Privacy e intelligenza artificiale: nuovo piano dell’Europa

20 Febbraio 2020 | Autore:
Privacy e intelligenza artificiale: nuovo piano dell’Europa

Regole più severe sugli algoritmi e divieto di riconoscimento facciale di massa. L’obiettivo: rendere l’Ue autonoma da Usa e Cina.

L’Unione europea fa un ulteriore passo avanti per garantire negli Stati membri la sovranità digitale ed il rispetto della privacy. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha approvato il piano Shaping Europe digital future, che tradotto letteralmente suonerebbe come «Dare forma al futuro digitale dell’Europa», grazie al quale verranno cambiate alcune regole sull’intelligenza artificiale e sulla raccolta dei dati personali e sensibili. Il tutto nell’ottica di far crescere la nostra economia e, contemporaneamente, di migliorare la nostra vita. Almeno si spera.

L’obiettivo di Bruxelles è quello di recuperare il gap digitale che separa l’Europa da Paesi come gli Stati Uniti e la Cina. Senza, però, invadere troppo il territorio dei cittadini e, soprattutto, evitando – anzi, respingendo – qualsiasi tipo di discriminazione.

In particolare, in piano che l’Ue spera di finanziare con circa 200 milioni di euro pubblici e privati nel prossimo decennio punta a non dipendere più dall’America e da Pechino per quanto riguarda il nostro sviluppo digitale. In questo modo, secondo la Commissione, si potrebbe evitare l’uso scorretto dell’intelligenza artificiale da parte dei due colossi e, allo stesso tempo, far sì che la digitalizzazione europea produca i suoi benefici per l’economia dell’Unione e non solo per Usa e Cina.

Per arrivare a tutto ciò, il Governo europeo sarà il primo ad introdurre un codice etico sull’intelligenza artificiale vincolate. Sarà vietato, ad esempio, utilizzare gli algoritmi in modo discriminatorio o razzista. Nel caso in cui venissero introdotte queste logiche da fuori dei confini europei e si dimostrasse che sono contrarie ai valori contenuti nei diritti fondamentali, gli algoritmi verrebbero azzerati e reimpostati.

La Commissione chiede anche che la trasparenza, la tracciabilità ed il controllo umano dell’intelligenza artificiale in settori particolarmente delicati come quello della salute, della polizia e dei trasporti. Si parla, quindi, di determinate decisioni dei pazienti, di armi che funzionano autonomamente o di veicoli che si muovono senza conducente.

Il piano vuole vietare anche il riconoscimento facciale di massa, tranne in casi eccezionali che devono essere giustificati dai singoli governi.

Per quanto riguarda l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla crescita economica, Bruxelles pensa di utilizzarla per ridurre l’inquinamento abbassando le emissioni sia attraverso il contenimento dei consumi sia grazie alla ricerca. Tra i progetti previsti, una sorta di copia digitale del nostro pianeta per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici.



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