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Separazione: l’addebito può essere anche a carico di entrambi i coniugi

23 Settembre 2013
Separazione: l’addebito può essere anche a carico di entrambi i coniugi

Se i comportamenti di entrambi i coniugi sono stati tanto gravi da determinare contemporaneamente la crisi del matrimonio, l’addebito viene pronunciato a carico di entrambi e gli effetti risarcitori vengono annullati.

Non è detto che, nel procedimento di separazione, l’addebito (ossia la responsabilità) debba essere necessariamente attribuito solo a uno dei due coniugi. Al contrario, potrebbero esservi situazioni in cui, contemporaneamente, i comportamenti di entrambi i coniugi siano talmente gravi e contrari ai doveri del matrimonio da essere stati, allo stesso modo, la causa della rottura del rapporto. In tali casi, il giudice può emettere una pronuncia di addebito della separazione a carico di entrambi i coniugi.

A stabilire questa possibilità è stata la Cassazione, in una sentenza della scorsa estate.

Alla corda della ragione non si dà mai un taglio netto da un solo lato: anzi, la co-responsabilità è, generalmente, tipica dei rapporti di matrimonio. Ciò nonostante, le sentenze di separazione e divorzio si chiudono, assai spesso, con l’attribuzione dell’intera colpa del fallimento del legame a carico di uno solo dei coniugi.

Ma ci sono le eccezioni. È ben possibile, infatti, che entrambi gli sposi si siano comportati in modo tale aver determinato il fallimento del matrimonio.

La conseguenza, in questi casi, è che non vi potranno essere gli effetti tipici dell’addebito a carico solo di uno dei coniugi.

Ricordiamo, dunque, quali sono le conseguenze dell’addebito:

– il coniuge al quale non sia addebitabile la separazione ha diritto a ricevere dall’altro quanto necessario al proprio mantenimento, quando non abbia adeguati redditi propri (attenzione: anche in caso di addebito sussiste sempre l’obbligo degli alimenti);

– il secondo effetto dell’addebito è quello dell’esclusione dai diritti di successione in caso di morte di uno dei coniugi durante il periodo di separazione (attenzione: i diritti successori cessano, comunque, con il divorzio, dopo tre anni dalla separazione): il coniuge al quale sia stata addebitata la separazione non ha più diritto a partecipare all’eredità dell’altro (ma, soltanto ad un assegno vitalizio, se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti);

– se la condotta che ha portato all’addebito è particolarmente grave tale da determinare un rilevantissimo danno all’altro coniuge, l’addebito può comportare anche il risarcimento del danno.


note

[1] Cass. sent. n. 16142 del 26.06.2013.


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