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Si può lasciare un cane libero in condominio?

20 Febbraio 2020
Si può lasciare un cane libero in condominio?

Come tutelarsi dagli animali domestici lasciati liberi di camminare nel giardino o nel cortile condominiale.

Una persona che vive nel tuo stesso condominio ha un cane che spesso lascia libero di passeggiare nel cortile. Tu, invece, hai un gatto ed anche lui è solito uscire di casa per sgranchirsi le zampe. I due animali, di tanto in tanto, si incontrano per le scale. Le tradizionali scene comiche dei cartoni animati, in quel momento, si materializzano e il povero felino è costretto a darsela a gambe levate per non trovarsi con un morso addosso. Come puoi tutelarti ed agire in un caso del genere? Si può lasciare un cane libero in condominio? Come tutelarsi per gli animali domestici in condominio?

La questione non interessa solo te. Ci sono delle persone anziane che temono di cadere perché spinte dal quadrupede quando corre, magari proprio mentre sta cercando di acchiappare il tuo gatto. Insomma, la lite dei due animali si sta trasformando in una questione condominiale. Cosa fare in ipotesi del genere? Cerchiamo di fare chiarezza sul punto.

Si possono tenere animali in condominio?

Partiamo da un punto fermo: il condominio non può vietare, né a te, né al proprietario del cane, di tenere animali in casa. Lo prevede la riforma del condominio del 2012. Secondo la giurisprudenza, solo un regolamento approvato all’unanimità – ossia con il voto di tutti i condomini – potrebbe stabilire diversamente. Eventuali clausole ostative passate con il voto della sola maggiorana, quindi non hanno valore.

Dove può andare un cane in condomino?

Se è vero che il proprietario del cane (al pari del proprietario del gatto) è libero di tenere l’animale in casa propria, è altresì libero di portarlo negli spazi comuni come il giardino, il garage, il pianerottolo, le scale. Di tali aree, infatti, egli è comproprietario secondo i propri millesimi.

Altrettanto non si può impedire al cane di prendere l’ascensore facendo le scale a piedi. Un veto di questo tipo imporrebbe anche al proprietario di usare i gradini e non tutti sono in grado di farlo (per condizioni di salute, di allenamento o di età) onde evitare che l’animale si dia alla fuga o crei problemi agli altri condomini. 

Cane e gatto in condominio litigano: chi ha ragione?

Il fatto che l’animale sia libero di andare nel cortile o nel giardino condominiale non toglie, però, che la responsabilità per le sue condotte resti sempre in capo al proprietario. Quest’ultimo, in particolare, deve fare in modo che il cane o il gatto non creino danni ad altri animali o agli altri condomini. In che modo? Accompagnandoli e seguendoli al passo. Nei casi più pericolosi, il cane dovrà essere legato al guinzaglio o avere la museruola. Fermo restando che non si può impedire a un cane di stare nel cortile (salvo diversa disciplina nel regolamento) si può, tuttavia, obbligare il padrone a stargli accanto. Stesso discorso per il gatto.

Il principio della responsabilità oggettiva di chi ha in custodia un animale è stabilito dall’articolo 2052 cod. civ. In base ad esso, solo un caso fortuito – ossia imprevedibile e inevitabile – esonera dalla colpa. Quindi se il cane azzanna il gatto, ne risponde il padrone del primo, il quale non può scusarsi col fatto che il felino era a sua volta libero: si tratta di una eventualità che rientra nel comune rischio preventivatile ed evitabile con una normale diligenza. 

Lo stesso dicasi per il titolare del gatto che, se anche di taglia molto più piccola del “collega” quadrupede, potrebbe comunque procurare danni a cose o persone. 

Dunque, se cane e gatto litigano in condominio e magari si mettono a correre, di chi è la colpa? La colpa, a ben vedere, è di entrambi i proprietari che hanno lasciato liberi i due animali.

In ogni caso, se il cane dovesse far male al gatto, il padrone del primo dovrà risarcire il padrone del secondo, e viceversa. 

Animali domestici liberi in condominio: come tutelarsi

Per evitare di incorrere in eventuali responsabilità per l’animale domestico lasciato libero in condominio bisogna sempre avere cura di accompagnarlo e di non far sì che questo esca fuori dal proprio campo visivo e di controllo, in modo da poter intervenire tempestivamente se dovesse procurare un danno a una persona o a un altro animale.

Viceversa, per tutelare il proprio animale (ad esempio, il gatto) da un altro animale domestico lasciato libero (ad esempio, il cane), bisognerà diffidare il titolare con una raccomandata a.r. dal lasciare libero il proprio quadrupede. In caso di mancato adempimento alla diffida si può procedere con un ricorso in via d’urgenza al tribunale, affinché sia lo stesso giudice a intimare al padrone del cane di accompagnarlo nelle sue passeggiatine quotidiane. 


note

Autore immagine https://it.depositphotos.com/


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1 Commento

  1. Sono stata costretta a fare una colonia felina in quanto qualcuno nel condominio portava ed abbandonava i gatti proprio da me:ho un giardino interno dove ogni tanto transitano dei gatti.
    Il proprietario del complesso immobiliare che è anche un condomino prima aveva 4 cani che non faceva uscire, 3 sono morti e ne è rimasta una sola che oltre ad avergli messo un collare elettronico, ora la lascia libera di scorazzare sul piazzale condominiale; la povera bestia per sua fortuna è tranquilla e di solito si nasconde ma non sempre.
    Cosa fare in questo caso?

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