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Lettera richiesta risarcimento danni per lavori di ristrutturazione

13 Marzo 2020 | Autore:
Lettera richiesta risarcimento danni per lavori di ristrutturazione

I lavori di ristrutturazione di un immobile possono essere eseguiti non correttamente dalla ditta appaltatrice. Il committente può richiedere il risarcimento degli danni subiti oltre a contestare i difetti e i vizi delle opere.

Ristrutturare casa può comportare grattacapi e pensieri. Sia se i lavori sono di poco conto (ad esempio se consistono nella semplice ritinteggiatura delle pareti) sia se sono più importanti (vedi la creazione di una nuova stanza o la sostituzione dei pavimenti fino ad arrivare al rifacimento dell’intera dell’abitazione) si viene comunque assaliti da mille dubbi ed incertezze. Quello che preoccupa è la possibile durata delle opere, il mancato rispetto dei tempi concordati, i costi che possono aumentare oltre il previsto.

Se poi, le opere dovessero essere eseguite malamente tanto da provocare danni al committente, cioè al soggetto che ha commissionato la ristrutturazione, la situazione diventa ancora più complicata. In tal caso quest’ultimo deve inviare una lettera di richiesta risarcimento danni da lavori di ristrutturazione con contestazione della non corretta realizzazione delle opere. Affinché l’azione contro la ditta appaltatrice sia valida ed efficace, deve essere attuata nei modi e tempi previsti dalla legge, pena la prescrizione.

Qual è la disciplina legislativa in tema di lavori edili

Il codice civile disciplina in via generale ed in via speciale la materia relativa all’esecuzione dei lavori edili. Sotto il primo punto di vista le ditte che operano nel mondo dell’edilizia hanno il dovere di realizzare i lavori commissionati (vedi quelli di ristrutturazione, di manutenzione, di conservazione, ecc.) a regola d’arte ovvero secondo i principi, le regole e le conoscenze dell’arte e della tecnica.

Inoltre, devono usare la “diligenza del buon padre di famiglia”, cioè la cura, l’attenzione e la perizia che di solito è richiesta ad un uomo medio nell’esercizio di un’attività [1].

Pertanto, a carico delle ditte esecutrici sorge una così detta obbligazione di risultato, nel senso che le stesse sono tenute ad effettuare i lavori rispettando uno standard di qualità preciso, evitando possibili difetti estetici e funzionali. In caso contrario, potranno venire chiamate a risarcire i danni a meno che non riescano a dimostrare che l’inadempimento è stato determinato da cause a loro non imputabili [2].

Il codice civile contiene anche una disciplina specifica dedicata alle contestazioni che possono essere sollevate nei confronti delle ditte esecutrici dei lavori. Più precisamente si tratta della normativa sulla “responsabilità dell’appaltatore per difformità e vizi dell’opera”.

E’ possibile contestare i lavori in corso d’opera?

Se il committente riscontra dei difetti in corso d’opera, non deve aspettarne il completamento e valutare alla fine se agire o meno per vie legali.

Infatti, può chiedere che siano apportate delle modifiche o delle correzioni già durante l’esecuzione dei lavori. Tuttavia, se i problemi dovessero persistere, può chiedere lo scioglimento anticipato del contratto per inadempimento dell’appaltatore ed eventualmente il risarcimento dei danni.

Se gli errori o i vizi delle opere non dovessero essere gravi e, pertanto, non dovesse essere giustificato il recesso dal contratto, il committente può chiedere la diminuzione del prezzo pattuito.

In cosa consiste il collaudo delle opere

Una volta che le opere sono terminate, il committente ne verifica la bontà attraverso il collaudo. In questa fase, egli può rilevare e contestare i vizi palesi dei lavori, quelli cioè immediatamente riconoscibili o visibili.

Una volta accettata l’opera, tali difformità conosciute o riconoscibili non potranno più essere contestate ed il committente non potrà chiedere il risarcimento danni da lavori di ristrutturazione per vizi palesi.

Cos’è la garanzia dei vizi e difformità dell’opera

Se il committente si accorge di difformità o vizi dell’opera non visibili al momento della consegna, deve contestarli all’appaltatore nel termine di 60 giorni dalla scoperta del difetto di realizzazione [3]. Il committente, quindi, è coperto dalla così detta garanzia dei vizi e difformità dell’opera.

Se i vizi e le difformità sono rilevati al momento della consegna, i 60 giorni per la contestazione decorrono da questa data.

Se dopo la denuncia dei difetti, l’appaltatore non dovesse risolvere spontaneamente le problematiche rilevate, il committente può agire nei suoi confronti entro e non oltre 2 anni dal giorno della consegna dell’opera.

La mancata osservanza di detto termine comporta la prescrizione e, quindi, l’impossibilità di adire le vie legali contro la ditta esecutrice dei lavori.

Quando inizia a decorrere il termine dei 60 giorni per la contestazione

Il termine dei 60 giorni inizia decorrere dal momento in cui il committente ha conoscenza del vizio o del difetto, derivante dall’imperfetta esecuzione dell’opera da parte dell’appaltatore. Di solito, tale momento coincide con il rilascio di una perizia redatta da un tecnico di fiducia, nominato dal committente, il quale dopo avere visionato l’immobile, accerta i vizi dei lavori eseguiti dalla ditta.

