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Riscaldamento centralizzato condominio: ultime sentenze

27 Marzo 2020
Riscaldamento centralizzato condominio: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: regolamento condominiale; riscaldamento centralizzato; spese di riscaldamento centralizzato con sistema di contabilizzazione del calore; ripartizione delle spese sulla base dei consumi effettivi; distacco dall’impianto di riscaldamento condominiale.

Impianto di riscaldamento condominiale

Il distacco dall’impianto di riscaldamento condominiale operato da parte del singolo condomino deve ritenersi pienamente legittimo, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini, nel caso in cui egli dimostri che dal distacco non derivino né aggravi di spese per gli altri condomini che continuano a fruire dell’impianto, né squilibri termici pregiudizievoli della regolare erogazione del servizio. In tale ipotesi, il condomino sarà tenuto solo al pagamento delle spese di manutenzione dell’impianto e a quelle relative alle dispersioni di calore, e non anche a quelle per i consumi.

Nel caso di specie, dichiarata la legittimità del distacco, il Tribunale ha ritenuto, sulla base degli accertamenti tecnici che il condomino, oltre alle spese di conservazione e gestione dell’impianto centralizzato, fosse tenuto anche al pagamento di una quota delle spese di consumo del carburante a titolo di consumo involontario.

Tribunale Roma sez. V, 08/04/2019, n.7568

Distacco dell’impianto centralizzato di riscaldamento

Il regolamento condominiale, se contrattuale, mentre non può consentire la rinuncia all’uso dell’impianto centralizzato di riscaldamento laddove sia mirato all’esonero dall’obbligo del contributo per le spese di conservazione e manutenzione di detto impianto, ben può invece vietare la rinuncia all’uso ossia il distacco dell’impianto del singolo condomino da quello centralizzato, non essendo tale divieto in contrasto con la disciplina legale (ancorché derogabile) dell’uso della cosa comune; tali limitazioni non possono invece essere dettate da un regolamento non contrattuale che non può incidere sui diritti dei partecipanti.

Tribunale Roma sez. V, 14/01/2020, n.731

Regolamento di condominio e distacco dal riscaldamento centralizzato

Ai sensi dell’art. 1118, comma 4, c.c., il diritto del condomino a distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato non è disponibile e di conseguenza sono nulle le clausole dei regolamenti condominiali che vietino il distacco.

Il regolamento condominiale può invece legittimamente obbligare il condomino rinunziante a concorrere alle spese per l’uso del servizio centralizzato, poiché il criterio legale di ripartizione delle spese di gestione dettato dall’art. 1123 c.c. è derogabile (nel caso di specie, in cui il regolamento condominiale che vieta il distacco è preesistente all’entrata in vigore dell’art. 1118, comma 4, c.c., la norma sopravvenuta incide sull’efficacia della clausola contrattuale, che viene meno).

Cassazione civile sez. II, 11/12/2019, n.32441

Spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio

Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando perciò illegittima una suddivisione di tali oneri – sia pure solamente parziale – alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, né potendo a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata, la quale aveva ritenuto legittima una delibera condominiale che, in presenza di un sistema di contabilizzazione del calore, aveva ripartito le spese di riscaldamento per il metano al 50% in base al consumo registrato e, per il restante 50%, in base ai millesimi di proprietà, secondo quanto previsto dal punto 10.2 della Delibera della Giunta regionale della Lombardia n. IX/2601 del 30 novembre 2011).

Cassazione civile sez. II, 04/11/2019, n.28282

Riscaldamento condominiale: i criteri di contabilizzazione e ripartizione delle spese

In tema di riscaldamento condominiale, il d.lg. n. 102/2014 ha imposto la contabilizzazione e termoregolazione del calore nei condominii con impianto di riscaldamento centralizzato e la ripartizione delle spese a consumo. La disciplina introdotta dal d.lg. n. 102/2014 riveste una finalità pubblicistica ed assurge quindi a norma imperativa vincolante inderogabile, in quanto posta a tutela di un interesse generale e non meramente privatistico.

Di conseguenza il nuovo criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento ha carattere imperativo e, pertanto, non può essere derogato né da una delibera assembleare né da una norma di natura contrattuale del regolamento di condominio. Pertanto, tutti i regolamenti contrattuali che dispongono diversamente sono, sul punto, contrari a legge.

