L’esperto | Articoli

Danno curriculum: ultime sentenze

26 Marzo 2020
Danno curriculum: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: pregiudizio subito a causa del mancato arricchimento del curriculum; onere probatorio; miglioramento del curriculum; responsabilità precontrattuale dell’Amministrazione.

Danno curriculare: cos’è?

Il danno curriculare deve essere considerato come un pregiudizio subito a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale, arricchimento che sarebbe consistito in altre occasioni concorsuali o di lavoro e che può commisurarsi equitativamente nella misura del 50% rispetto alla remunerazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 22/07/2019, n.4021

Risarcibilità del danno curricolare 

Diversamente che nel caso della chance di aggiudicazione, la cui perdita deve ritenersi coincidente con la semplice mancata partecipazione alla gara, il danno al curriculum e alla caratura professionale non può essere definito come sempre derivante dalla mancata partecipazione a una qualsiasi procedura di aggiudicazione, ma deve essere oggetto di specifica allegazione e dimostrazione da parte del danneggiato.

Il miglioramento del curriculum dipende, infatti, non dalla semplice partecipazione alla gara, bensì dalla aggiudicazione, cui segua la corretta esecuzione dei servizi aggiudicati.

Tribunale Milano sez. VII, 25/01/2019, n.772

Danno curriculare e di immagine

Il concorrente di una gara d’appalto che lamenti un danno curriculare e di immagine deve offrire una prova puntuale del nocumento che asserisce di aver subito in termini di mancato arricchimento del curriculum professionale e della perdita di ulteriori commesse sulla base di una qualificazione mancata a causa dell’altrui illegittima aggiudicazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 07/08/2018, n.5217

Nel caso di mancata aggiudicazione, il risarcimento del danno conseguente al lucro cessante si identifica con l’interesse c.d. positivo, che ricomprende sia il mancato profitto sia il danno c.d. curricolare

Nel caso di mancata aggiudicazione il risarcimento del danno conseguente al lucro cessante si identifica con l’interesse c.d. positivo, che ricomprende sia il mancato profitto (che l’impresa avrebbe ricavato dall’esecuzione dell’appalto), sia il danno c.d. curricolare (ovvero il pregiudizio subìto dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto); spetta all’impresa danneggiata offrire la prova dell’utile che in concreto avrebbe conseguito, qualora fosse risultata aggiudicataria dell’appalto, poiché nell’azione di responsabilità per danni il principio dispositivo opera con pienezza e non è temperato dal metodo acquisitivo proprio dell’azione di annullamento (ex art. 64, commi 1 e 3, c.p.a.); anche per il c.d. danno curriculare il creditore deve offrire una prova puntuale del nocumento che asserisce di aver subito (il mancato arricchimento del proprio curriculum professionale), quantificandolo in una misura percentuale specifica applicata sulla somme liquidata a titolo di lucro cessante; il mancato utile spetta nella misura integrale, in caso di annullamento dell’aggiudicazione impugnata e di certezza dell’aggiudicazione in favore del ricorrente, solo se questo dimostri di non aver utilizzato o potuto altrimenti utilizzare maestranze e mezzi, in quanto tenuti a disposizione in vista della commessa.

Consiglio di Stato sez. V, 22/11/2017, n.5444

Danno curriculare: prova puntuale del nocumento

Anche per il c.d. danno curriculare il creditore deve offrire una prova puntuale del nocumento che asserisce di aver subito (il mancato arricchimento del proprio curriculum professionale), quantificandolo in una misura percentuale specifica applicata sulle somme liquidate a titolo di lucro cessante.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 21/06/2017, n.7234

Danno risarcibile per mancata aggiudicazione

Nel lucro cessante, conseguente alla mancata assegnazione di appalto pubblico, rientra, oltre l’utile che sarebbe stato conseguito, anche il danno curriculare conseguente al mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale, per non poter vantare l’avvenuta esecuzione dell’appalto.

Consiglio di Stato sez. V, 16/08/2016, n.3634

Pregiudizio subìto dall’impresa

Nelle gare pubbliche il danno precontrattuale è riconducibile al solo interesse negativo, il quale include il danno emergente (per le spese sostenute per la partecipazione alla gara e in previsione della conclusione del contratto) e il lucro cessante (dovuto alla perdita di ulteriori occasioni contrattuali, vanificate a causa dell’impegno derivante dall’aggiudicazione non sfociata nella stipulazione); non rientra nel danno precontrattuale l’interesse positivo, sub specie di utile di impresa, ossia i vantaggi economici che sarebbero derivati dall’esecuzione del contratto non venuto ad esistenza; non è risarcibile il danno c.d. curriculare (ovvero il pregiudizio subìto dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto), trattandosi di danno-evento ex art. 1223 c.c., conseguente alla mancata aggiudicazione e stipulazione del contratto, dunque incompatibile con la struttura della responsabilità precontrattuale.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 05/04/2016, n.883

Non è dubitabile che il fatto stesso di eseguire un appalto pubblico (anche a prescindere dal lucro che l’impresa ne ricava grazie al corrispettivo pagato dalla stazione appaltante), possa essere, comunque, fonte per l’impresa di un vantaggio economicamente valutabile, perché accresce la capacità di competere sul mercato e, quindi, la chance di aggiudicarsi ulteriori e futuri appalti.

