Diritto e Fisco | Articoli

Da quando decorre il tirocinio

19 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorre il tirocinio

Avvio dello stage: adempimenti necessari, comunicazione ai servizi per l’impiego, durata del progetto.

Il tirocinio, o stage, è uno strumento di politica attiva molto importante, che ha lo scopo di favorire, tramite un periodo di formazione in azienda, l’acquisizione di competenze da parte del tirocinante, o stagista, e l’inserimento o reinserimento lavorativo. Non si tratta, però, di un rapporto di lavoro, ma di un periodo di formazione: il tirocinante non è un dipendente, ma viene ospitato in azienda per apprendere determinate mansioni.

Le parti coinvolte nel tirocinio sono tre: il tirocinante, il soggetto ospitante (l’azienda che ospita lo stagista) e il soggetto promotore, cioè l’ente che promuove il progetto di tirocinio e monitora il periodo di orientamento al lavoro.

Ma da quando decorre il tirocinio e qual è la sua durata?

Facciamo il punto della situazione su questa misura e sugli specifici adempimenti richiesti: va innanzitutto evidenziato che la data di avvio dello stage ha una particolare rilevanza, in quanto la durata massima del periodo di tirocinio è tassativa. Pertanto, l’avvio del tirocinio deve essere comunicato telematicamente ai servizi per l’impiego, proprio come se si trattasse di un’assunzione. Lo stage, ad ogni modo, può essere avviato solo se alla base sussistono una convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante ed un progetto formativo. Ma procediamo con ordine.

Quali tipi di tirocinio si possono attivare?

Non esiste un’unica forma di tirocinio, ma le tipologie attivabili sono differenti e presentano caratteristiche diverse, in base alla finalità dello stage ed alla categoria di appartenenza dello stagista: tirocinio curricolare, tirocinio extracurricolare, tirocinio professionale, tirocinio di reinserimento, tirocinio per disabili…

Una delle forme maggiormente utilizzate è il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare: è realizzato a favore di coloro che hanno appena completato il percorso formativo o che appartengono a fasce deboli. Lo strumento ha lo scopo di orientare l’interessato nel mercato del lavoro e di formarlo perché acquisisca una specifica professionalità.

Chi può promuovere il tirocinio?

Il tirocinio non può sussistere senza un soggetto promotore che sottoscriva la misura: si tratta di una figura essenziale che, oltre a promuovere il tirocinio, si occupa di monitorare e supervisionare il tirocinante e l’azienda per tutto il periodo.

Nel dettaglio, il promotore:

  • stipula una convenzione con il soggetto ospitante;
  • redige il progetto formativo;
  • verifica e supervisiona, anche attraverso un tutor, il periodo di tirocinio sia dal punto di vista formale che sostanziale.

Chi può ospitare un tirocinante?

Il soggetto ospitante è il professionista, l’ente o l’azienda che accoglie il tirocinante:

  • può essere qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, salva la facoltà di regioni e province autonome di individuare ulteriori caratteristiche soggettive o oggettive;
  • deve essere in regola con le norme sulla salute e sulla sicurezza, nonché sulla normativa sul diritto al lavoro per i disabili;
  • non deve avere in corso procedure di cassaintegrazione straordinaria o in deroga per attività equipollenti a quelle previste per il tirocinante (salvi accordi sindacali che prevedano tale possibilità);
  • salvo specifici accordi sindacali, non può attivare tirocini in presenza di procedure concorsuali;

Salvi i casi di licenziamento per giusta causa e giustificato motivo soggettivo, e in assenza di specifici accordi sindacali, non è possibile attivare tirocini per le stesse attività per cui sono stati operati nei 12 mesi precedenti licenziamenti:

  • per giustificato motivo oggettivo;
  • collettivi;
  • per superamento del periodo di comporto;
  • per mancato superamento del periodo di prova;
  • per fine appalto;
  • per disdetta dell’apprendistato al termine del periodo formativo, per volontà del datore.

