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Microspia: ultime sentenze

30 Marzo 2020
Microspia: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: intercettazioni tra presenti; installazione della microspia; intercettazioni ambientali all’estero; identificazione tecnica di una microspia installata in un posacenere di un pubblico esercizio.

Installazione di microspia: le intercettazioni tra presenti

Sono utilizzabili le intercettazioni tra presenti eseguite attraverso l’installazione della microspia indosso ad un collaboratore di giustizia preventivamente dichiaratosi disponibile ad incontrare le persone indicate nel decreto autorizzativo, atteso che, in tal modo, il collaboratore non agisce come agente provocatore di un reato che altrimenti non sarebbe stato commesso, ma semplicemente consente la prosecuzione delle indagini per la raccolta di prove a carico degli autori di un reato già commesso.

Cassazione penale sez. I, 22/05/2019, n.36034

Microspia posizionata in auto

Ai fini della legittimità dell’intercettazione ambientale in un’autovettura che dall’Italia si sposti all’estero e viceversa è sufficiente che l’attività di apposizione della microspia o di altra apparecchiatura per la captazione delle conversazioni avvenga in territorio italiano, che l’ascolto sia regolarmente autorizzato dall’autorità giudiziaria italiana e che la registrazione si svolga e venga verbalizzata in Italia, con la formazione di supporti che vengono conservati presso la Procura della Repubblica.

Cassazione penale sez. I, 23/03/2018, n.35212

Intercettazione eseguita all’interno di una autovettura

L’intercettazione di comunicazioni tra presenti eseguita a bordo di una autovettura attraverso una microspia installata nel territorio nazionale, dove si svolge altresì l’attività di captazione, non richiede l’attivazione di una rogatoria per il solo fatto che il suddetto veicolo si sposti anche in territorio straniero ed ivi si svolgano alcune delle conversazioni intercettate

Cassazione penale sez. II, 04/11/2016, n.51034

Microspia idonea alla registrazione delle conversazioni

Ai fini della configurabilità del delitto di favoreggiamento personale non è necessaria la dimostrazione dell’effettivo vantaggio conseguito dal soggetto favorito, occorrendo solo la prova della oggettiva idoneità della condotta favoreggiatrice ad intralciare il corso della giustizia. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi l’ordinanza del tribunale del riesame che aveva attribuito rilevanza alla condotta dell’indagato consistita, attraverso una minuziosa e ripetuta ispezione di uno studio legale, nel dare certezza ai favoriti della esistenza all’interno del detto studio di una microspia idonea alla registrazione delle conversazioni e nell’individuare il punto esatto in cui la stessa era stata celata).

Cassazione penale sez. VI, 10/04/2015, n.24535

Microspia installata nel territorio nazionale

L’intercettazione di comunicazioni tra presenti seguita a bordo di una autovettura attraverso una microspia installata nel territorio nazionale, dove si svolge altresì l’attività di captazione, non richiede l’attivazione di una rogatoria per il solo fatto che il suddetto veicolo si sposti anche in territorio straniero ed ivi si svolgano alcune delle conversazioni intercettate.

Cassazione penale sez. IV, 06/11/2007, n.8588

Collocazione di una microspia 

Non sussistono gli estremi del reato di cui all’art. 617-bis c.p. (installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche) qualora all’interno dell’abitacolo di una vettura sia collocata una microspia idonea a registrare solo le conversazioni o comunicazioni dei soggetti presenti a bordo dell’auto, in quanto perché possa parlarsi di intercettazione in senso tecnico, è necessario che il soggetto si inserisca nel canale dal quale è escluso il non comunicante con meccanismi che consentano di percepire quanto affermato da entrambi gli interlocutori.

Cassazione penale sez. V, 16/12/2005, n.4264

Microspia a bordo dell’autovettura

La desistenza volontaria, disciplinata dal comma 3 dell’art. 56 c.p., si verifica quando la determinazione dell’agente di interrompere l’azione non subisce l’incidenza di fattori esterni, idonei ad interferire con la scelta adottata.

(Fattispecie nella quale la ricorrenza dell’esimente è stata esclusa, a fronte dell’allegata interruzione delle pressioni estorsive già esercitate sulla vittima, avuto riguardo alla cognizione degli agenti di essere stati denunciati ed alla scoperta, da parte di uno tra essi, della presenza di una microspia a bordo della sua autovettura).

Cassazione penale sez. II, 23/04/2003, n.35764

Microspia installata in un posacenere

Non costituisce deterioramento di una cosa pubblica custodita ex art. 351 c.p. l’asportazione dei dati di identificazione tecnica di una microspia installata in un posacenere di un pubblico esercizio affidata ad ufficiali di polizia giudiziaria intervenuti dopo il rinvenimento della stessa.

Tribunale Roma, 13/07/1998

Radiotelefono con microspia

L’installazione di un radiotelefono contenente una microspia realizza la previsione delittuosa dell’art. 617 bis c.p. (installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni telegrafiche o telefoniche) e non quella di cui all’art. 615 bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata), poiché tale attività è finalizzata all’intercettazione telefonica e non è “uno strumento di ripresa sonora” (quale può essere un miniregistratore) diretto a procacciare indebitamente notizie attinenti alla vita privata.

Cassazione penale sez. II, 29/03/1988, n.7091



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