Tribunale Milano sez. XIII, 22/11/2018, n.10703

La rinuncia al riscaldamento centralizzato

Il regolamento condominiale, se contrattuale, mentre non può consentire la rinuncia all’uso dell’impianto centralizzato di riscaldamento laddove mirato all’esonero dall’obbligo del contributo per le spese di conservazione e manutenzione di detto impianto, ben può invece vietare la rinuncia all’uso ossia al distacco dell’impianto del singolo condomino da quello centralizzato, non essendo tale divieto in contrasto con la disciplina legale dell’uso della cosa comune.

Tali limitazioni non possono essere, invece, dettate da un regolamento non contrattuale che non può incidere sui diritti dei partecipanti (in senso restrittivo o ampliativo con effetti sul riparto delle spese) ma solo regolamentare le modalità d’uso delle cose comuni e l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi condominiali.

Le clausole regolamentari che limitano i diritti dominicali dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive (nel caso di specie costringendoli ad attingere sempre al riscaldamento centralizzato ed a versare gli oneri inerenti il consumo anche se non goduto il calore), per essere opponibili devono essere approvate da tutti i condomini in quanto hanno valore negoziale.

Tribunale Roma sez. V, 13/11/2018, n.21779

Clausola del regolamento condominiale 

È nulla, per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune, la clausola del regolamento condominiale, come la deliberazione assembleare che vi dia applicazione, che vieti “in radice” al condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, seppure il suo distacco non cagioni alcun notevole squilibrio di funzionamento né aggravio di spesa per gli altri partecipanti.

Cassazione civile sez. II, 02/11/2018, n.28051

Spese impianto di riscaldamento centralizzato

La delibera condominiale che, a maggioranza ed in deroga al criterio legale del consumo effettivamente registrato o del valore millesimale delle singole unità immobiliari servite, ripartisca in parti uguali tra queste ultime le spese di esercizio dell’impianto di riscaldamento centralizzato è, indipendentemente dal precedente criterio di riparto adottato nel condominio, nulla per impossibilità dell’oggetto, giacché tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condomini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell’assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l’accordo unanime di tutti i condomini, quale espressione della loro autonomia negoziale.”

Tribunale Vicenza sez. II, 03/04/2018, n.922

L’installazione dell’impianto centralizzato di riscaldamento

Qualora nell’edificio condominiale venga installata, per volontà della maggioranza dei condomini, un impianto centralizzato di riscaldamento, destinato di fatto ad una utilizzazione separata non essendo lo stesso collegato con una o più unità immobiliari, e la relativa spesa sia supportata dai soli condomini che intendano usufruire del servizio, deve ritenersi che tale bene non sia in comune a tutti i condomini, ma resti in comproprietà di coloro che ne hanno approvato l’installazione e supportato la spesa; ne deriva che, in tale ipotesi, la spesa vada ripartita tra i soli condomini comproprietari che traggono utilità dal bene, ai sensi dell’art. 1123, co. 3 c.c.

Tribunale Roma sez. V, 05/02/2018, n.2488

Ripartizione in parti uguali delle spese di riscaldamento

La delibera condominiale che, a maggioranza ed in deroga al criterio legale del consumo effettivamente registrato o del valore millesimale delle singole unità immobiliari servite, ripartisca in parti uguali tra queste ultime le spese di esercizio dell’impianto di riscaldamento centralizzato è, indipendentemente dal precedente criterio di riparto adottato nel condominio, nulla per impossibilità dell’oggetto, giacché tale statuizione, incidendo sulla misura degli obblighi dei singoli condomini fissata dalla legge o per contratto, eccede le attribuzioni dell’assemblea e pertanto richiede, per la propria approvazione, l’accordo unanime di tutti i condomini, quale espressione della loro autonomia negoziale.

Cassazione civile sez. II, 04/08/2017, n.19651

Ripartizione delle spese del riscaldamento centralizzato

In tema di condominio negli edifici, le spese del riscaldamento centralizzato sono legittimamente ripartite in base al valore millesimale delle singole unità immobiliari servite, ove manchino sistemi di misurazione del calore erogato in favore di ciascuna di esse, che ne consentano il riparto in proporzione all’uso.

Cassazione civile sez. II, 07/11/2016, n.22573

Impianto centralizzato di riscaldamento del supercondominio

Il successore a titolo particolare nella proprietà condominiale è legittimato a proporre l’impugnazione per nullità della delibera assembleare con la quale era stato disposto, con il voto favorevole del suo dante causa, il distacco del condominio dall’impianto centralizzato di riscaldamento del supercondominio.

Cassazione civile sez. II, 14/06/2016, n.12235



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