Il divieto di attivare tirocini non si applica alle aziende con meno di 15 dipendenti che hanno licenziato, nei 6 mesi precedenti, per giustificato motivo oggettivo.

Il soggetto ospitante, come il promotore, si avvale di un proprio tutor per la realizzazione del tirocinio e del progetto formativo: questi collabora col tutor del soggetto promotore al fine di definire le condizioni ottimali per favorire l’apprendimento.

Chi può essere tirocinante?

In base alle linee guida sul tirocinio [1], è possibile attivare un tirocinio con:

  • le persone in stato di disoccupazione;
  • i lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto;
  • i lavoratori a rischio di disoccupazione;
  • i lavoratori già occupati che siano in cerca di altra occupazione;
  • i disabili e i soggetti svantaggiati.

Le linee guida sul tirocinio non disciplinano i tirocini curriculari, quelli transnazionali svolti all’estero o presso un ente sovranazionale, i tirocini previsti gli extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso e quelli finalizzati all’accesso alle professioni ordinistiche, cioè i cosiddetti periodi di pratica professionale.

Quanto dura il tirocinio?

Le linee guida prevedono una durata massima del tirocinio, comprensiva di proroghe e rinnovi, non superiore a 12 mesi, fatta eccezione per i tirocini di orientamento e formazione o inserimento e reinserimento con soggetti disabili, svantaggiati o titolari di protezione internazionale, per i quali la durata massima può arrivare a 24 mesi.

Le regioni e le province autonome possono comunque deliberare limiti diversi da quelli fissati dalle linee guida.

La durata minima non può essere inferiore a 2 mesi: fanno eccezione i tirocini attivati presso soggetti ospitanti che svolgono un’attività stagionale, per cui la durata minima è ridotta a 1 mese.

L’orario massimo è definito in base al contratto di lavoro di riferimento mentre l’orario minimo non può essere inferiore a 20 ore settimanali.

Qual è la decorrenza del tirocinio?

Il tirocinio si attiva attraverso una convenzione stipulata tra soggetto promotore e ospitante, sulla base dei modelli predisposti da regioni e province autonome. Alla convenzione va allegato un progetto formativo individuale (PFI) predisposto sulla base delle linee guida.

La data della decorrenza del tirocinio è indicata nella convenzione, e può essere indicata anche nel progetto formativo.

Una volta stipulata la convenzione e redatto il progetto, deve essere inviata la comunicazione obbligatoria Unilav da parte del soggetto ospitante recante la data di decorrenza.

Deve inoltre essere aperta la posizione assicurativa Inail, nonché stipulata la polizza assicurativa di responsabilità civile per tutte le attività inserite nel progetto formativo.

Si può sospendere la decorrenza del tirocinio?

Il tirocinante ha diritto a sospendere il periodo di tirocinio nei seguenti casi:

  • maternità, infortunio o malattia di lunga durata (superiore almeno a 30 giorni solari);
  • chiusura dell’azienda per almeno 15 giorni solari.

Si può interrompere la decorrenza del tirocinio?

Il tirocinante può interrompere lo stage in qualsiasi momento, nel rispetto dei tempi e delle modalità eventualmente previste dalla normativa regionale.

Se si verificano gravi motivi o condizioni poco favorevoli, tali per cui non sia possibile proseguire con l’esperienza formativa, anche il soggetto promotore e il soggetto ospitante possono interrompere il tirocinio.

Prima di interrompere il tirocinio, il tutor è comunque tenuto a monitorare queste situazioni ed a verificare se sussistono i presupposti per recuperare. Se non è possibile proseguire, deve essere effettuata la comunicazione Unilav di cessazione.

Conclusione del tirocinio

Al termine del periodo di tirocinio, viene rilasciata un’attestazione al tirocinante che abbia partecipato almeno al 70% delle attività previste dal progetto formativo. L’attestazione deve essere firmata dal soggetto ospitante e dal soggetto promotore, e deve contenere l’elenco delle attività effettivamente svolte.


note

[1] Accordo tra Governo, regioni e province autonome del 25 maggio 2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube