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Quali sono i doveri di un bambino

21 Febbraio 2020
Quali sono i doveri di un bambino

I doveri dei figli nei confronti dei genitori.

Essere bravi genitori non è facile. Tuttavia, al giorno d’oggi, è indispensabile educare il bambino ad assumersi le proprie responsabilità. Solo in questo modo, il figlio sviluppa le proprie capacità ed inclinazioni naturali nel rispetto degli altri e di ciò che lo circonda. Si parla spesso dei diritti, ma quali sono i doveri del bambino? Si pensi, ad esempio, al dovere di rispettare i genitori. È importante quindi insegnare al figlio l’importanza dei diritti, ma soprattutto dei doveri per permettergli di avere una crescita equilibrata. Vediamo allora quali sono i doveri del bambino.

La riforma della filiazione

Prima di capire quali sono i doveri del bambino, è importante soffermarci brevemente sulla riforma della filiazione che ha equiparato i figli garantendo loro pari tutela. Oggi, infatti, tutti i figli sono uguali, indipendentemente dal fatto che possano essere nati da genitori sposati oppure da genitori conviventi. In altre parole, non esiste più la distinzione tra figli legittimi e figli naturaliAl fine di tutelare il bambino, quindi, la riforma ha delineato i diritti e i doveri connessi allo loro status.

La responsabilità genitoriale

Quando nasce un figlio, entrambi i genitori concorrono al suo mantenimento, alla sua educazione, alla sua istruzione e così via. Questo complesso di doveri è ciò che, nel linguaggio giuridico, è noto con il termine di responsabilità genitoriale. Tale responsabilità (che ha sostituito la potestà genitoriale) sussiste per il semplice fatto che i genitori abbiano generato il figlio e si esaurisce nel momento in cui il figlio, divenuto maggiorenne, abbia raggiunto l’autosufficienza economica. 

La responsabilità genitoriale viene esercitata dal padre e dalla madre di comune accordo e non viene meno neppure in caso di separazione o divorzio dei genitori. L’unica eccezione è rappresentata dal fatto che se, ad esempio, uno dei due genitori è costretto a trasferirsi temporaneamente all’estero per lavoro, la responsabilità genitoriale sarà esercitata dall’altro genitore in modo esclusivo. Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale, però, deve comunque vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio. 

In caso di disaccordo sul percorso educativo del figlio, ciascun genitore può chiedere un parere al giudice, che si pronuncerà anche dopo aver ascoltato il minore (che ha compiuto 12 anni).

Quali sono i doveri del bambino

Al bambino spettano non solo diritti ma anche doveri. In particolare, si parla del dovere di:

  • rispettare i genitori;
  • convivere con i genitori oppure con il genitore che esercita la responsabilità genitoriale. Il figlio minore, quindi, non può abbandonare la casa dei genitori e, se dovesse farlo, i genitori potrebbero rivolgersi al giudice tutelare;
  • contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia con la quale convive. È chiaro che il figlio è tenuto a questo dovere nel momento in cui raggiunge l’età necessaria per trovarsi un lavoro. Se, ad esempio, il figlio ormai maggiorenne convive con i genitori e ha un lavoro stabile, avrà il dovere di contribuire ai bisogni della famiglia. In casi eccezionali, il figlio può anche essere obbligato a versare gli alimenti (cioè vitto e alloggio) nei confronti dei propri genitori. Tale situazione, tuttavia, scatta esclusivamente nel caso in cui il genitore non sia in grado di procurarsi il proprio sostentamento;
  • prendersi cura dei genitori incapaci di intendere e di volere. In caso di abbandono, il figlio può essere chiamato a rispondere penalmente;
  • andare a scuola ed essere responsabile dei propri studi.

Quali sono i diritti del bambino

I diritti che il bambino acquista fin dal momento della nascita sono quelli relativi:

  • al mantenimento: questo diritto non si limita a quanto è necessario per la crescita e la formazione del bambino, ma deve garantirgli anche un tenero di vita adeguato alle esigenze della famiglia. I genitori, infatti, devono provvedere al mantenimento del figlio in base alle proprie sostanze e alle rispettive capacità di lavoro professionale e casalingo;
  • all’assistenza morale (noto anche come diritto all’amore) nel senso che i genitori devono essere capaci di prendersi cura del bambino e di crescerlo con amore, di sostenerlo, di spronarlo e così via;
  • all’educazione e all’istruzione secondo le proprie capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni. Questo vuol dire che i genitori devono consentire al minore di poter frequentare la scuola e l’università una volta raggiunta la maggiore età;
  • a crescere nella propria famiglia e a mantenere rapporti significativi con i parenti. Ad esempio, il bambino ha diritto di vedere i nonni anche se ci sono problemi familiari;
  • all’ascolto: il bambino di dodici anni, o se di età inferiore purché capace di discernimento, ha diritto ad essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano;
  • all’eredità nei confronti dei genitori senza alcuna distinzione con gli altri figli. Ci sono delle quote prestabilite, anche in assenza di testamento, che vengono divise in maniera proporzionale in presenza di altri fratelli e del genitore superstite;
  • alla bigenitorialità, ovvero il diritto del figlio a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Tale diritto permane anche dopo la separazione o il divorzio;
  • alla religione da osservare, anche qualora i genitori siano in disaccordo;
  • ad accedere alle informazioni che riguardano l’identità e l’origine della famiglia biologica (per i figli adottivi);
  • alla possibilità di agire in giudizio per ottenere il riconoscimento o il disconoscimento della paternità;
  • alla possibilità di agire in giudizio per esperire l’azione di reclamo o di contestazione dello stato di figlio. In entrambi i casi le azioni sono dirette rispettivamente a chiedere il riconoscimento dello status di figlio oppure a contestarlo;
  • a pretendere il mantenimento da parte dei genitori, nel momento in cui non fosse in grado di provvedere da solo e non per colpa sua. Si pensi, ad esempio, allo studente universitario fuori sede oppure al figlio che non riesce ad inserirsi nel mondo del lavoro.

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