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Come arredare casa con gli sconti del fisco

18 Marzo 2020 | Autore:
Come arredare casa con gli sconti del fisco

Le condizioni per beneficiare della detrazione fiscale del 50% della spesa sostenuta per acquistare mobili e grandi elettrodomestici con il bonus mobili 2020.

Se hai intenzione di arredare la tua nuova casa o di rinnovare i mobili e gli elettrodomestici di quella che già hai, devi sapere che è un buon momento per farlo: grazie agli sconti del Fisco puoi ottenere una detrazione fiscale del 50% della spesa, fino a un massimo di 10 mila euro. Un risparmio della metà della somma impiegata, che il fisco ti restituirà non subito, ma a seguito della presentazione della tua dichiarazione dei redditi per l’anno in corso, dunque a partire dall’anno prossimo, e ripartita in rate annuali.

Si tratta del bonus mobili, un incentivo già esistente nel 2019 e che la legge di Bilancio 2020 ha prorogato anche per l’anno in corso, pur non rendendolo strutturale, cioè a regime definitivo: scadrà, infatti, il 31 dicembre 2020. Un motivo in più per affrettarsi ad usufruirne.

Ma ci sono dei precisi requisiti per accedere all’agevolazione e determinate condizioni da rispettare per poterne beneficiare. Vediamo quindi come arredare casa con gli sconti del Fisco e cogliere appieno il beneficio.

Bonus mobili: cos’è

Il bonus mobili è un’agevolazione per l’acquisto di immobili e grandi elettrodomestici compiuto o da compiere entro il 31 dicembre 2020. Consente di portare in detrazione il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’importo sarà riconosciuto a seguito della presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, e verrà ripartito in 10 rate annuali di pari importo, come accade per la maggior parte degli altri bonus. Non c’è, quindi, uno “sconto in fattura” da parte del venditore.

Bonus mobili: a chi spetta

Qui arriva il primo, e unico, punto dolente: il bonus mobili non spetta a tutti coloro che acquistano mobili o elettrodomestici, ma soltanto a coloro che hanno avviato un intervento di ristrutturazione edilizia e comprano questi beni per destinarli ad arredo dell’immobile ristrutturato. Invece, i lavori di manutenzione ordinaria (come la tinteggiatura di pareti e soffitti la sostituzione di pavimenti o di infissi, il rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus.

In altre parole, la detrazione può essere richiesta solo da chi ha realizzato un intervento di recupero edilizio, come il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia (anche la ricostruzione completa o il ripristino, se si tratta di immobili danneggiati da eventi calamitosi ed è stato dichiarato lo stato di emergenza) intrapreso a partire dal 1° gennaio 2019.

Questa regola vale anche se l’acquisto dei mobili ed elettrodomestici avviene successivamente, e in ogni caso entro il 31 dicembre 2020 (l’agevolazione è prevista per l’anno in corso e dunque è temporanea; non si sa se verrà prorogata anche per gli anni a seguire o resa strutturale, cioè stabilmente a regime).

La data di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici deve essere successiva a quella dell’inizio dei lavori sulla casa. Anche se hai acquistato i mobili nel 2019 puoi fruire del bonus, sempre a condizione che l’immobile sia collegato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio. In questo caso, però, potrai ottenerlo per gli interventi iniziati a partire dal 1° gennaio 2018.

Il limite dei 10mila euro di spesa è riferito all’unità immobiliare, non al soggetto: perciò se hai più di una casa, avrai diritto al beneficio tante volte quante sono le unità immobiliari, o le loro pertinenze, sulle quali esegui lavori di ristrutturazione.

Bonus mobili: quali sono i beni agevolati

L’incentivo riguarda sia i mobili sia i grandi elettrodomestici. Prima di esaminare nello specifico queste due categorie, devi sapere che tra le spese ammissibili a detrazione rientrano, sia per i mobili che per gli elettrodomestici, anche quelle di trasporto e di montaggio, purché effettuate anch’esse con i metodi di pagamento tracciato che esamineremo tra poco.

Inoltre, «la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio», come ha precisato di recente l’Agenzia delle Entrate nelle proprie istruzioni. Così come il beneficio è riconosciuto anche se l’intervento di ristrutturazione viene eseguito su una pertinenza dell’immobile da arredare, anziché direttamente sulla casa.

I mobili

Tra i mobili rientrano tutti quelli che compongono la normale dotazione di arredo di una casa: dunque divani e poltrone, letti e materassi, armadi e librerie, tavoli e sedie, comodini e credenze. Deve trattarsi sempre di mobili nuovi, non usati e neppure di antiquariato. Sono comprese anche le lampade, quando rappresentano complementi d’arredo. Sono esclusi, invece, i pavimenti e i parquet, le porte e le tende.

Gli elettrodomestici

Gli elettrodomestici, invece, dovranno essere compresi tra quelli dotati di etichetta energetica, di classe non inferiore ad A+ (A per i forni e i lavasciuga), e anche per essi, se rientrano in queste categorie (oppure se per lo specifico tipo non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica), il loro elenco è molto ampio: dai frigoriferi e congelatori alle stufe elettriche e forni a microonde, passando per le lavatrici e lavastoviglie; ed ancora, ci sono gli apparecchi di cottura, le piastre riscaldanti, i radiatori elettrici, i ventilatori e gli apparecchi per il condizionamento.

Bonus mobili: come usufruirne

La condizione indispensabile per poter fruire del bonus è che gli acquisti siano fatturati (le fatture devono riportare la descrittiva precisa dei beni) e i pagamenti vengano eseguiti con bonifico, bancario o postale, oppure con carta di credito o di debito, come il Bancomat ed il Postamat. Non si può, quindi, pagare in contanti e neppure con assegni.

Se hai comprato i beni con un finanziamento a rate, devi verificare che la società finanziaria paghi il corrispettivo all’esercente con queste stesse modalità tracciabili, e ti dovrai far dare una copia della ricevuta del pagamento, da conservare.

Infatti, per poter ottenere il riconoscimento del bonus da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi bisogna sempre conservare la ricevuta del bonifico o quella di avvenuta transazione (se i pagamenti sono stati fatti con carte) e la documentazione di addebito della somma spesa sul conto corrente, oltre alle fatture di acquisto.

Infine, non dimenticare che per gli acquisti dei grandi elettrodomestici è prevista anche una comunicazione all’Enea, da effettuare entro 90 giorni dal collaudo o dalla consegna, e che può essere inviata anche in via telematica, con la procedura sul sito internet dell’Ente. L’Agenzia delle Entrate, però, precisa che «la mancata o tardiva trasmissione non implica la perdita del diritto alle detrazioni», e dunque l’eventuale dimenticanza non comporta la perdita del bonus.



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