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Lo sai che? Mantenimento dei bambini dopo la separazione: se i nonni hanno un reddito più elevato dei genitori

Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2013

Il mio ex marito versa un assegno di mantenimento per i nostri figli di importo modesto, sebbene sia di famiglia benestante e i suoi genitori con cui egli ora vive (ossia i nonni dei bambini) potrebbero permettersi una contribuzione superiore; è possibile chiedere una revisione dell’assegno?

Per legge [1], sono prima di tutto entrambi i genitori tenuti al mantenimento dei figli; solo secondariamente lo sono i nonni e gli altri ascendenti. Pertanto, il fatto che i nonni siano abbienti non incide sull’obbligo di mantenimento gravante su tutti e due i genitori.

In particolare il codice civile stabilisce che “quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”. Dunque, parlando di ascendenti, la legge si riferisce soprattutto ai nonni.

Il contributo dei nonni potrà essere richiesto solo nel caso in cui entrambi i genitori si trovino nell’impossibilità di provvedere con le loro risorse economiche ai bisogni dei figli e non basterà l’inadempimento di solo uno di essi. Ciò significa che, se uno dei due genitori non è in grado di mantenere un figlio, ad esempio perché non ha un lavoro, l’altro genitore è tenuto ad intervenire nel mantenimento con  tutto ciò che possiede.

In particolare, i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli in proporzione ai propri redditi.

Nell’individuazione delle possibilità reddituali dei genitori, va tenuto conto del complesso patrimoniale della persona, costituito non solo dai redditi da lavoro autonomo o subordinato, ma da qualsiasi altra forma di reddito o utilità, come il valore dei beni  mobili o immobili posseduti, le quote di partecipazione in società, i proventi di qualsiasi natura percepiti.

In tal senso, i nonni hanno solo un obbligo sussidiario al mantenimento nei confronti dei nipoti: cioè tale obbligo si concretizza soltanto quando entrambi i genitori non abbiano mezzi per provvedere al mantenimento.

Inoltre, il supporto economico richiesto ai nonni non dovrà essere necessariamente quello occorrente a coprire in modo integrale le esigenze dei nipoti, ma potrà anche essere semplicemente quello necessario a integrare la somma occorrente per le loro necessità primarie, rispetto a quanto già versato dai genitori.

Per esempio, se attualmente la madre, con i propri redditi e col contributo versatole dal padre del bambino, è in grado di provvedere ai bisogni del minore, non potrà chiedere per legge alcun contributo ai nonni.

Se, al contrario, sia in grado di dimostrare al giudice, carte alla mano, che i redditi suoi e dell’ex compagno, da soli, non siano sufficienti a far fronte alle esigenze del bambino e che i nonni hanno la capacità contributiva, allora ci saranno i presupposti per chiedere a questi ultimi un contributo al mantenimento dei nipoti.

Questo perché tutti i nonni, paterni e materni, sono tenuti a concorrere al mantenimento dei nipoti in misura proporzionale al proprio reddito. Ciò significa che, nel caso in cui solo alcuni dei nonni non possano provvedere con i loro redditi alle necessità dei nipoti, l’obbligo rimarrà a carico esclusivamente di quelli che abbiano redditi adeguati all’accollarsi questo onere.

Inoltre, essi potranno essere chiamati a provvedere, anche solo in misura integrativa, fino a quando anche uno solo dei genitori non sia in grado di provvedere al mantenimento dei figli.

Nel proporre la domanda al giudice, bisognerà comunque tenere conto dalle capacità reddituali dei nonni ai quali si chiede il sostegno. Non è possibile chiedere ai nonni delle somme di denaro per i nipoti, quando esse siano a stento sufficienti a per far fronte ai bisogni primari dei primi.

Nel caso in cui il nonno non adempia spontaneamente a questo tipo di contribuzione, il genitore chiunque ne abbia interesse  potrà depositare un ricorso al Presidente del Tribunale ordinario [2] (facendosi assistere da un avvocato) con la richiesta del contributo al mantenimento da parte del nonno. Nell’atto dovrà essere documentata l’impossibilità, anche solo temporanea, a provvedere integralmente ai bisogni della prole da parte di ambo i genitori.

note

[1] Art. 147 e 148 co.1, cod. civ.

[2] Ricorso ex art  148 co.2 cod. civ.


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