Questo sito contribuisce alla audience di
L’esperto | Articoli

Servizio di mensa: ultime sentenze

21 Febbraio 2022
Servizio di mensa: ultime sentenze

Affidamento del servizio di mensa per asili nido, scuole dell’infanzia e primarie; immobili idonei alla preparazione di pasti per servizi di ristorazione collettiva.

Riscossione dei pagamenti della mensa scolastica

In tema di peculato, riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio il titolare di una rivendita di tabacchi abilitato alla riscossione dei pagamenti del servizio di mensa scolastica per conto del Comune, trattandosi di attività che comporta maneggio di denaro pubblico, con i conseguenti obblighi di rendicontazione e poteri certificatori, svolta nell’interesse del soggetto esercente il servizio pubblico di refezione scolastica e costituente una modalità di esplicazione di quest’ultima, attraverso la raccolta dei contributi privati ad essa funzionale.

Cassazione penale sez. VI, 25/03/2021, n.16794

Requisito di esecuzione del contratto

Il possesso di un centro cottura in un appalto per la fornitura del servizio di refezione scolastica si pone non come requisito di partecipazione bensì di esecuzione del contratto, in quanto si tratta di un elemento materialmente necessario per l’esecuzione dell’appalto del servizio di mensa scolastica, come tale legittimamente esigibile verso il concorrente aggiudicatario definitivo come “condizione” per la stipulazione del contratto. In caso contrario si avallerebbe un’impostazione ingiustificatamente restrittiva della concorrenza e irragionevole, perché si imporrebbe a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente, e comunque prima dell’aggiudicazione definitiva, un centro di cottura, reperendo – con evidente onere economico e organizzativo che poi potrebbe risultare ultroneo per chi non risulta aggiudicatario – immobili idonei alla preparazione di pasti per servizi di ristorazione collettiva, sostenendo i connessi investimenti in vista di una solo possibile ma non certa acquisizione della commessa (cfr. Cons. Stato, n. 5929/2017). Ciò a maggior ragione nel caso in cui il bando di gara non prescrive l’immediata disponibilità del centro ma si accontenta di pretendere una dichiarazione impegnativa in tal senso, pur postulando – ad evitare dichiarazioni di tenore generico e non circostanziato – la preventiva individuazione delle caratteristiche dei locali dei quali il concorrente aggiudicatario avrebbe dovuto garantire l’effettiva disponibilità. Così strutturata, non si tratta nemmeno di una clausola c.d. escludente.

Consiglio di Stato sez. V, 30/09/2020, n.5734

Organizzazione del servizio di mensa

Considerato il principio della autonomia scolastica, il Consiglio di istituto è titolare del potere di organizzare il servizio di mensa e ciò comporta che l’Amministrazione scolastica debba dare esplicita motivazione delle ragioni delle proprie determinazioni, con la conseguenza che risulterebbe viziata, per difetto di istruttoria e motivazione, qualsiasi delibera che non abbia considerato le ragioni degli interventi modificativi della regolamentazione del servizio resisi necessari.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 17/03/2020, n.1167

Servizio di mensa scolastica e diritto all’istruzione

Il servizio di refezione scolastica, previsto dal D.M. 31 dicembre 1983, è un servizio locale a domanda individuale, facoltativo (sia per l’ente, libero anche di non erogarlo, sia per l’utenza, libera di non servirsene), non riconducibile al diritto all’istruzione, in quanto meramente strumentale all’attività scolastica.

Consiglio di Stato sez. VI, 06/12/2019, n.6074

Mensa scolastica: scuola primaria e secondaria di primo grado

Gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado non possono invocare un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, da esercitarsi nell’orario della mensa e nei locali scolastici, atteso che l’esercizio di tale diritto deve svolgersi nel contesto delle istituzioni scolastiche, cui spetta, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, di istituire il servizio mensa quale servizio pubblico, a domanda individuale, prestato in favore degli alunni che hanno optato per il “tempo pieno” e “prolungato” quale offerta formativa comprendente la mensa, esercitando così una libertà di scelta educativa dalla quale scaturisce, in attuazione del principio di buon andamento dell’amministrazione pubblica, il loro diritto di partecipare al procedimento amministrativo al fine di influire sulle modalità di gestione del servizio pubblico di mensa, ma non il diritto sostanziale di performare quel servizio secondo le proprie esigenze individuali.

Cassazione civile sez. un., 30/07/2019, n.20504

Mensa scolastica per gli asili nido e le scuole dell’infanzia e primarie

Il servizio di mensa scolastica per gli asili nido e le scuole dell’infanzia e primarie costituisce un servizio pubblico essenziale per cui sussiste il potere dell’autorità amministrativa di intervenire con le misure indicate dall’art. 8, l. 12 giugno 1990, n. 146 per garantire la continuità del servizio ove lo sciopero possa causare un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati.

