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Cuneo fiscale: la beffa che non avvantaggia i poveri

19 Febbraio 2020
Cuneo fiscale: la beffa che non avvantaggia i poveri

Taglio delle tasse sul lavoro: ad avvantaggiarsi i redditi medio alti.

Con il provvedimento per il taglio del cuneo fiscale l’ammontare aggiuntivo massimo è riconosciuto ai redditi tra i 26.600 e 28mila euro ma importi rilevanti sono previsti anche per i redditi tra i 28mila e 35mila euro. Così il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione alla commissione Finanze al Senato sul dl per il taglio del cuneo fiscale. Per la platea dell’ex bonus Renzi il beneficio aggiuntivo è di 240 euro annui, ovvero di 20 euro in più per 12 mesi, ha spiegato.

Il rinnovo per gli anni successivi della misura per il taglio del cuneo fiscale richiederebbe l’individuazione di risorse aggiuntive pari a 1,8 miliardi oltre al pieno utilizzo del Fondo per la riduzione del carico fiscale costituito con la legge di bilancio per il 2020 (5 miliardi) e delle somme attualmente destinate al bonus 80 euro (9,7 

miliardi). “A regime, ipotizzando il rinnovo della ulteriore detrazione dal 2021, le due misure beneficeranno oltre 15 milioni di lavoratori dipendenti per un importo medio aggiuntivo di circa 450 euro”, aggiunge, come riporta l’Adnkronos.

«L’intervento previsto e specificamente l’ampliamento del trasferimento monetario, che costituisce l’elemento permanente della misura, rende ancora più complessa una riforma organica e strutturale dell’Irpef, peraltro annunciata dal governo”, dice. “Considerato isolatamente, esso accentua le disparità di trattamento fiscale tra soggetti con fonti di reddito e con caratteristiche familiari diverse e inasprisce l’irregolarità delle aliquote marginali. 

Per il 2020 questo aspetto è controbilanciato dall’introduzione dell’ulteriore detrazione. Tuttavia, come detto in precedenza, il mantenimento di quest’ultima per gli anni successivi richiede risorse aggiuntive per 1,8 miliardi l’anno, oltre all’utilizzo completo del Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti”, aggiunge.

Il taglio del cuneo fiscale varato dal governo rischia di violare il principio di equità orizzontale, in quanto “tratta in misura molto diversa contribuenti con redditi simili“, avverte. “Come il bonus 80 euro, le nuove misure – prosegue – non riducono il carico fiscale per i lavoratori dipendenti incapienti per il reddito di specie e invece riconoscono, per effetto del trasferimento monetario, una sorta di imposta negativa pari all’intero beneficio in corrispondenza di redditi pari a 8.150. Tale imposta negativa – spiega – crea così un effetto discontinuità particolarmente marcato rispetto a coloro che hanno redditi appena al di sotto di tale soglia. Ne conseguono una violazione del principio di equità orizzontale – in quanto si tratta in misura molto diversa contribuenti con redditi simili – ed effetti distorsivi, in quanto i lavoratori avranno un incentivo a mostrare redditi coincidenti con tale soglia o appena superiori a essa”.

Per il presidente Upb, “emergono anche questioni sul piano dell’equità visto il diverso trattamento fiscale sia tra nuclei con un diverso numero di percettori, sia tra soggetti con redditi di fonte diversa”. 

“In particolare, il meccanismo proposto dal decreto amplia ulteriormente il vantaggio fiscale a beneficio dei nuclei bireddito, già strutturalmente favoriti da un sistema fiscale su base individuale come l’Irpef”, osserva.

D’altro canto, aggiunge, la natura individuale del bonus (sia quello di 80 euro sia quello proposto dal decreto) incentiva la partecipazione al lavoro essendo riconosciuto solo in presenza di un reddito da lavoro dipendente. Inoltre, l’intervento previsto dal decreto legge rafforza il vantaggio fiscale, già prodotto dal bonus 80 euro, del lavoratore dipendente rispetto al pensionato, sia nell’area di imposta negativa (non prevista per i pensionati), sia per redditi superiori e fino a 40.000 euro (con differenze di quasi dieci punti di aliquota in corrispondenza di 15.000 euro di reddito e di circa 4,5 punti in corrispondenza di 30.000 euro).

    



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