Sfruttamento lavoratori agricoli: nuove norme

20 Febbraio 2020
Sfruttamento lavoratori agricoli: nuove norme

Piano triennale del Governo per contrastare il caporalato: previsione dei fabbisogni di manodopera, protezione ed integrazione socio-lavorativa, finanziamenti.

Oggi, il Governo ha varato il primo Piano nazionale contro lo sfruttamento e il caporalato dei lavoratori in agricoltura. Avrà durata triennale, dal 2020 al 2022, prevede interventi concreti già a partire dai prossimi mesi e funzionerà con un meccanismo di “cooperazione di tutti i livelli istituzionali, delle parti sociali e della società civile”, come ha annunciato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha finanziato il programma con 88 milioni di euro, per sottolineare che “legalità e dignità del lavoro sono le priorità dell’azione di governo”.

”Per la prima volta lo Stato si dà un metodo preciso per la prevenzione e il contrasto del fenomeno” del caporalato, annuncia la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che sottolinea all’agenzia stampa Adnkronos come le nuove norme “segnano un fondamentale punto di svolta e consentono la piena attuazione della legge per la repressione e prevenzione”.

Gli obiettivi

“La parola d’ordine su cui il Piano si articola è coordinamento e integrazione. Sono necessarie azioni coordinate, soprattutto in alcune aree di emergenza, alloggi, trasporti, intermediazione legale del lavoro, controlli. Se si interviene solo su uno di questi aspetti, si rischia di fallire l’obiettivo, perché la rete criminale continua ad offrire i servizi mancanti”, spiega Teresa Bellanova.

”Se finora la legge ha funzionato in modo importante sul piano della repressione”, prosegue la ministra dell’Agricoltura, ”adesso la priorità è intervenire dando protezione alle persone, ai lavoratori italiani e stranieri a cui vengono negati diritti elementari, come le numerose e importanti operazioni della magistratura e delle forze dell’ordine ci dicono”. Contemporaneamente, ed è obiettivo strategico del Piano, aggiunge, “dobbiamo dare risposte alle legittime aspettative di migliaia di aziende agricole oneste, che chiedono forme più efficienti per reperire manodopera legale”.

Gli interventi previsti

Non è un caso che il Piano abbia come prima azione prioritaria la redazione di un calendario dei fabbisogni della manodopera agricola, ma il sistema si coordina in diverse azioni e strategie di intervento. Partendo da una mappatura dei territori e dei fabbisogni di manodopera agricola, il Piano affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo, seguendo quattro assi strategici, declinati in 10 azioni prioritarie.

I quattro pilastri che sorreggeranno il sistema di contrasto allo sfruttamento del lavoro sono: prevenzione, vigilanza e contrasto, protezione e assistenza e reintegrazione socio-lavorativa.

Le 10 azioni individuate per concretizzarlo sono le seguenti:

  1. innanzitutto, mettere in atto un sistema informativo con calendario delle colture, dei fabbisogni di manodopera e altri dati e informazioni sviluppato e utilizzato per la pianificazione, gestione e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo;
  2. varare interventi strutturali, investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti migliorano il funzionamento e l’efficienza del mercato dei prodotti agricoli;
  3. rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità, l’espansione del numero delle imprese aderenti e l’introduzione di misure per la certificazione dei prodotti che migliorano la trasparenza e le condizioni di lavoro del mercato del lavoro agricolo;
  4. pianificare i flussi di manodopera e il miglioramento dell’efficacia e della gamma dei servizi per l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro agricolo per prevenire il ricorso al caporalato e ad altre forme d’intermediazione illecita;
  5. pianificazione e attuazione di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo in alternativa a insediamenti spontanei e altri alloggi degradanti;
  6. pianificazione e realizzazione di soluzioni di trasporto per migliorare l’offerta di servizi adeguati ai bisogni dei lavoratori agricoli;
  7. varo di una campagna di comunicazione istituzionale e sociale per la prevenzione e sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo;
  8. promozione del lavoro dignitoso e il rafforzamento delle attività di vigilanza e contrasto allo sfruttamento lavorativo;
  9. pianificazione e attuazione di un sistema di servizi integrati (referral) per la protezione e prima assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura e rafforzamento degli interventi per la loro reintegrazione socio-lavorativa;
  10. realizzazione di un sistema nazionale per il reinserimento socio-lavorativo delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Sarà la Direzione generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a coordinare l’attuazione del Piano e a ripartire gli stanziamenti nei vari fondi di intervento.

L’opinione dei sindacati

I sindacati promuovono il Piano triennale del governo contro il caporalato. ”Guardiamo con soddisfazione al piano redatto anche con la partecipazione delle parti sociali”, dicono in un comunicato congiunto le sigle confederali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al termine del tavolo con il governo, giudicando “corale” e “ambizioso” il documento “che affronta in modo organico le tante problematiche che si sovrappongono nelle azioni di prevenzione e contrasto del caporalato”.

“È stato avviato il percorso giusto, ora si può alzare l’asticella delle battaglie contro lo sfruttamento, nessuno ha più alibi per non agire”, proseguono i sindacati, sollecitando “tutte le istituzioni preposte ad attivarsi immediatamente per passare dalle parole si alle azioni concrete”.

Per i sindacati, si legge nella nota unitaria, “va affrontata in particolare la condizione di tanti migranti divenuti irregolari, che quando lavorano lo fanno in nero e non possono avvalersi degli strumenti offerti dallo Stato. Ne sono stimati 400 mila sfruttati e non si può continuare a fare finta di niente: a queste persone va riconosciuta dignità, va data la possibilità di emergere nella legalità”.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube