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Da quando decorrono le dimissioni telematiche?

13 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorrono le dimissioni telematiche?

Data di decorrenza delle dimissioni telematiche e casi particolari: preavviso, revoca, cessazione del rapporto con un termine differente.

Il dipendente può risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro presentando le dimissioni, senza che il datore possa opporsi [1].

Le dimissioni possono essere volontarie o per giusta causa: per le dimissioni volontarie è necessario fornire al datore il periodo di preavviso prescritto dal contratto collettivo, mentre per le dimissioni per giusta causa questo non è necessario. Le dimissioni sono considerate rassegnate per giusta causa, difatti, quando il datore di lavoro mette in atto una condotta talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto, neanche momentanea.

Dal 12 marzo 2016, sia le dimissioni per giusta causa che le dimissioni volontarie, salvo alcune specifiche eccezioni, vanno comunicate dal lavoratore, a pena di inefficacia, solo con modalità telematiche.

Ma da quando decorrono le dimissioni telematiche? La data di decorrenza da indicare nel modulo è quella relativa all’ultimo giorno di lavoro, oppure si riferisce al giorno successivo alla cessazione del rapporto?

Che cosa succede se il rapporto di lavoro cessa effettivamente in una giornata diversa rispetto a quella indicata nel modulo di dimissioni telematiche? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Come si rassegnano le dimissioni?

Perché siano valide, le dimissioni devono essere presentate telematicamente, salvo specifiche eccezioni. Nel dettaglio, le dimissioni possono essere presentate, a pena di inefficacia, solo con modalità telematiche su appositi moduli disponibili sul sito del ministero del Lavoro, e trasmessi al datore di lavoro e alla sede territorialmente competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Eccetto i casi in cui la trasmissione del modulo avvenga tramite un intermediario abilitato, l’accesso al portale del ministero del Lavoro è possibile solo se il dipendente possiede il Pin Inps dispositivo ed è già registrato. Se il lavoratore non è già in possesso del Pin Inps deve prima farne richiesta; solo successivamente potrà registrarsi sul portale ClicLavoro per procedere alla compilazione del modulo.

Qui la Guida alle dimissioni telematiche.

Per ogni modulo di dimissioni salvato sono attribuite 2 informazioni identificative:

  • il codice identificativo;
  • la data di trasmissione (marca temporale) corrispondente alla data di sistema rilevata all’atto del salvataggio delle dimissioni/risoluzione consensuale.

Il datore, una volta inviate le dimissioni, riceve il modulo in sola lettura nella propria casella PEC o di posta non certificata; l’Ispettorato nazionale del lavoro riceve una notifica nel proprio cruscotto, a seguito della quale può visionare il modulo.

Data di decorrenza dimissioni telematiche

Qual è la data a partire dalla quale hanno effetto le dimissioni? Sul modulo telematico, quale data di decorrenza delle dimissioni, va indicato il primo giorno di non lavoro. Come precisato nel Manuale dimissioni volontarie dal Ministero del lavoro, difatti, il termine di decorrenza che deve essere riportato nel modulo è quello relativo al primo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Se il dipendente intende svolgere il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato deve calcolare la data di cessazione considerando anche il relativo periodo.

Se, ad esempio, l’azienda riceve le dimissioni del lavoratore in data 6 aprile 2020 e il lavoratore intende lavorare il periodo di preavviso prescritto dal Ccnl, pari nel caso di specie a 20 giorni di calendario:

  • il preavviso inizia a decorrere dal giorno successivo alla presentazione delle dimissioni, cioè dal 7 aprile 2020;
  • in base alle indicazioni del Ccnl, il preavviso si conclude il 26 aprile 2020;
  • di conseguenza, la data da riportare nel modulo di dimissioni è il 27 aprile 2020 (primo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro).

Da questa data iniziano a decorrere i 5 giorni che il datore di lavoro ha per comunicare ai servizi per l’impiego le dimissioni del lavoratore: il datore dovrà dunque inviare una comunicazione Co Unilav cessazione, con causale dimissioni, entro il successivo 1° maggio 2020.

Che cosa succede se il lavoratore recede senza osservare il preavviso?

Se il dipendente rassegna le dimissioni senza osservare il preavviso, il datore è legittimato a operare, sulle spettanze del lavoratore, la trattenuta dell’importo corrispondente alla retribuzione del periodo non lavorato.

Basta la presentazione delle dimissioni perché il rapporto termini?

Il datore, entro 5 giorni dal momento in cui il lavoratore intende porre fine giuridicamente al contratto, deve comunicare ai servizi per l’impiego, con modello UnificatoLav, l’effettiva cessazione del rapporto:

  • la comunicazione obbligatoria è inefficace se non preceduta dall’invio telematico delle dimissioni da parte del dipendente;
  • se le dimissioni vengono revocate (il lavoratore ha 7 giorni di tempo per la revoca, dalla data di invio telematico), il datore deve inviare un’altra comunicazione.

Come cambiare la decorrenza delle dimissioni?

Se, dopo la presentazione delle dimissioni online, il lavoratore e il datore di lavoro si accordano per una data di cessazione diversa da quella comunicata (ad esempio perché il dipendente viene esonerato dal preavviso, o perché è stata indicata una decorrenza sbagliata), non è necessario revocare le dimissioni e presentare una nuova comunicazione online.

La procedura telematica, difatti, sostituisce la vecchia lettera di dimissioni, ma non la comunicazione di cessazione (in ogni caso, la lettera di dimissioni può essere inviata in aggiunta alla procedura telematica).

Datore e lavoratore sono pertanto liberi di accordarsi per modificare la data di decorrenza, dunque la durata del preavviso, senza intervenire sulle dimissioni telematiche.

Sarà poi il datore di lavoro a dover inviare la comunicazione di cessazione, entro 5 giorni dalla data effettiva in cui il rapporto è terminato: non ha alcuna rilevanza, a tal fine, la data indicata nelle dimissioni telematiche.


note

[1] Art.26 D.lgs. 151/2015.


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