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Sinistro bicicletta: ultime sentenze

27 Marzo 2020
Sinistro bicicletta: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: caduta dalla bicicletta; obbligo di manutenzione del Comune e concorso di colpa del danneggiato; risarcimento del danno.

Sinistro in zona interdetta al traffico: danni al ciclista

Nell’ipotesi di caduta dalla bicicletta, dovuta alle cattive condizioni in cui versa il manto stradale, l’attore non può invocare la responsabilità dell’amministrazione comunale per omessa custodia allorchè il sinistro si è verificato in un’area a traffico limitato alla quale il ciclista non avrebbe dovuto neppure accedere.

Cassazione civile sez. III, 29/03/2018, n.7769

Sinistro stradale al di fuori della carreggiata

In tema di circolazione stradale, il fatto che il sinistro sia avvenuto subito al di fuori della striscia bianca che delimita la carreggiata, non esime il Comune dal garantire la manutenzione anche di tale area, ma è elemento che fonda un concorso di colpa del danneggiato, nel caso di specie alla guida di una bicicletta, che dovrebbe prudentemente tenersi al di qua di questa (seppure in sua prossimità, per evitare il pericolo delle auto), sia perché la banchina è deputata alla sosta o al passaggio dei soli pedoni, e non anche dei mezzi, vuoi perché è prevedibile che essa celi più insidie della carreggiata.

Tribunale Grosseto, 20/12/2017, n.1281

Sinistro stradale mortale: nesso causale tra condotta ed evento

In tema di sinistro stradale che abbia provocato il decesso del danneggiato, ai fini dell’apprezzamento dell’eventuale interruzione del nesso causale tra la condotta e l’evento (art. 41, comma 2, c.p.), il concetto di causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento non si riferisce solo al caso di un processo causale del tutto autonomo, ma anche al caso di un processo non completamente avulso dall’antecedente, ma caratterizzato da un percorso causale completamente atipico, di carattere assolutamente anomalo ed eccezionale. Tale apprezzamento sulla natura eccezionale ed imprevedibile del fatto sopravvenuto è devoluto al giudice di merito che deve fornire logica motivazione del suo convincimento sul punto.

(Nella fattispecie i giudici di merito hanno provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che il decesso era riconducibile alla condotta imprudente dell’imputato che aveva aperto lo sportello dell’auto provocando la caduta dalla bicicletta della vittima, deceduta un mese dopo il sinistro).

Cassazione penale sez. IV, 12/10/2016, n.47094

Sinistro stradale: presunzione di responsabilità 

In tema di sinistro stradale è superata la presunzione dell’art. 2054 c.c., quando la vittima che conduceva una bicicletta ha attraversato senza fermarsi, né rallentare, né guardare se sopraggiungessero auto in transito sulla stessa strada, per cui al conducente dell’autovettura che lo ha investito non può addebitarsi nulla quando, in un centro abitato, ha tenuto una condotta rispettosa dell’art. 141 c. strad. in quanto procedeva ad una moderata velocità (nella specie la velocità dell’autovettura era compresa tra i 41 e i 39 km/h velocità che all’interno di un centro abitato, con il limite di 50 km/h, si può ritenere prudenziale).

Tribunale Arezzo, 19/07/2016, n.869

Il risarcimento del danno

In tema di danno da sinistro stradale, ciascun danneggiato è titolare di un autonomo diritto all’integrale risarcimento del pregiudizio subìto, comprensivo, pertanto, sia del danno morale – da identificare nella sofferenza interiore soggettiva patita sul piano strettamente emotivo – che di quello “dinamico relazionale”, consistente nel peggioramento delle condizioni e abitudini di vita quotidiana (Nella specie, il Trib. ha accolto la richiesta di risarcimento del danno, patito dall’attore in bicicletta, investito dall’auto del convenuto).

Tribunale Padova sez. II, 20/05/2016, n.1579

Responsabile per omicidio colposo

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che hanno riconosciuto la responsabile dell’imputata per il delitto di omicidio colposo, con violazione delle norme sulla circolazione stradale, avendo la donna aperto lo sportello anteriore sinistro della propria autovettura, senza previamente essersi assicurata di non provocare pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada, e così urtando la bicicletta condotta dalla vittima, che a cagione dell’impatto, perdeva l’equilibrio e finiva rovinosamente al suolo, ove veniva travolto da un ciclomotore.

Cassazione penale sez. IV, 20/05/2016, n.33602

Sinistro tra una bicicletta ed una motocicletta

La responsabilità dei genitori per il danno cagionato dal fatto illecito del figlio minorenne trova fondamento, a seconda che questo sia o meno capace di intendere e di volere al momento del fatto, nell’art. 2048 c.c. sulla presunzione iuris tantum di educazione carente ovvero nell’art. 2047 c.c. sulla presunzione iuris tantum di difetto di sorveglianza e vigilanza. Le stesse ipotesi di responsabilità presunta sono alternative, non concorrenti.

