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Sinistro bicicletta: ultime sentenze

8 Settembre 2021
Sinistro bicicletta: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: caduta dalla bicicletta; obbligo di manutenzione del Comune e concorso di colpa del danneggiato; risarcimento del danno.

Incidente stradale fra una vettura e una bicicletta

In tema di responsabilità civile, non si può negare il nesso eziologico fra condotta e danno solo perché vi sono più cause possibili ed alternative ma il giudice deve stabilire quale tra esse sia “più probabile che non”, in concreto ed in relazione alle altre, e, quindi, idonea a determinare in via autonoma il danno evento. Qualora tale accertamento non sia possibile, il problema del concorso delle cause trova soluzione nell’art. 41 c.p., in virtù del quale il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra dette cause e l’evento, essendo quest’ultimo riconducibile a tutte, tranne che si verifichi l’esclusiva efficienza causale di una di esse.

(In fattispecie caratterizzata da azione di risarcimento dei danni derivanti da un incidente stradale fra una vettura ed una bicicletta, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva escluso la responsabilità del conducente della macchina sul presupposto che il danno lamentato dal ciclista – una demenza post-traumatica – fosse riconducibile a più cause possibili ed alternative, fra le quali poteva annoverarsi il trauma cranico provocato dal sinistro).

Cassazione civile sez. III, 06/07/2021, n.19033

Sinistri: lucro cessante da risarcire integralmente

In materia di responsabilità civile, in caso di incidente, se il danneggiato dimostra di aver perduto un preesistente rapporto di lavoro a tempo indeterminato – essendo stato licenziato – il danno patrimoniale da lucro cessante, inteso come perdita di redditi futuri, va liquidato tenendo conto tutte le retribuzioni che lo stesso avrebbe potuto conseguire e non invece in considerazione della percentuale di invalidità. Ad affermarlo è la Cassazione accogliendo il ricorso presentato contro una Compagnia di Assicurazioni da un ciclista investito da un’auto in corsa. Quest’ultimo aveva perduto il proprio impiego a tempo indeterminato in conseguenza dell’incidente, avendo superato il periodo di comporto, senza essere riuscito in seguito a reperire un’altra occupazione. I giudici di merito avevano riconosciuto un danno pari al 33% delle retribuzioni e degli altri importi persi, pari alla percentuale di invalidità riconosciuta dal consulente tecnico di ufficio.

Per la Suprema corte, però, tale decisione è errata perché non rispetta l’articolo 1223 del codice civile, in quanto non ha riconosciuto al danneggiato «l’intero pregiudizio subito in concreto, pregiudizio che, nella specie, consiste nella perdita dei redditi (in parte futuri) derivanti dal rapporto di lavoro dipendente di cui era titolare, venuto meno in conseguenza del fatto illecito del convenuto».

Cassazione civile sez. III, 09/12/2020, n.28071

La non punibilità per particolare tenuità del fatto

Il reato di omissione di soccorso si realizza anche in presenza di dolo eventuale. Tuttavia, la valutazione delle circostanze di fatto – quali l’estrema lievità del danno arrecato, la presenza di più persone pronte a soccorre il ciclista e il fatto che l’investitore si era fermato prima di allontanarsi e che non aveva negato il suo coinvolgimento una volta rintracciato – possono condurre al riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

(Nella fattispecie la Cassazione ha ritenuto applicabile l’articolo 131-bis del codice penale a un automobilista che, dopo avere determinato l’impatto del proprio autoveicolo con una bicicletta e determinato la caduta del ciclista che la conduceva, si era solo fermato e verificata l’assenza di lesioni evidenti si era allontanato dal luogo dell’incidente senza prestare alcuna specifica assistenza e senza attendere l’arrivo dell’ambulanza. Per la Corte il reato è configurabile perché c’è dolo eventuale, ma, date le circostanza, risulta applicabile la causa di non punibilità).

Cassazione penale sez. IV, 16/09/2020, n.27241

Sinistri causati dai liquidi fuoriusciti dai cassonetti

Il sinistro causato dal fondo stradale reso scivoloso dal liquido fuoriuscito dai cassonetti dell’immondizia con conseguenti danni fisici accertati per il ciclista rientra nella responsabilità da cose in custodia della P.A. vieppiù nel caso di mancata prova da parte dell’amministrazione del caso fortuito ovvero dal verificarsi delle circostanze di pericolo a causa di alterazio imprevedibile e repentina, tale da aver impedito l’intervento del custode stesso, nonché, eventualmente della determinazione del sinistro dal danneggiato stesso.

Tribunale Torre Annunziata, 28/07/2020, n.1203

Il ciclista è equiparato al conducente di veicolo a motore

Come previsto dall’art. 182 d.lgs. 285/1992, i ciclisti sono equiparati ai conducenti di veicoli a motore e quindi sono tenuti al rispetto di tutte quelle regole cautelari previste dal codice della strada nei confronti dei conducenti dei veicoli a motore, tra i quali pregnante rilievo assume l’obbligo di dare precedenza.

Tribunale Milano sez. X, 23/07/2020, n.4631

Danni da cose in custodia e condotta incauta del danneggiato

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c. per incidente occorso su strada a ciclista, la condotta di guida del danneggiato, sebbene non idonea ad escludere la responsabilità dell’ente proprietario della strada, in assenza di prova di altri elementi, quali una eccessiva velocità tenuta nella guida, ovvero della violazione di norme del codice della strada (quale quella di tenere la destra del senso di marcia percorso), può ritenersi fattore concorrente nella produzione del sinistro (nel caso in esame il tribunale ha ritenuto ravvisabile un contributo causale dell’attore nella produzione del sinistro, consistente nella carenza di attenzione e diligenza nell’uso della strada percorsa. Infatti la presenza della buca sul manto stradale era percepibile da parte del ciclista, risultando la sconnessione evidente ed ampia, sì che una maggiore attenzione dell’attore nella guida della bicicletta avrebbe consentito allo stesso di rendersi conto della presenza della buca, anche in considerazione dell’ora diurna e del fatto che la sconnessione del manto stradale non era occultata da alcun tipo di materiale).

Tribunale Livorno, 13/06/2020, n.424

Sinistro in zona interdetta al traffico: danni al ciclista

Nell’ipotesi di caduta dalla bicicletta, dovuta alle cattive condizioni in cui versa il manto stradale, l’attore non può invocare la responsabilità dell’amministrazione comunale per omessa custodia allorchè il sinistro si è verificato in un’area a traffico limitato alla quale il ciclista non avrebbe dovuto neppure accedere.

Cassazione civile sez. III, 29/03/2018, n.7769

Conducente malato investe mortalmente il ciclista

La scelta di porsi alla guida di un veicolo in condizioni psico-fisiche inidonee a garantire il controllo del mezzo può costituire condotta colposa causalmente determinante nella verificazione di un sinistro mortale (fattispecie relativa alla morte di un ciclista investito da un guidatore che si era messo alla guida nella consapevolezza di essere affetto da una grave patologia che, peraltro, ebbe già a manifestarsi in passato con altrettanti episodi simili).

Cassazione penale sez. IV, 06/03/2018, n.15215

Sinistro stradale al di fuori della carreggiata

In tema di circolazione stradale, il fatto che il sinistro sia avvenuto subito al di fuori della striscia bianca che delimita la carreggiata, non esime il Comune dal garantire la manutenzione anche di tale area, ma è elemento che fonda un concorso di colpa del danneggiato, nel caso di specie alla guida di una bicicletta, che dovrebbe prudentemente tenersi al di qua di questa (seppure in sua prossimità, per evitare il pericolo delle auto), sia perché la banchina è deputata alla sosta o al passaggio dei soli pedoni, e non anche dei mezzi, vuoi perché è prevedibile che essa celi più insidie della carreggiata.

Tribunale Grosseto, 20/12/2017, n.1281

Sinistro stradale mortale: nesso causale tra condotta ed evento

In tema di sinistro stradale che abbia provocato il decesso del danneggiato, ai fini dell’apprezzamento dell’eventuale interruzione del nesso causale tra la condotta e l’evento (art. 41, comma 2, c.p.), il concetto di causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento non si riferisce solo al caso di un processo causale del tutto autonomo, ma anche al caso di un processo non completamente avulso dall’antecedente, ma caratterizzato da un percorso causale completamente atipico, di carattere assolutamente anomalo ed eccezionale. Tale apprezzamento sulla natura eccezionale ed imprevedibile del fatto sopravvenuto è devoluto al giudice di merito che deve fornire logica motivazione del suo convincimento sul punto.

(Nella fattispecie i giudici di merito hanno provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che il decesso era riconducibile alla condotta imprudente dell’imputato che aveva aperto lo sportello dell’auto provocando la caduta dalla bicicletta della vittima, deceduta un mese dopo il sinistro).