Consiglio di Stato sez. III, 11/02/2019, n.996

L’appalto del servizio di mensa scolastica

Il disordine amministrativo e una gestione poco lineare e trasparente delle procedure a evidenza pubblica costituiscono terreno fertile per l’infiltrazione della criminalità organizzata. Tutto ciò, assieme ai legami tra alcuni amministratori comunali e ambienti legati alla ‘Ndrangheta, è sufficiente per lo scioglimento del Comune. Ad affermarlo è il Consiglio di Stato che, riformando la pronuncia del Tar Lazio, ha così confermato la legittimità dello scioglimento del Comune di Lamezia Terme.

Nella fattispecie, l’indice di una contiguità mafiosa dell’ente locale era data dal fatto che l’appalto del servizio di mensa scolastica, così come quello di manutenzione delle strade e altri servizi pubblici, erano sempre affidati alle stesse ditte, vicine ad ambienti criminali, attraverso procedure di favoritismo con affidamenti diretti o proroghe al di là delle ipotesi consentite dal codice degli appalti.

Consiglio di Stato sez. III, 26/09/2019, n.6435

Agevolazione tariffaria per il servizio di mensa scolastica

Ove l’interpretazione letterale sia sufficiente ad individuare, in modo chiaro ed univoco, il significato e la portata precettiva di una norma di legge o regolamentare, l’interprete non deve ricorrere al criterio ermeneutico sussidiario della “mens legis”, il quale solo nel caso in cui, nonostante l’impiego del criterio letterale e del criterio teleologico singolarmente considerati, la lettera della norma rimanga ambigua, acquista un ruolo paritetico e comprimario rispetto al criterio letterale, mentre può assumere rilievo prevalente nell’ipotesi, eccezionale, in cui l’effetto giuridico risultante dalla formulazione della disposizione sia incompatibile con il sistema normativo, non essendo, invece, consentito all’interprete correggere la norma nel significato tecnico proprio delle espressioni che la compongono nell’ipotesi in cui ritenga che tale effetto sia solo inadatto rispetto alla finalità pratica della norma stessa.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, ritenendo inidoneo ad escludere i requisiti reddituali necessari per ottenere un’agevolazione tariffaria per il servizio di mensa scolastica il fatto, previsto da una disposizione di un regolamento comunale, del “possesso, a titolo di proprietà o di utilizzo”, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, di un’autovettura di cilindrata superiore a 2.500 c.c., ha circoscritto il significato della norma assegnando alle parole “proprietà” e “possesso” il senso di appartenenza o godimento individuale esclusivo).

Cassazione civile sez. III, 04/10/2018, n.24165

Servizio di mensa scolastica

L’utilizzo nella mensa scolastica di stoviglie in porcellana e vetro anziché in plastica è fattore premiante nella gara per l’affidamento del servizio di refezione.

Consiglio di Stato sez. V, 22/09/2017, n.4450

L’esecuzione del contratto di appalto del servizio di mensa scolastica

Il possesso di un centro di cottura per le emergenze costituisce non tanto un requisito di partecipazione quanto un elemento materialmente necessario per l’esecuzione del contratto di appalto del servizio di mensa scolastica. Dunque è legittimamente esigibile verso il concorrente aggiudicatario definitivo come condizione per la stipulazione del contratto, perché è in quel momento che si attualizza per l’amministrazione l’interesse a che il contraente abbia a disposizione una struttura per assicurare la continuità del servizio in ipotesi di malfunzionamento di quella ordinariamente prevista per la preparazione dei pasti.

L’opposta tesi appare ingiustificatamente restrittiva della concorrenza e irragionevole, nella misura in cui impone a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente, e comunque prima dell’aggiudicazione definitiva un centro di cottura d’emergenza autorizzato: dunque di reperire, con evidente onere economico e organizzativo che poi potrebbe risultare ultroneo per chi non risulta aggiudicatario, immobili idonei alla preparazione di pasti per servizi di ristorazione collettiva, sostenendo i connessi investimenti in vista di una solo possibile ma non certa acquisizione della commessa.

Prima dell’aggiudicazione, considerata l’alea della gara, è in realtà sufficiente, anche ai fini del rispetto della par condicio, che vi sia una formale dichiarazione di impegno del concorrente a procurarsi tempestivamente un centro di cottura per le emergenze, sulla cui base la stazione appaltante possa poi pretendere a pieno diritto che sia acquisita la disponibilità effettiva della struttura, ai fini della stipula e della successiva esecuzione del contratto d’appalto.

Consiglio di Stato sez. V, 18/12/2017, n.5929

Centro di cottura per le emergenze

Il possesso di un centro di cottura per le emergenze costituisce non tanto un requisito di partecipazione quanto un elemento materialmente necessario per l’esecuzione del contratto di appalto del servizio di mensa scolastica.

Dunque è legittimamente esigibile verso il concorrente aggiudicatario definitivo come condizione per la stipulazione del contratto, perché è in quel momento che si attualizza per l’amministrazione l’interesse a che il contraente abbia a disposizione una struttura per assicurare la continuità del servizio in ipotesi di malfunzionamento di quella ordinariamente prevista per la preparazione dei pasti.

