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Quali obblighi ha la banca nei confronti del debitore?

19 Febbraio 2020
Quali obblighi ha la banca nei confronti del debitore?

Debitori, segnalazioni nella black list, interessi e comunicazioni: tutti i casi in cui il cliente può fare causa alla banca. 

Se non hai pagato le rate di un mutuo o non hai restituito un finanziamento e ora temi che la banca possa rivalersi contro di te, devi sapere che anche gli istituti di credito – per quanto spesso tutelati dalla legge – devono rispettare determinati obblighi. Questo non ti pone certo nella condizione di poter già cantare vittoria: il più delle volte, infatti, il mancato rispetto delle regole informative nei confronti del cliente consente tutt’al più a quest’ultimo di chiedere un risarcimento dei danni, ma non anche la cancellazione del debito. 

È allora bene sapere quali obblighi ha la banca nei confronti del debitore in modo che anche tu conosca i tuoi diritti. Ma procediamo con ordine.

Informazioni di carattere generale

Quando si parla di rapporti banca-cliente, la prima cosa da sapere è che ogni contratto firmato con l’istituto di credito deve essere necessariamente scritto. Si tratta di una deroga al principio generale fissato dal Codice civile che lascia libere le parti di stabilire la forma che più preferiscono per regolamentare i propri accordi economici. 

Hai quindi diritto all’originale del contratto che hai firmato, così come ad avere una copia qualora dovessi perdere il primo in un momento successivo. 

Il contratto deve poi indicare in modo chiaro e preciso il tasso di interesse attivo e passivo: sia gli interessi corrispettivi (quelli cioè che sono la controprestazione per il finanziamento), sia quelli di mora (quelli che scattano in caso di ritardo).

La banca non può calcolare gli interessi, oltre che sul capitale, anche sugli interessi già maturati e non corrisposti (cosiddetto anatocismo). Tale pratica è consentita solo se prevista anche per gli interessi attivi e per una sola volta all’anno.

La banca che voglia modificare le condizioni del rapporto di conto corrente ti deve dare comunicazione 60 giorni prima che le modifiche abbiano efficacia, in modo da darti la possibilità di recedere dal contratto. 

Leggi anche: Quando la banca è responsabile

Diritto alla chiusura del conto corrente

Il correntista moroso ha diritto a chiudere il conto in qualsiasi momento nonostante la presenza di un grosso debito. La banca infatti non può far accumulare le spese di gestione solo perché il cliente non ha ancora i soldi per ripianare il debito. Chiaramente, alla chiusura del conto non corrisponde l’estinzione del debito che continuerà a produrre interessi moratori secondo il contratto, ma cesseranno quantomeno le spese vive. 

Comunicazione segnalazione alla Centrale Rischi

La banca che intende segnalare il cliente moroso alla Centrare Rischi Interbancaria della banca d’Italia deve prima inviargli una comunicazione scritta. Poiché spetta all’istituto di credito dimostrare tale adempimento, la lettera dovrà essere spedita con raccomandata a.r. o posta elettronica certificata. Ciò al fine di dare modo al mutuatario di estinguere il debito senza essere inserito nella black list dei cattivi pagatori.

In ogni caso, per debiti di minimo importo (quelli ad esempio di poche decine di euro) e per quelli dovuti a una momentanea difficoltà finanziaria (per un non corretto allineamento tra entrate ed uscite che, pertanto, non presentano il rischio di inadempienza), non è possibile effettuare la comunicazione alle centrali rischi. 

La banca che viola tali regole deve risarcire il danno all’immagine del proprio cliente. 

Comunicazione al fideiussore

In presenza di un contratto di fideiussione, la banca deve comunicare al garante eventuali ulteriori concessioni di credito al debitore principale fatte dopo la stipula del contratto iniziale. Così, ad esempio, in presenza di un affidamento bancario sul conto corrente, se il direttore della filiale aumenta le linee di credito al cliente deve anche avvertire il relativo garante. Diversamente quest’ultimo risponde solo per i debiti noti al momento della sottoscrizione della fideiussione.

Comunicazioni per investimenti

Tutte le volte in cui un risparmiatore si rivolge alla banca per effettuare degli investimenti, l’istituto di credito deve sottoporgli un questionario volto a comprendere il suo grado di preparazione nella materia (trattasi infatti di un campo insidioso e pieno di tecnicismi). Fatto ciò deve anche chiedergli quale livello di rischio intende sostenere, comunicandogli che, a un rischio più elevato, corrisponde una maggiore remunerazione dell’investimento e a un rischio più basso, invece, i guadagni sono più esigui. 

La banca farà poi firmare al cliente-investitore un contratto quadro che deve essere necessariamente scritto. I singoli ordini di vendita-acquisto dei titoli possono anche essere forniti oralmente o per telefono.

La banca deve poi segnalare, al cliente inesperto, il cattivo andamento dei titoli da questi acquistati in modo che possa decidere se procedere allo smobilizzo o meno.

Se tali regole non vengono rispettate, l’istituto di credito deve risarcire al cliente le perdite sostenute. 

Copie dei contratti e degli estratti conto

Anche se il cliente non sta pagando il finanziamento o è in ritardo con qualche rata, la banca non può negargli copia dei contratti da lui firmati (ad esempio quello di mutuo) e gli estratti conto del rapporto in essere. Tali documenti infatti sono propedeutici all’esercizio del diritto di difesa del cliente in via giudiziaria. Quindi vanno forniti con celerità e senza costi eccessivi (l’Abi ha fatto riferimento a poche decine di euro).

Ricordiamo che il contratto è valido anche se non riporta la firma del direttore della banca ma solo quella del cliente. Per la banca infatti basta il semplice fatto dell’adempimento per dimostrare la volontà di dare esecuzione all’accordo.



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