Cassazione penale sez. IV, 12/10/2016, n.47094

Sinistro stradale: presunzione di responsabilità 

In tema di sinistro stradale è superata la presunzione dell’art. 2054 c.c., quando la vittima che conduceva una bicicletta ha attraversato senza fermarsi, né rallentare, né guardare se sopraggiungessero auto in transito sulla stessa strada, per cui al conducente dell’autovettura che lo ha investito non può addebitarsi nulla quando, in un centro abitato, ha tenuto una condotta rispettosa dell’art. 141 c. strad. in quanto procedeva ad una moderata velocità (nella specie la velocità dell’autovettura era compresa tra i 41 e i 39 km/h velocità che all’interno di un centro abitato, con il limite di 50 km/h, si può ritenere prudenziale).

Tribunale Arezzo, 19/07/2016, n.869

Il risarcimento del danno

In tema di danno da sinistro stradale, ciascun danneggiato è titolare di un autonomo diritto all’integrale risarcimento del pregiudizio subìto, comprensivo, pertanto, sia del danno morale – da identificare nella sofferenza interiore soggettiva patita sul piano strettamente emotivo – che di quello “dinamico relazionale”, consistente nel peggioramento delle condizioni e abitudini di vita quotidiana (Nella specie, il Trib. ha accolto la richiesta di risarcimento del danno, patito dall’attore in bicicletta, investito dall’auto del convenuto).

Tribunale Padova sez. II, 20/05/2016, n.1579

Responsabile per omicidio colposo

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che hanno riconosciuto la responsabile dell’imputata per il delitto di omicidio colposo, con violazione delle norme sulla circolazione stradale, avendo la donna aperto lo sportello anteriore sinistro della propria autovettura, senza previamente essersi assicurata di non provocare pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada, e così urtando la bicicletta condotta dalla vittima, che a cagione dell’impatto, perdeva l’equilibrio e finiva rovinosamente al suolo, ove veniva travolto da un ciclomotore.

Cassazione penale sez. IV, 20/05/2016, n.33602

Sinistro tra una bicicletta ed una motocicletta

La responsabilità dei genitori per il danno cagionato dal fatto illecito del figlio minorenne trova fondamento, a seconda che questo sia o meno capace di intendere e di volere al momento del fatto, nell’art. 2048 c.c. sulla presunzione iuris tantum di educazione carente ovvero nell’art. 2047 c.c. sulla presunzione iuris tantum di difetto di sorveglianza e vigilanza. Le stesse ipotesi di responsabilità presunta sono alternative, non concorrenti.

Pertanto, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico si richiede ai genitori la prova liberatoria di avere impartito al minore una educazione consona alle proprie condizioni sociali e familiari e di avere svolto sullo stesso una vigilanza adeguata all’età.

(Nella fattispecie, relativa a sinistro tra una bicicletta condotta da un minore ed una motocicletta, il giudice a quo ha escluso la responsabilità dei genitori del minore per culpa in educando essendo stato provato che il minore era stato debitamente seguito dai genitori nel processo di formazione e che in quinta elementare aveva frequentato un corso di educazione stradale).

Corte appello Bologna sez. II, 09/02/2015, n.246

Incidente tra bicicletta e auto

Accertate sia la sequenza di immediatezza cronologica tra l’evento come narrato dal danneggiato da sinistro stradale ed il riscontro delle lesioni presso il locale ospedale con specifica indicazione nel referto della causale incidente bicicletta-auto sia la compatibilità causale tra le stesse e la dinamica riferita, può ragionevolmente ritenersi dimostrato che il medesimo soggetto danneggiato sia stato investito da un auto non identificata, immessasi dalla sinistra sulla via dallo stesso percorsa senza concedere la precedenza, e che successivamente l’automobilista si sia dato alla fuga.

L’impresa designata è quindi tenuta al risarcimento dei danni, atteso che le modalità accertate consentono di ritenere altresì la colpa esclusiva del conducente dell’auto, per avere effettuato la manovra di immissione senza concedere la precedenza al ciclista e per non avere posto in atto manovre idonee ad evitare la collisione.

Corte appello Bari sez. III, 30/10/2012, n.1140

Lesione all’integrità psicofisica

Nel caso di sinistro stradale (nella specie caduta dalla bicicletta per lavori di riparazioni del sistema tranviario) da cui sia derivata la lesione all’integrità psicofisica di un soggetto, questi è titolare di interesse differenziato ed attuale all’esercizio del diritto di accesso alla documentazione inerente i lavori di costruzione della rete tranviaria in questione.

Consiglio di Stato sez. V, 29/04/2009, n.2749

Contestazione della violazione dell’obbligo di dare precedenza ad altro veicolo

In tema di circolazione stradale, l’infrazione all’art. 145, commi 4 e 10, cod. strada, per essere uscito da una via immettendosi in altra, omettendo di dare la doverosa precedenza ad altro veicolo (nella specie una bicicletta), non può essere esclusa, in sede di giudizio di opposizione, sul presupposto che anche il conducente dell’altro veicolo, avente diritto alla precedenza, aveva violato, a sua volta, una norma di comportamento.

