiuntivo emesso dalla banca nei confronti del correntista “in rosso” c’è una scappatoia legale: è possibile, infatti, vincere la causa di opposizione, al termine della quale, addirittura, si potrebbe profilare un capovolgimento delle sorti: ossia che l’istituto di credito venga dichiarato debitore del proprio correntista.

La via di fuga è stata segnata da una sentenza della Cassazione degli scorsi giorni [1].

Secondo quanto affermato dalla Suprema Corte, nel caso in cui il correntista si opponga al decreto ingiuntivo notificatogli dalla banca, perché lamenti l’applicazione di interessi anatocistici e commissioni di massimo scoperto ai propri danni, all’istituto di credito non basta produrre solo il saldo del conto corrente in rosso e gli estratti conto degli ultimi trimestri anteriori alla chiusura del rapporto. Infatti, l’onere della prova del credito (che comunque spetta al creditore anche nella causa di opposizione al decreto ingiuntivo) impone alla banca di documentare e depositare in giudizio tutti gli estratti conto, dalla nascita del rapporto sino alla sua chiusura (e non dunque solo gli ultimi).

La mancata produzione degli estratti conto dalla data di insorgenza del rapporto impedisce infatti al giudice di verificare la giustificazione contabile del saldo richiesto dalla banca e di depurarlo dagli interessi ultralegali ed anatocistici e dalle commissioni di massimo scoperto non dovuti; il che comporta automaticamente il rigetto della domanda proposta dalla banca.

Soltanto la produzione degli estratti conto a partire dalla data di apertura del conto corrente, consente di arrivare a determinare il credito della banca, sempre che la stessa non risulti addirittura debitrice, una volta depurato il conto dagli interessi non dovuti.

Allo stesso risultato non si può giungere sulla base del solo saldo registrato alla data di chiusura del conto e della documentazione relativa all’ultimo periodo del rapporto: quest’ultima, infatti, non consente di verificare gli importi addebitati nei periodi precedenti per operazioni passive (interessi anatocistici e commissioni di massimo scoperto).

Nel caso in cui il correntista si opponga al decreto ingiuntivo della banca (notificatogli per il pagamento dello scoperto sul conto), lamentando l’applicazione di interessi anatocistici e delle commissioni di massimo scoperto, l’istituto di credito è obbligato a produrre tutta la documentazione relativa al conto corrente, dalla nascita fino all’estinzione. È compito della banca, infatti, fornire una giustificazione analitica del saldo contabile e, se non adempie a tale onere, perde il giudizio.

note

[1] Cass. sent. n. 21466/13 del 20.09.2013.

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