Pertanto, alla mancata esecuzione di un’opera appaltata si ricollegano indiretti nocumenti all’immagine della società ed al suo radicamento nel mercato. Deve perciò ritenersi che l’impresa illegittimamente privata dell’esecuzione di un appalto possa rivendicare a titolo di lucro cessante anche la perdita della possibilità di arricchire il proprio curriculum professionale (c.d. danno curriculare).

Qui il terreno della prova si fa evidentemente molto scivoloso, posto che ammettendo una sorta di «danno per immagine depotenziata», si entra nelle sabbie mobili di un danno non surrogabile patrimonialmente e non agevolmente quantificabile. La quantificazione di tale voce di danno è stata, infatti, sino ad ora operata in via equitativa, riconoscendo una somma pari ad una percentuale (variabile dall’1% al 5%) applicata in alcuni casi sull’importo globale dell’appalto, in altri sulla somma già liquidata a titolo di lucro cessante.

Consiglio di Stato sez. VI, 15/09/2015, n.4283

Danno da perdita di chance e danno curriculare: differenza

Nell’ambito delle pretese risarcitorie conseguenti all’annullamento degli atti di una gara d’appalto, il danno curriculare deve essere risarcito solo nei casi in cui si accerti che, se l’amministrazione avesse operato legittimamente, l’impresa sarebbe stata aggiudicataria ed avrebbe eseguito l’appalto, potendolo così inserire nel proprio curriculum professionale; proprio in questo, infatti, consiste la differenza fra il danno da perdita di chance e il danno curriculare: mentre il primo tende a restaurare il pregiudizio subito dall’impresa alla quale è stata preclusa la possibilità di partecipare alla gara, il secondo è volto a risarcire il pregiudizio subito dall’impresa alla quale è stato impedito di essere aggiudicataria.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 17/11/2014, n.946

Curriculum professionale

L’impresa, ingiustamente privata dell’esecuzione di un appalto pubblico, può rivendicare, a titolo di lucro cessante, anche la perdita della specifica possibilità concreta di incrementare il proprio avviamento per la parte relativa al curriculum professionale, da intendersi anche come immagine e prestigio professionale, al di là dell’incremento degli specifici requisiti di qualificazione e di partecipazione alle singole gare; peraltro il danno curriculare, inteso quale specificazione del danno da lesione dell’interesse positivo, si compone di due elementi: a) la perdita di un livello di qualificazione già posseduta ovvero la mancata acquisizione di un livello superiore, quale conseguenze immediate e dirette della mancata aggiudicazione; b) la mancata acquisizione di un elemento costitutivo della specifica idoneità tecnica richiesta dal bando oltre la qualificazione SOA; ma entrambe tali voci di danno vanno comprovate secondo i principi in tema di responsabilità extracontrattuale della Pubblica amministrazione.

Consiglio di Stato sez. IV, 07/11/2014, n.5497

Danno curriculare: il pregiudizio subito dall’impresa

Il danno curriculare è il pregiudizio subito dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum professionale, per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto. Allora è ragionevole ritenere che tale danno si riduca al crescere del livello di qualificazione già posseduto dall’impresa, perché quanto più essa è qualificata, tanto meno la singola gara potrà accrescere la fama, il prestigio e la qualificazione di cui essa gode (situazione questa che si verifica nel caso concreto, che si riferisce ad una gara per l’aggiudicazione di un appalto di notevole complessità, avente ad oggetto lavori e servizi di progettazione, per la realizzazione di opere che, per difficoltà tecniche, estensione e costi, sono di non comune realizzazione).

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 03/12/2013, n.2681

Danno curriculare: risarcibilità

È irrisarcibile il cd. danno curriculare nel caso di dedotta responsabilità precontrattuale dell’Amministrazione in sede di procedura volta all’aggiudicazione di un appalto. Infatti, il cd. danno curriculare non è risarcibile, perché non attiene all’interesse negativo, ma più propriamente all’interesse positivo, derivando proprio dalla mancata esecuzione dell’appalto, non dall’inutilità della trattativa. Il cd. danno curriculare può, infatti, essere definito come il pregiudizio subito dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 11/07/2013, n.2005


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube