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Cane in ufficio: cosa prevede la legge

22 Maggio 2020 | Autore:
Cane in ufficio: cosa prevede la legge

Quando è consentito portare il proprio cane in ufficio e quali sono le regole da rispettare.

Sei andato a vivere da solo ed hai portato il tuo cane con te. I tuoi impegni lavorativi ti costringono a stare fuori di casa per gran parte della giornata. E se decidessi di portare il cane con te a lavoro? Si tratta di un’opportunità concreta ma non sempre realizzabile. Cerchiamo di fare chiarezza e di spiegare cosa prevede la legge riguardo la possibilità di portare il cane in ufficio.

Cane in ufficio: è lecito?

Al momento, in Italia, non esiste una specifica normativa che disciplini la presenza del proprio cane sul posto di lavoro, né tanto meno che la vieti. Sono le singole aziende a decidere se è possibile o meno portare il proprio cane in ufficio, nonché a stabilire quali sono le regole da rispettare.

Cane in ufficio: quali sono le regole da seguire

La prima cosa da garantire, sia al cane sia ai colleghi, è la sicurezza.

Per portare il cane in ufficio è necessario, innanzitutto, rispettare le disposizioni in vigore che regolamentano la permanenza dell’animale in luoghi chiusi [1]. Queste regole stabiliscono che nelle aree comuni il proprietario del cane deve sempre avere a disposizione una museruola ed un guinzaglio della lunghezza massima di un metro e mezzo.

Sempre secondo la normativa in vigore, il cane deve essere registrato presso l’anagrafe canina attraverso l’applicazione di un microchip.

Secondo le linee guida fornite dall’associazione mondiale dei veterinari, è indispensabile che il cane sia stato sottoposto ai vaccini obbligatori e sia in regola con i trattamenti antiparassitari interni ed esterni.

Infine, per portare il cane in ufficio, devi stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile per danni contro terzi eventualmente causati dal proprio animale. Alcune aziende potrebbero richiedere, in aggiunta, il possesso del patentino di “buon conduttore cinofilo”.

Cane in ufficio: come comportarsi

Se l’azienda per cui lavori ti consente di portare il tuo cane in ufficio, dovrai adottare alcune semplici accortezze in modo da evitare che il tuo amico a quattro zampe possa causare dei danni. Dunque, è opportuno osservare un codice di condotta che rispetti i bisogni di coloro che lavorano con te, compreso il tuo cane, così da evitare litigi e persino eventuali problemi legali.

Il cane non deve disturbare o distrarre i colleghi. E’ consigliabile tenere il cane nel proprio ufficio e creare un ambiente all’interno del quale potrà muoversi liberamente. Dovrai individuare uno spazio in cui posizionare la ciotola dell’acqua e quella del cibo.

Il tuo cane deve essere sempre pulito, così come dovrà esserlo anche il tuo ufficio.

L’ingresso del cane è vietato in specifiche aree, come ad esempio i bagni, le sale riunioni o le sale da pranzo. Assicurati di rispettare questo divieto, altrimenti potresti subire dei provvedimenti disciplinari che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero sfociare in un licenziamento.

Se nel tuo luogo di lavoro sono presenti dei colleghi allergici o delle persone che hanno paura dei cani, per evitare conflitti e tensioni che potrebbero avere ripercussioni sul lavoro, pianifica con loro la presenza del tuo cane in ufficio. In caso di soggetti allergici, utilizza tutte le precauzioni necessarie al fine di evitare la contaminazione degli ambienti; se ciò non fosse possibile, evita di portare il cane in ufficio.

Ovviamente, non portare il cane di nascosto in ufficio. Questo comportamento potrebbe costarti il licenziamento e il verificarsi di situazioni spiacevoli.

Cane in ufficio: la responsabilità del padrone

Secondo quanto stabilito dalla legge [2], il proprietario risponde dei danni provocati dall’animale. In termini tecnici, si tratta di un caso di responsabilità oggettiva. Per essere liberato da qualsiasi responsabilità, il proprietario deve dimostrare che il danno è stato provocato da un evento imprevedibile ed inevitabile.

Come in tutti i casi di responsabilità per danni, anche in questa ipotesi, deve esserci una connessione causale tra il comportamento dell’animale e il danno provocato a persone o a cose. Pertanto, in caso di morsi, graffi o danni provocati ad oggetti, ti troverai a dover risarcire i danni causati dal tuo animale.

Cane in ufficio: benefici

Secondo alcuni studi, il cane in ufficio è considerato una presenza positiva da cui ne trae beneficio tutto l’ambiente lavorativo. Migliora l’umore, il clima sul luogo di lavoro è più sereno e la produttività aumenta.

Addirittura, è stato provato che con la presenza di un cane diminuisce il tasso di assenteismo sul lavoro e si tende a stare in ufficio più a lungo. Alla luce di ciò, sempre più aziende stanno valutando di concedere questa possibilità ai propri lavoratori.

La situazione in Italia

Anche se negli ultimi tempi sempre più aziende stanno aprendo le porte agli animali, possiamo affermare che in Italia la possibilità di portare il proprio animale in ufficio è ancora in una fase di sperimentazione.  Ciò dipende dalla mancanza di una specifica normativa in materia e dalla facoltà concessa ai datori di lavoro di ammettere o meno gli animali sul posto di lavoro.

note

[1] Ministero della Salute, ord. del 13.07.2016

[2] Art. 2052 cod. civ.


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