Sul punto, è intervenuta anche la Suprema Corte di Cassazione la quale ha precisato che la consapevolezza dell’errore e, quindi, il termine di 60 giorni per fare la contestazione, inizia a decorrere da quando viene redatta una perizia tecnica che evidenzia forti indizi di responsabilità a carico dell’impresa appaltatrice.

Cos’è la garanzia per la rovina e i difetti dell’immobile

Per la rovina o i gravi difetti dell’immobile (vedi quelli relativi alla struttura dell’immobile, al cedimento di muri, alla perdita di acqua dagli impianti idraulici e termici, ecc.) è prevista per il committente una tutela specifica.

In tal caso, il termine per la garanzia è di 10 anni dal compimento dell’opera e la denuncia all’appaltatore dei gravi vizi deve essere effettuata entro 1 anno dalla loro scoperta.

L’azione legale, invece, va avviata entro 1 anno dalla denuncia, pena la prescrizione della stessa.

Cosa può fare il committente oltre alla contestazione dei lavori

Dopo l’invio della lettera di contestazione, se il committente non ha ancora provveduto al saldo dei lavori, può sospendere i pagamenti in attesa che la ditta elimini i vizi e i difetti lamentati.

Se, invece, ha già pagato per intero e la lettera di contestazione non sortisce gli effetti sperati, prima di iniziare una causa, può rivolgersi ad un organismo di mediazione, il quale nominerà un consulente tecnico che dovrà valutare il modo in cui sono stati eseguiti i lavori.

In alternativa può rivolgersi al tribunale e chiedere un accertamento tecnico preventivo da parte di un ctu (consulente tecnico d’ufficio) nominato dal giudice.

Infine, se inizia una causa, a seconda della importanza dei fatti lamentati, può chiedere:

  1. che la ditta elimini a sua spese i difetti;
  2. ovvero la diminuzione del prezzo;
  3. o anche lo scioglimento del contratto e la restituzione delle somme già pagate, se i difetti sono talmente gravi da rendere l’opera inadatta alla sua destinazione.

In tutti i casi, può chiedere anche il risarcimento dei danni.

Qual è il contenuto della lettera di richiesta di risarcimento danni

Se a causa dei lavori di ristrutturazione non correttamente eseguiti sono derivati danni al committente, questi può richiederne il risarcimento alla impresa esecutrice. Può chiedere anche l’eliminazione dei vizi e dei difetti dell’opera entro un termine preciso come nel facsimile di missiva che si trova qui sotto allegato. Il modello può essere adattato pure altri casi ossia per richiedere la diminuzione del prezzo ovvero lo scioglimento del contratto.

Nella lettera, i vizi e i difetti devono essere dettagliatamente descritti così come devono essere specificati i danni subiti. Va precisato che per ottenere il risarcimento, l’entità e la sussistenza degli stessi devono essere dimostrabili. A tal fine è opportuno allegare le fotocopie delle fatture relative alle spese sostenute oltre a delle fotografie che evidenziano i danni subiti.

Inoltre, è bene avvertire l’appaltatore che in mancanza di suo spontaneo adempimento, è intenzione del committente chiamare un’altra ditta e che le relative spese saranno a carico dell’appaltatore medesimo.

La contestazione va effettuata con una raccomandata a.r. o con una pec (posta elettronica certificata) ed indirizzata alla sede legale o all’indirizzo email certificato della ditta.

Facsimile lettera richiesta risarcimento danni da lavori di ristrutturazione

Spett.le ditta ________

Via/Piazza_________, n.________

Città_______

Raccomandata a.r.

Oggetto: contestazione lavori e contestuale richiesta risarcimento danni

Con riferimento al contratto concluso in data____________ tra il sottoscritto e la ditta in indirizzo, avente ad oggetto lavori di ristrutturazione all’interno dell’immobile sito in____________ di proprietà dello scrivente, rilevo e contesto la non corretta esecuzione dei seguenti lavori:

  1. il tetto non è stato posato ad opera d’arte. Infatti, alcune tegole si sono staccate e, cadendo, hanno provocato la rottura del vetro anteriore della macchina di mia proprietà, che si trovava parcheggiata in giardino;
  2. l’impianto elettrico è soggetto a sbalzi di tensione per errata installazione, che hanno causato ingenti danni agli elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie) presenti nella abitazione;
  3. il rifacimento della pavimentazione del balcone della camera da letto matrimoniale è stato mal eseguito tanto che infiltrazioni d’acqua provenienti dallo stesso, hanno provocato macchie di umidità sul soffitto ed alle pareti della stanza sottostante.

Tanto premesso, vi intimo e diffido a voler eliminare i vizi e i difetti sopra descritti, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, con l’espresso avvertimento che in mancanza di adempimento, il sottoscritto si rivolgerà ad altra ditta per l’esecuzione dei lavori, con addebito di tutte le spese aggiuntive a Vostro esclusivo carico.

Chiedo altresì, il risarcimento dei danni subiti, quantificati nella somma complessiva di___________euro  per le spese di sostituzione del vetro della macchina di mia proprietà e di quelle relative all’acquisto di una nuova lavatrice e lavastoviglie.

Si allegano copia delle fatture degli interventi di riparazione eseguiti e dell’acquisto degli elettrodomestici.

In attesa di pronto riscontro, porgo distinti saluti.

Luogo e data

Firma del committente

note

[1] Art. 1176 cod. civ.

[2] Art. 1218 cod. civ.

[3] Art.1667 cod. civ.


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