Pertanto, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico si richiede ai genitori la prova liberatoria di avere impartito al minore una educazione consona alle proprie condizioni sociali e familiari e di avere svolto sullo stesso una vigilanza adeguata all’età.

(Nella fattispecie, relativa a sinistro tra una bicicletta condotta da un minore ed una motocicletta, il giudice a quo ha escluso la responsabilità dei genitori del minore per culpa in educando essendo stato provato che il minore era stato debitamente seguito dai genitori nel processo di formazione e che in quinta elementare aveva frequentato un corso di educazione stradale).

Corte appello Bologna sez. II, 09/02/2015, n.246

Incidente tra bicicletta e auto

Accertate sia la sequenza di immediatezza cronologica tra l’evento come narrato dal danneggiato da sinistro stradale ed il riscontro delle lesioni presso il locale ospedale con specifica indicazione nel referto della causale incidente bicicletta-auto sia la compatibilità causale tra le stesse e la dinamica riferita, può ragionevolmente ritenersi dimostrato che il medesimo soggetto danneggiato sia stato investito da un auto non identificata, immessasi dalla sinistra sulla via dallo stesso percorsa senza concedere la precedenza, e che successivamente l’automobilista si sia dato alla fuga.

L’impresa designata è quindi tenuta al risarcimento dei danni, atteso che le modalità accertate consentono di ritenere altresì la colpa esclusiva del conducente dell’auto, per avere effettuato la manovra di immissione senza concedere la precedenza al ciclista e per non avere posto in atto manovre idonee ad evitare la collisione.

Corte appello Bari sez. III, 30/10/2012, n.1140

Lesione all’integrità psicofisica

Nel caso di sinistro stradale (nella specie caduta dalla bicicletta per lavori di riparazioni del sistema tranviario) da cui sia derivata la lesione all’integrità psicofisica di un soggetto, questi è titolare di interesse differenziato ed attuale all’esercizio del diritto di accesso alla documentazione inerente i lavori di costruzione della rete tranviaria in questione.

Consiglio di Stato sez. V, 29/04/2009, n.2749

Contestazione della violazione dell’obbligo di dare precedenza ad altro veicolo

In tema di circolazione stradale, l’infrazione all’art. 145, commi 4 e 10, cod. strada, per essere uscito da una via immettendosi in altra, omettendo di dare la doverosa precedenza ad altro veicolo (nella specie una bicicletta), non può essere esclusa, in sede di giudizio di opposizione, sul presupposto che anche il conducente dell’altro veicolo, avente diritto alla precedenza, aveva violato, a sua volta, una norma di comportamento.

Ciò in quanto il giudizio di opposizione ha ad oggetto non l’accertamento della responsabilità di soggetti coinvolti in un sinistro stradale, in vista di una pronuncia di risarcimento del danno, ma l’opposizione avverso un verbale di contestazione della regola di precedenza, nella specie accertata come verificata dal giudice di merito.

Cassazione civile sez. II, 08/04/2009, n.8552

Domanda di risarcimento del danno

Nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento dei danni causati da un sinistro stradale, costituisce inammissibile mutamento della domanda la prospettazione, in grado di appello, di una dinamica del fatto diversa da quella allegata in primo grado.

(Nella specie, l’attore in primo grado aveva allegato di essere stato urtato dal veicolo condotto dal convenuto mentre era in bicicletta; in appello, invece, aveva allegato di essere stato urtato dal suddetto veicolo mentre si trovava a terra, dopo essere caduto dalla bicicletta in conseguenza di un precedente urto infertogli da un terzo).

Cassazione civile sez. III, 27/03/2009, n.7540

Scontro tra un’automobile ed una bicicletta

In caso di incertezza circa la dinamica di un sinistro stradale è applicabile la presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054 c.c. anche in caso di scontro tra un’automobile ed una bicicletta.

Tribunale Bari, 11/11/1991

Responsabilità del sinistro

Nel caso di scontro fra un’autovettura ed una bicicletta, la responsabilità del sinistro va attribuita alla colpa esclusiva del conducente del secondo veicolo, ove risulti accertato che costui, provenendo da un parcheggio, si sia immesso sulla pubblica via senza cautela, malgrado la scarsa visibilità ed abbia tagliato improvvisamente la strada all’automezzo, il cui conducente, a sua volta, abbia frenato e tentato inutilmente una manovra di emergenza, non assumendo alcun rilievo ai fini dell’accertamento della responsabilità nè la velocità dell’autoveicolo che non ha avuto alcuna incidenza causale nella produzione dell’evento, nè l’esito negativo della suddetta manovra.

Tribunale Roma, 11/02/1988



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