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Gestisci un sito o un blog o una pagina Facebook? ecco gli illeciti legati al diritto d’autore

23 settembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2013



Giornalismo: il “copia e incolla” di articoli presi su altri giornali o l’utilizzare una foto altrui è un illecito penale punito dalla legge sul diritto d’autore; necessaria una corretta informazione sui diritti della stampa in internet.

 

Internet ha reso estremamente facile la gestione di blog, siti o vere e proprie testate, portando il “giornalismo” a casa di ogni utente.

In un momento storico in cui l’utente è autore, diventa vitale essere in grado di gestire legalmente e correttamente l’informazione.

Ogni giorno sul web – e specie sui social network – si assiste ad una proliferazione di contenuti, spesso realizzati da persone che non hanno la benché minima formazione circa i diritti e i doveri della stampa. Così, non poche volte, vengono commessi gravi errori di interpretazione delle norme che portano poi a compiere illeciti sanzionati severamente dalla legge. Questo problema riguarda soprattutto i conflitti connessi al diritto d’autore.

Sono numerose le problematiche relative al diritto d’autore che possono porsi in una testata telematica, anche considerando l’elevata tecnicità, vastità e complessità della normativa di diritto d’autore. In questo articolo affronteremo solo gli illeciti più comuni ed evitabili, in modo da chiarire immediatamente quali sono le nozioni basilari che servono per scongiurare gravi problemi legali e aiutare a trovare una soluzione efficace.

Le violazioni del diritto d’autore più comunemente commesse che, a livello empirico, ricorrono più spesso nelle testate giornalistiche telematiche sono le seguenti:

– Violazione del diritto di paternità: consiste nell’omettere la fonte o nel citarla in modo erroneo o incompleto (inclusa l’assenza del link alla fonte).

– Violazione del diritto di riproduzione: si ha quando viene riprodotto un contenuto protetto dal diritto d’autore senza averne i permessi da parte dell’autore o dell’editore e lo si ricarica su propri  server/spazi. È il cosiddetto “copia e incolla” di testi pubblicati su altri portali. Alcuni ritengono che l’assenza dell’avviso “riproduzione riservata”, al termine di un testo altrui, comporti implicitamente il consenso, da parte dell’autore, alla riproduzione. Non solo non è vero, ma la legge prevede l’esatto contrario: solo un espresso consenso alla riproduzione autorizza i terzi al “copia e incolla”. Diversamente, il diritto d’autore protegge automaticamente, già alla sua nascita, ogni opera.

– Violazione del diritto di comunicazione al pubblico: quando un contenuto protetto viene riprodotto e caricato sul server altrui viola, oltre ai predetti diritti, anche il diritto di comunicazione al pubblico.

– Violazione del diritto di distribuzione: quando il contenuto protetto è già disponibile al pubblico attraverso il sito o server o account utente deciso dall’autore, commette illecito chi, invece di inserire il link alla fonte, preleva il contenuto e lo carica sui propri server; in questo caso, si viola anche il diritto di distribuzione.

– Ricorre spesso, inoltre, la violazione di licenza. Tale ipotesi si verifica quando il contenuto di terze parti sia stato acquisito tramite una delle licenze SIAE o attraverso le licenze Creative Commons.

– Violazione del diritto di elaborazione: ricorre quando vengono fatte modifiche dell’opera altrui (incluse traduzioni di un articolo da una lingua all’altra) senza il consenso dell’autore o del suo acquirente.

La ripetuta e generalizzata violazione delle leggi, il fatto che ogni giorno i predetti diritti vengano violati da parte di utenti su social network o blog, da parte di giornalisti su testate telematiche, anche da parte istituzioni su siti istituzionali, da relatori nelle slide e così via, non comporta però l’abrogazione delle norme. Che restano tutt’ora in vita.

 

Quali sono le conseguenze di tali comportamenti?

Vediamo cosa dice la legge sul diritto d’autore.

La legge [1] punisce (con la multa da euro 51 a euro 2.065) chiunque, senza averne diritto riproduce diffonde, mette a disposizione del pubblico su internet o, addirittura, vende un’opera altrui. In altre parole, il cosiddetto “copia e incolla” di articoli altrui è considerato un illecito di carattere penale!

La norma punisce azioni abbastanza comuni in rete: immaginiamo di avere bisogno di un’immagine per illustrare un contenuto, basta andare su un motore di ricerca, trovarne una rilevante, scaricarla sul computer, ritoccarla per renderla più adatta e caricarla sul nostro server. Quanti criminali si annidano negli uffici ogni mattina?

Non è tutto. Le pene aumentano ed arrivano alla reclusione fino a un anno o alla multa non inferiore a euro 516 se i reati appena elencati sono commessi sopra un’opera altrui non destinata alla pubblicità, oppure con usurpazione della paternità dell’opera, oppure con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera medesima, qualora ne risulti offesa all’onore o alla reputazione dell’autore.

Compiere, quindi, tutte le attività predette senza citare la fonte integra, un reato.

Attenzione:

I reati contro il diritto d’autore sono perseguibili d’ufficio: per cui, per mettere in moto la macchina della giustizia, basta solo la denuncia alle autorità competenti.

La prescrizione, ossia il termine ultimo per la presentazione della denuncia, è di 5 anni.

Dal punto di vista civilistico

Per chi ha subìto la lesione del proprio diritto d’autore (il proprietario di un testo o di una foto utilizzata da altri senza autorizzazione) e voglia giustizia in tempi rapidi, non c’è necessariamente bisogno di avviare un normale processo civile per il risarcimento del danno, con tutti i suoi tempi e le problematiche connesse alla giustizia. Esiste, infatti, oltre a tale diritto, una soluzione ancora più immediata della normale causa: la possibilità di emettere un provvedimento cautelare [2] anche prima dell’instaurazione di un processo per violazione di diritto d’autore. Se il processo non inizia, il provvedimento rimane stabile come se fosse una sentenza del giudice.

Se il giudice, nel rilasciare il provvedimento cautelare, non stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il giudizio di merito, quest’ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario, qualora questi rappresentino un periodo più lungo.

Se il giudizio di merito non è iniziato nel suddetto termine, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia.

La carrellata di condotte illecite è corposa. I social network sono pieni di utenti che condividono musiche protette, filmati, videoclip, testi e fotografie, così come di soggetti che pubblicano dati dei propri amici o parenti senza chiedere consensi. Perché una redazione online dovrebbe essere differente? È un mondo con due pesi e due misure?

note

[1] Art. 171 L.d.A.

[2] Art. 162 bis L.d.A.


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2 Commenti

  1. La tutela cautelare, in materia di diritto d’autore, consta di provvedimenti anticipatori o conservativi?
    O entrambi?
    Dall’ultima parte dell’articolo non si evince con chiarezza; se sopravvivono alla mancata instaurazione del (-l’eventuale) giudizio di merito (o alla sua estinzione) sono “anticipatori” (di condanna).
    Altrimenti, se perdono efficacia nell’ipotesi in cui non venga (obbligatoriamente) intrapreso il giudizio di merito (entro il termine assegnato dal giudice o, in mancanza, comunque indicato dalla legge), si tratta di meri provvedimenti “conservativi”.
    Corretto?

  2. E se uno copia ed incolla per uso personale e privato (cioè inserisce in post riservati e accessibili solo con password ? non leggibili da altri utenti su internet, ma sempre presenti all’interno del sito – non sono quindi pubblici) sono reati penali anche quelli?
    io a dire il vero non ci sto capendo niente.
    Internet è stato creato sui link e sullo scambio di informazioni. Non è snaturare completamente la sua natura ?

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