Ciò in quanto il giudizio di opposizione ha ad oggetto non l’accertamento della responsabilità di soggetti coinvolti in un sinistro stradale, in vista di una pronuncia di risarcimento del danno, ma l’opposizione avverso un verbale di contestazione della regola di precedenza, nella specie accertata come verificata dal giudice di merito.

Cassazione civile sez. II, 08/04/2009, n.8552

Domanda di risarcimento del danno

Nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento dei danni causati da un sinistro stradale, costituisce inammissibile mutamento della domanda la prospettazione, in grado di appello, di una dinamica del fatto diversa da quella allegata in primo grado.

(Nella specie, l’attore in primo grado aveva allegato di essere stato urtato dal veicolo condotto dal convenuto mentre era in bicicletta; in appello, invece, aveva allegato di essere stato urtato dal suddetto veicolo mentre si trovava a terra, dopo essere caduto dalla bicicletta in conseguenza di un precedente urto infertogli da un terzo).

Cassazione civile sez. III, 27/03/2009, n.7540

Scontro tra un’automobile ed una bicicletta

In caso di incertezza circa la dinamica di un sinistro stradale è applicabile la presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054 c.c. anche in caso di scontro tra un’automobile ed una bicicletta.

Tribunale Bari, 11/11/1991

Responsabilità del sinistro

Nel caso di scontro fra un’autovettura ed una bicicletta, la responsabilità del sinistro va attribuita alla colpa esclusiva del conducente del secondo veicolo, ove risulti accertato che costui, provenendo da un parcheggio, si sia immesso sulla pubblica via senza cautela, malgrado la scarsa visibilità ed abbia tagliato improvvisamente la strada all’automezzo, il cui conducente, a sua volta, abbia frenato e tentato inutilmente una manovra di emergenza, non assumendo alcun rilievo ai fini dell’accertamento della responsabilità nè la velocità dell’autoveicolo che non ha avuto alcuna incidenza causale nella produzione dell’evento, nè l’esito negativo della suddetta manovra.

Tribunale Roma, 11/02/1988



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5 Commenti

  1. O li si ama o li si odia…Sono i ciclisti, gli utenti della strada che spesso costituiscono un vero e proprio intralcio alla circolazione. Vi dico la verità. Personalmente, trovo davvero fastidiosi quei ciclisti che si mettono in mezzo alla carreggiata e non ti consentono di sorpassarli prontamente così finisci per creare una fila assurda dietro di te ed i nervi difficilmente sopportano la situazione ed inizi a suonare il clacson ininterrottamente finché non riesci a sorpassarli

  2. Certi ciclisti sembra che vogliano farsi investire apposta. Sbucano quando meno te lo aspetti, ti tagliano la strada, frenano all’improvviso e tu non sai come gestire il traffico perché rallenti, freni e mantieni la distanza ma certe volte pedi la pazienza e finisci per sorpassarli con tanto di suonata di clacson preso dall’isterismo

  3. Io amo andare in bicicletta, ma non mi sono mai azzardato a pedalare sulla strada con il traffico. Cioè sono uno di quei ciclisti che si fanno il giretto nello spiazzo sotto casa e nelle stradine di campagna evitando di entrare a contatto con le auto per il timore di possibili incidenti. Eppure, c’è chi senza remora si fa chilometri e chilometri on the road senza alcuna preoccupazione. Beh, loro sì che possono definirsi ciclisti e sanno bene come gestire le pedalate sull’asfalto

  4. Anni fa, un mio amico, ciclista professionista, ha preso una bruttissima caduta. Ha fatto una manovra azzardata preso dalla stanchezza e dalla distrazione e così è finito per scivolare su una macchia sul manto stradale ben visibile ma difficilmente evitabile. E’ stato in ospedale perché ha preso una brutta distorsione e si è sfregiato braccia e ginocchia. Per un po’ è stato fermo ma non appena è stato possibile si è rimesso in sella ed ha continuato. Altri, al posto suo, probabilmente, avrebbero riposto la bici in garage

  5. Inutile che ci giriamo intorno ed alcuni equiparano il ciclista al pedone….Non è così. Come dice anche un apposito paragrafo di questo articolo, il ciclista è equiparabile all’automobilista e, pertanto, è tenuto a rispettare le stesse regole del Codice della strada. Pertanto, deve osservare le medesime accortezze e non intralciare il traffico con il rischio di causare degli incidenti oppure essere egli stesso vittima

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