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Quanti prestiti si possono avere

13 Marzo 2020 | Autore:
Quanti prestiti si possono avere

Negli ultimi anni, sono aumentate le richieste rivolte agli istituti di credito per ottenere dei finanziamenti. Il rischio di cadere in situazioni di sovraindebitamento è elevato. Cosa fare?

La crisi economica ha messo a dura prova i risparmi delle famiglie e, per far fronte alle esigenze quotidiane, molti italiani hanno deciso di ricorrere allo strumento del prestito personale. Banche e finanziarie hanno visto così raddoppiare le richieste di credito e, per evitare di incorrere in situazioni di inadempimento, hanno deciso di adottare delle cautele piuttosto rigorose. Il pericolo di un sovraindebitamento è, infatti, molto elevato.

Se, dunque, hai già dei prestiti in corso, prima di presentare nuove richieste, valuta attentamente la tua situazione personale; in particolare, devi capire se ti puoi permettere di impegnare ulteriormente il tuo stipendio nel pagamento di rate mensili e di interessi. Chiediti, allora, quanti prestiti si possono avere e se esistono delle soluzioni alternative per ottenere la liquidità di cui hai bisogno.

In questo articolo possiamo fornirti alcuni chiarimenti utili, ma resta fermo che la valutazione sull’opportunità di accendere un nuovo finanziamento spetta esclusivamente a te.

Finanziamenti: quali e quante tipologie esistono?

Le tipologie di prestito cui puoi fare ricorso sono molte: esse variano a seconda dell’importo di cui hai bisogno, delle garanzie che puoi fornire, del mezzo che scegli per il pagamento, della durata del rimborso. Te le illustriamo brevemente.

  1. mutuo. Si tratta di una forma contrattuale molto utilizzata per la compravendita o la ristrutturazione delle case. Attraverso tale strumento, infatti, si può accedere a una ingente quantità di denaro a condizioni agevolate. Di solito il tasso di interesse, che può essere fisso (cioè immodificabile) o variabile (cioè collegato all’andamento del mercato finanziario) è molto basso perché il mutuo è accompagnato da una serie di garanzie che tutelano la banca dall’insolvenza del mutuatario (pensa, ad esempio, all’ipoteca o alla predisposizione di una polizza assicurativa). La durata del mutuo varia a seconda dell’importo della rata mensile;
  2. prestito personale. È la tipologia più comune di finanziamento destinato alle piccole esigenze economiche. A differenza del mutuo, il prestito personale ha un tasso di interesse più elevato e la somma concessa dalla banca (che di solito non supera i € 30.000,00) deve essere restituita entro un periodo massimo di 10 anni;
  3. cessione del quinto dello stipendio e prestito con delega di pagamento. Si tratta di due forme di prestito personale caratterizzate da tassi di interessi piuttosto bassi in quanto non esiste il pericolo di inadempimento: la banca, infatti, trattiene la rata direttamente dallo stipendio o dalla pensione del proprio cliente.

Tutte le ipotesi di finanziamento appena descritte possono coesistere in capo a un’unica persona che si trova, così, nella difficoltà di far quadrare i conti per adempiere agli impegni assunti con le banche. Lungi dall’essere una situazione irreale, la circostanza che ti abbiamo descritto è piuttosto comune. È per tale motivo che le finanziarie sconsigliano vivamente di arrivare a tali estremi e sono restie ad accordare credito a chi versa in tale condizione.

Esiste un limite al numero di finanziamenti possibili?

In linea generale, non esiste un limite massimo di finanziamenti che puoi richiedere. Ma come ti abbiamo spiegato i pericoli connessi a una quantità eccessiva di rate da pagare sono molti. In particolare, si parla di sovraindebitamento con riferimento allo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista o dell’impresa che non riesce a far fronte alla smisurata quantità dei debiti assunti. È per tale motivo che, nonostante non esiste un divieto legale, si è sviluppata una prassi consolidata: se la soglia di indebitamento personale supera la misura di 1/3 dell’ammontare dello stipendio, le banche non concedono il prestito richiesto a meno che non si forniscano sicure garanzie di adempimento del debito (pensa, ad esempio, a una fideiussione). Tale atteggiamento di prudenza tutela, da una parte, l’istituto finanziario e, dall’altra, lo stesso debitore. Quest’ultimo, infatti, ha il beneficio di evitare l’iscrizione come cattivo pagatore al Centro rischi di intermediazione finanziaria (il Crif).

Se, però, ti trovi già in una situazione di sovraindebitamento, non disperare: il legislatore ha previsto delle soluzioni e dei rimedi che possono esserti d’aiuto. Pensa, in particolare, al piano di ristrutturazione dei debiti e alla procedura del “saldo e straccio”.

Vediamo, nel dettaglio, di che cosa si tratta.

La procedura di saldo e straccio

La procedura di saldo e straccio è una agevolazione introdotta nel 2018 per supportare le persone fisiche che si trovano in stato di grave e comprovata difficoltà economica. Essa prevede la possibilità per il debitore di versare al creditore in un’unica rata una somma a saldo definitivo di quanto dovuto. La cifra deve essere concordata dalle due parti in causa ed è ridotta rispetto all’ammontare originario perché vengono azzerati gli interessi.

Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

Si tratta di un accordo attraverso il quale il consumatore può ottenere la cosiddetta “esdebitazione”, ossia la possibilità di ridefinire il proprio debito cui non riesce a far fronte con il proprio patrimonio. Il contenuto del piano può essere determinato da un professionista del settore (es. un commercialista) o da un apposito organismo di composizione della crisi. Perché si possa ottenere tale agevolazione i debiti non devono essere stati contratti per lo svolgimento di attività di impresa o professionale.

Alcune possibili soluzioni

In caso di difficoltà economiche, oltre alle opzioni che ti abbiamo presentato, esistono delle soluzioni che possono agevolare la tua situazione di crisi. Facciamo riferimento, in particolare, al consolidamento dei debiti e ai piani di accumulo capitale (i PAC).

Nel primo caso, la banca ti consente di estinguere i tuoi finanziamenti in corso e di accorparli in un’unica rata che ti garantisce nuova liquidità; nel secondo caso, attraverso l’accantonamento periodico una somma di denaro, l’istituto di credito ti permette di avere immediata disponibilità delle somme di denaro necessario per far fronte a eventuali imprevisti.



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