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Presidente del Consiglio scelto dal popolo: nuova iniziativa di riforma

20 Febbraio 2020
Presidente del Consiglio scelto dal popolo: nuova iniziativa di riforma

Modifica della forma di Stato con l’elezione di un sindaco d’Italia a capo del Governo.

Lo ha detto ieri Renzi intervistato a “Porta a Porta” ma l’iniziativa di riforma costituzionale non è nuova: quella di far scegliere il presidente del consiglio direttamente al popolo. 

Oggi le elezioni politiche consentono agli elettori di indicare solo i propri rappresentanti alle due camere, ossia senatori e deputati. Sono questi ultimi poi che, uniti insieme alle segreterie dei vari partiti, suggeriscono al Presidente della Repubblica un nome come capo del Governo. 

Invece, con la riscrittura delle regole sulla forma dello Stato italiano, nascerebbe la figura del cosiddetto Sindaco d’Itala ossia l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, che pertanto verrebbe indicato dal popolo con le schede elettorali. 

Cadrebbero, quindi, le critiche – che spesso si sono sentite in questi anni – di esecutivi che non rappresentano gli elettori, frutto di “inciuci” e ribaltoni.

Quella di Renzi è una proposta rivolta a tutte le forze politiche (anche se Salvini già chiude: «subito al voto») e che potrebbe concretizzarsi sia con il governo Conte e il contributo istituzionale del centrodestra sia con il «modello del governo Maccanico che non vide la luce nel 1996», ossia con un altro premier e la partecipazione di tutti i partiti.

Il grande colpo di teatro di Renzi, intervistato da Bruno Vespa, è stato quello di proporre un nuovo governo istituzionale, alternativo a quello attuale, che faccia le riforme tra cui appunto l’elezione diretta del premier. Una sorta di strizzata d’occhi a Salvini per sbarazzarsi entrambi di Conte? Probabilmente dietro lo scossone di Renzi c’è la volontà di alzare la posta per una serie di nomine istituzionali. E Salvini non sembra cadere nella trappola delle lusinghe. «Niente trucchetti, subito al voto», dice e dal partito chiariscono che lui può accettare solo un Esecutivo elettorale, con una data del voto scritta e non un «inciucio».



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