L’opposta tesi appare ingiustificatamente restrittiva della concorrenza e irragionevole, nella misura in cui impone a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente, e comunque prima dell’aggiudicazione definitiva un centro di cottura d’emergenza autorizzato: dunque di reperire, con evidente onere economico e organizzativo che poi potrebbe risultare ultroneo per chi non risulta aggiudicatario, immobili idonei alla preparazione di pasti per servizi di ristorazione collettiva, sostenendo i connessi investimenti in vista di una solo possibile ma non certa acquisizione della commessa.

Prima dell’aggiudicazione, considerata l’alea della gara, è in realtà sufficiente, anche ai fini del rispetto della par condicio, che vi sia una formale dichiarazione di impegno del concorrente a procurarsi tempestivamente un centro di cottura per le emergenze, sulla cui base la stazione appaltante possa poi pretendere a pieno diritto che sia acquisita la disponibilità effettiva della struttura, ai fini della stipula e della successiva esecuzione del contratto d’appalto.

Consiglio di Stato sez. V, 18/12/2017, n.5929

Voti di condotta: insufficienza per non aver partecipato alla mensa scolastica

La graduazione dei voti di condotta risponde alla esigenza di rendere ciascun allievo consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e delle eventuali sanzioni, nell’ottica della funzione di formazione globale che è riconosciuta alla istituzione scolastica.

La funzione educativa del voto di condotta viene, di contro, travisata quando viene attribuito un giudizio di disvalore ad una condotta, ritenuta violativa delle regole, che, tuttavia, non è attribuibile volitivamente al suo autore, nella specie ai bambini che non hanno capacità di autodeterminarsi rispetto a decisioni prese dai soggetti (siano gli stessi genitori o terzi), che sui medesimi minori esercitano una qualsiasi forma di autorità.

Nella specie, gli allievi sanzionati con il sette in condotta, di età compresa tra i dieci ed i dodici anni, non hanno partecipato alla mensa scolastica per ragioni da essi non determinate né volute, perché riferibili alla volontà dei propri genitori, che a loro volta hanno ritenuto di prendere posizione rispetto alle determinazioni degli organi scolastici sulla organizzazione del servizio di mensa. Con un evidente sviamento, alla sanzione è stata in concreto attribuita una funzione del tutto diversa da quella sua tipica, mirando a sanzionare la reazione dei genitori a scelte organizzative da loro non condivise e a prospettare quali sarebbero state le conseguenze nel caso di ulteriore mancata condivisione in futuro di analoghe scelte organizzative.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 24/11/2017, n.954

Cucina centralizzata e centrale termica di una mensa scolastica

Non é configurabile il reato di cui ex art. 340 c.p. nell’ipotesi in cui il servizio pubblico nel suo complesso continui a funzionare regolarmente adempiendo allo scopo per il quale é stato predisposto; il fatto che una singola prestazione non sia stata resa adeguata alle condizioni ottimali attraverso le quali potrebbe essere effettuata non può fare ritenere sussistente la fattispecie delittuosa in questione, perché non interrompe il pubblico servizio, semmai ne compromette l’economicità e l’efficienza.

Questo vale, a fortiori, relativamente a servizi nei quali gli scopi possono essere raggiunti con modalità non predeterminate e rigide ma – entro certi limiti – variegate, come avviene nel caso della preparazione dei pasti in una mensa pubblica (esclusa, nella specie, la responsabilità dell’imputata, responsabile unico del procedimento per la realizzazione di una cucina centralizzata e centrale termica di una mensa scolastica di una scuola di infanzia, accusata per la sua inerzia della mancata realizzazione dell’opera).

Cassazione penale sez. VI, 17/02/2016, n.9422

Gara per l’affidamento del servizio di mensa scolastica

In tema di gara per l’affidamento del servizio di mensa scolastica, non è illegittima, sotto il profilo dell’impossibilità di formulazione di un’offerta seria e adeguata, la clausola del capitolato speciale che riserva alla scuola la facoltà di apportare, a suo insindacabile giudizio, variazioni sia al numero dei pasti, sia alle sedi delle sale mensa da servire, sia alle sedi dei centri cucina, senza che tali variazioni incidano sul corrispettivo unitario pattuito, perché il servizio di mensa scolastica è fondato su una stima soltanto presuntiva del numero di pasti da erogare, non preventivabili numericamente “ex ante”, se non in via puramente statistica, in ragione delle oscillazioni del numero degli iscritti e delle presenze giornaliere degli alunni fruitori.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 19/03/2013, n.644

Servizio di mensa: le quote corrisposte dagli alunni

Le quote corrisposte dagli alunni per fruire del servizio di mensa devono determinarsi tenendo loro conto delle condizioni economiche del nucleo familiare e non della residenza.

Corte Conti, (Lombardia) sez. reg. contr., 29/03/2007, n.4



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube