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Instagram: ultime sentenze

12 Maggio 2021
Instagram: ultime sentenze

Frase offensiva pubblicata su Instagram; quantificazione del danno; immagini pubblicate da una blogger sul proprio account raffiguranti cosmetici di una nota azienda; trasparenza della comunicazione commerciale.

Instagram: violenza sessuale

Nella violenza sessuale commessa mediante strumenti telematici di comunicazione a distanza, la mancanza di contatto fisico tra l’autore del reato e la vittima non è determinante ai fini del riconoscimento della circostanza attenuante del fatto di minore gravità (fattispecie relativa all’invio di messaggi di Whatsapp allusivi e sessualmente espliciti ad una ragazza, minore di età, costretta a scattarsi foto sotto la minaccia di pubblicare la chat su Instagram e su pagine hot).

Cassazione penale sez. III, 02/07/2020, n.25266

Affermazioni diffuse via Instagram 

Sussistono i presupposti per l’adozione di idonee misure cautelari volte a eliminare, nelle more del procedimento innanzi all’AGCM, le affermazioni diffuse attraverso Instagram e siti web sulle capacità “antivirali”, disinfettanti, di prevenzione di infezioni respiratorie e del contagio da coronavirus, possedute da prodotti cosmetici ed integratori, grazie a ”principi attivi che manifestano capacità antimicrobica, specie nei confronti di alcune patologie e microorganismi in grado di scatenare infiammazioni nelle vie respiratorie e nei polmoni”.

In particolare, quanto al fumus boni iuris, viene in rilievo il fatto che il professionista adotti modalità di vendita del prodotto che appaiono ingannevoli e aggressive, in spregio ai diritti dei consumatori, anche alla luce della particolare emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19.

L’ingannevolezza emerge altresì dal fatto che proprietà “disinfettanti” possono essere attribuite soltanto a prodotti che siano stati qualificati Presidi Medico-chirurgici dal Ministero della Salute o abbiano una analoga certificazione comunitaria. Sotto il profilo del periculum in mora, occorre tenere conto, invece, dell’elevato grado di offensività che i mezzi di comunicazione presentano, laddove diretti a convincere i consumatori italiani degli effetti preventivi dei prodotti pubblicizzati e commercializzati.

Garante concorr. e mercato, 22/03/2020, n.28178

Diffusione via Instagram del marchio notorio altrui

Costituisce uso illecito del marchio notorio altrui la diffusione non autorizzata da parte dell’influencer tramite il proprio profilo Instagram di video e immagini raffiguranti il marchio notorio, pur a scopo diverso da quello di contraddistinguere prodotti o servizi, quando tali immagini assumano un significato pubblicitario e siano idonee a generare un indebito vantaggio all’utilizzatore o un pregiudizio a danno del titolare del marchio.

Tribunale Genova Sez. spec. Impresa, 04/02/2020, n.15949

Diffamazione su Instagram

Non è punibile ai sensi dell’art. 595 co. 3, c.p. chi pubblica sui social network commenti offensivi ad un video riguardante un comportamento che costituisce palesemente fatto ingiusto, in quanto tali condotte sono giustificate dal disposto dell’art. 599 c.p., applicandosi dunque l’esimente della provocazione.

(Nel caso di specie, la procura chiede l’archiviazione del procedimento relativo ad una nota influencer che presenta denuncia a seguito di diffamazioni ricevute su Instagram in risposta ad un video di un in cui la stessa invocava l’intervento nazista in occasione di un gay pride).

Procura della Repubblica Milano, 18/10/2019

Instagram: pubblicazione di una foto

È possibile assolvere per la non punibilità del fatto ex articolo 131 bis del codice penale se si tratti di una condotta bagattellare non abituale da parte di un soggetto incensurato e il cui danno e assolutamente esiguo.

(Nel caso di specie l’imputato aveva confessato che in un momento di rabbia conseguente l’atteggiamento della sua ex fidanzata che lo aveva tradito in maniera ostentata aveva pubblicato su un profilo instagram una foto provocante di lei assicurandosi però di coprire con simboli grafici le zone intime (emoticons) e subito dopo si pentiva tanto da cancellare la pubblicazione bloccare il profilo).

Tribunale Milano, 06/03/2019, n.667

Reiterata pubblicazione di foto o messaggi 

Integra l’elemento materiale del delitto di atti persecutori la condotta di chi reiteratamente pubblica sui “social network” foto o messaggi aventi contenuto denigratorio della persona offesa – con riferimenti alla sfera della sua libertà sentimentale e sessuale – in violazione del suo diritto alla riservatezza.

Corte di Cassazione, Sezione 5, Penale, Sentenza, 12/06/2019, n. 26049

Foto di minori inserite sui social network

L’inserimento di foto di minori sui social network è un comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line. Tra l’altro, non va sottaciuto l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che “taggano” le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati. Il pregiudizio per il minore è dunque insito nella diffusione della sua immagine sui social network.

Nella fattispecie, avente ad oggetto la pubblicazione di foto di minori da parte della nuova compagna del padre degli stessi, si riteneva fondato il ricorso promosso dalla madre dei bambini, con conseguente condanna della resistente alla rimozione, dai propri profili social, delle immagini relative ai minori ed alla contestuale inibitoria dalla futura diffusione di tali immagini, in assenza del consenso di entrambi i genitori come richiesto dalla stessa normativa comunitaria ed italiana e come espressamente previsto a seguito del divorzio tra i genitori degli stessi.

Tribunale Rieti, Civile, Sentenza, 7/03/2019

Pubblicazione di una frase offensiva su Instagram

Ai fini della concreta quantificazione del danno deve considerarsi l’ipotesi in cui la frase offensiva sia stata pubblicata su Instagram, ossia su un social network di larga diffusione. Si tratta di un’ipotesi di diffamazione aggravata con altro mezzo di pubblicità – anziché con il mezzo della stampa – ai sensi dell’art. 595 comma 3 c.p. in quanto rientrante in una categoria più ampia, comprensiva di tutti quei sistemi di comunicazione e, quindi, di diffusione – dai fax ai social media – che, grazie all’evoluzione tecnologica, rendono possibile la trasmissione di dati e notizie ad un consistente numero di persone.

Tribunale Milano sez. I, 21/08/2018, n.8738

Instagram: pubblicazione di immagini di cosmetici

Le immagini pubblicate da una blogger sul proprio account Instagram raffiguranti cosmetici di una nota azienda (peraltro, in esecuzione di uno specifico contratto di collaborazione in essere con quest’ultima) costituiscono contenuti eminentemente promozionali dei prodotti e del brand rappresentati che, in assenza di elementi idonei ad identificare tale comunicazione come commerciale, risultano in contrasto con l’art. 7 del CAP.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 25/07/2018, n.58

Trasparenza della comunicazione commerciale

Per selezionare i soggetti ai quali una determinata comunicazione pubblicitaria è imputabile è necessario considerare l’ente che ha deciso e gestito l’iniziativa e, per converso, è irrilevante l’identità dell’ente o degli enti, eventualmente autonomi sul piano giuridico formale, che risultano parti degli atti e dei rapporti nei quali l’iniziativa si è tradotta.

Rileva, altresì, che fra l’autore della comunicazione e l’inserzionista che ne trae obiettivo beneficio intercorra (se non uno specifico rapporto di committenza) una relazione significativa (cd. material connection), per cui la comunicazione sia obiettivamente riferibile al secondo, che risulterà quindi passivamente legittimato senza che sorga in ogni caso una necessità di estensione del contraddittorio a soggetti diversi ai fini di una pronuncia valida e vincolante.

Della violazione del C.a. dovrà rispondere l’inserzionista, sia direttamente per fatto proprio, avendo concorso alla decisione e gestione della comunicazione in discorso, che indirettamente, a titolo oggettivo, per il fatto dell’ausiliario.

La clausola di accettazione del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale costituisce inequivocabilmente, dopo oltre cinquant’anni di attività dello IAP, una clausola d’uso, che ove non sia espressamente esclusa integra automaticamente ed implicitamente, ex art. 1340 c.c., ogni contratto di pubblicità che l’inserzionista, vincolato al rispetto del codice, perfezioni con soggetti non vincolati.

Nel caso di specie nessun accorgimento è stato adottato per rendere edotti i followers dell’artista della natura pubblicitaria dell’endorsement, che non era di per sé immediatamente evidente agli occhi del consumatore medio, né a fortiori agli occhi del più vulnerabile consumatore-follower. Resi edotti dell’esistenza a monte di una “material connection” dell’endorser con l’inserzionista, e quindi della natura pubblicitaria dell’endorsement, i consumatori attribuirebbero un peso e una credibilità diversi all’endorsement, risultando così salvaguardata la loro libertà di autodeterminazione economica.

La trasparenza della comunicazione commerciale prescritta dall’art. 7 C.a. costituisce uno dei tre pilastri concettuali e normativi su cui si fonda la repressione autodisciplinare dell’illecito pubblicitario online e offline, in concorso con i principi di correttezza e non ingannevolezza.

La Digital Chart dello IAP non è di per sé immediatamente vincolante ma indica gli accorgimenti che rendono la comunicazione commerciale facilmente riconoscibile come tale agli occhi del consumatore medio e pertanto rispettosa del precetto di trasparenza fissato dall’art. 7 C.a., esso sì immediatamente vincolante per tutti gli aderenti al sistema dell’autodisciplina nonché per coloro che hanno accettato di osservare il C.a. in relazione a singole comunicazioni commerciali.

Il giudizio autodisciplinare è volto a dettare disposizioni affinché una campagna non conforme al C.a., pur se cessata, non sia riproposta nelle medesime forme. Inoltre, scopo primario della giurisdizione autodisciplinare è quello di valutare la liceità della pubblicità per orientare la condotta degli operatori di settore, assumendo la decisione del Giurì anche una funzione esemplare, di orientamento didascalico e di contributo alla crescita di una comune cultura pubblicitaria.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 26/06/2018, n.45

Pubblicazione di un’immagine manipolata su Instagram

Integra una violazione dell’articolo 8 della Cedu, che tutela il diritto al rispetto della vita privata, incluso quello alla reputazione, la pubblicazione di un’immagine manipolata sul social network Instagram. Ad affermarlo è la Corte europea dei diritti dell’Uomo, per la quale la tutela della reputazione va assicurata anche a chi subisce accuse diffamatorie su Instagram, attraverso la manipolazione di un’immagine.

A rivolgersi ai giudici internazionali era un blogger e scrittore islandese che era stato accusato di stupro. L’uomo era stato prosciolto, ma su Instagram era stata poi diffusa una sua immagine, frutto di una manipolazione della copertina di un giornale, accompagnata da una frase offensiva che lo definiva «stupratore». Per i giudici di Strasburgo, c’è stata violazione in quanto i giudici nazionali non hanno raggiunto un giusto equilibrio tra i diversi diritti in gioco: da un lato, la libertà di espressione e, dall’altro, la tutela della reputazione privata.

Corte Europea dei Diritti Umani, Sentenza, 7/11/2017

Plurimi messaggi tramite Instagram: stalking

E’ integrato il reato di stalking contattare ripetutamente, al termine di una breve relazione, tramite numerosi SMS e messaggi WhatsApp la ex fidanzata e scrivere plurimi messaggi tramite Instagram facendo riferimento implicito alla relazione intercorsa e alla possibile divulgazione di informazioni personali contattando anche l’attuale fidanzato della persona offesa riferendogli che aveva cose interessanti di cui parlare.

Tribunale Milano, 31/10/2016, n.2918



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23 Commenti

  1. Fra i social network più in voga attualmente, Instagram è senza dubbio quello che ha avuto la crescita più decisa negli ultimi anni, insidiando, soprattutto in ambito pubblicitario, anche l’egemonia di Facebook. A spingere la recente esplosione di Instagram è stato indubbiamente anche lo strumento delle Stories, cioè immagini e brevi filmati, arricchibili con filtri, sticker e testi, visualizzabili dagli altri utenti di questo social network in un arco di tempo di 24 ore dalla loro pubblicazione, dopo il quale vengono automaticamente eliminati.La diffusione delle nostre foto e delle nostre storie può però indubbiamente creare qualche problema a livello di privacy.

    1. Una disabilitazione temporanea del tuo profilo Instagram ti permetterà di renderti a tutti gli effetti invisibile agli altri utenti del social network, salvaguardando però tutta la tua storia all’interno di esso, e soprattutto dandoti la possibilità di riattivare in qualsiasi momento il tuo profilo.Una sorta di cancellazione con riserva che ti lascerà una porta aperta su un tuo ritorno a Instagram. Per disabilitare temporaneamente il tuo account Instagram, devi accedere a Instagram da un browser web o mobile. Non è possibile disattivare il proprio profilo Instagram dall’app mobile per Android o iOS.Una volta fatto il login al tuo profilo, clicca sull’icona composta dal simbolo di una persona, che troverai in alto a destra sul tuo schermo. Subito dopo, seleziona la voce Modifica profilo. Scorri poi verso il basso col mouse e clicca su Disabilita temporaneamente il mio account, che trovi in basso a destra sull’interfaccia.Seleziona, quindi, una delle opzioni proposte alla voce Perché stai disattivando il tuo account? e inserisci nuovamente, per ragioni di sicurezza, la tua password di Instagram.Infine, clicca sulla dicitura Disabilita temporaneamente l’account per completare il processo. Per riattivare il tuo profilo Instagram, preservando tutto il suo contenuto, ti basterà fare nuovamente login, sia da computer che da dispositivo mobile. Un messaggio di bentornato da parte dello stesso Instagram certificherà l’avvenuta riattivazione del tuo account.

    1. In questo modo, solo i follower che approverai personalmente potranno vedere le tue foto e i tuoi video sul tuo profilo o come risultato di ricerca in base agli hashtag.Se hai deciso di utilizzare l’app di Instagram per questa operazione, ecco i passi che devi compiere. Sia che tu stia usando Android, sia che tu stia utilizzando iOS, esegui l’accesso al tuo profilo, tocca l’icona a forma di persona che vedrai nell’angolo in basso a destra del tuo display e successivamente pigia sul simbolo formato da tre linee orizzontali, che troverai invece nell’angolo in alto a destra dello schermo del tuo smartphone.Dopo, fai un tap su Impostazioni, e nella successiva schermata a comparsa premi Privacy e poi Privacy dell’account. A questo punto, non ti resta che attivare la levetta accanto alla dicitura Account privato per rendere il tuo profilo nascosto a chi non deciderai personalmente di approvare.Se, invece, hai deciso di rendere privato il tuo profilo Instagram attraverso l’utilizzo di un computer, devi compiere questi semplici passi. Accedi al sito Instagram utilizzando un qualsiasi browser web. Fai clic sull’icona composta dal simbolo di una persona, e poi sul simbolo di un ingranaggio. Poi, fai clic sulla voce Privacy e sicurezza. Nella schermata successiva, portati sulla voce Privacy dell’account e seleziona la casella accanto ad Account privato.Dopo aver reso privato il tuo account Instagram, devi comunque fare attenzione ad alcuni aspetti, che potrebbero minare alla base la privacy da te agognata. Se, per esempio, deciderai di condividere un tuo post Instagram su un altro social come Twitter, i tuoi contatti di questo secondo social potrebbero comunque visualizzare il tuo post Instagram, nonostante il tuo account privato.Inoltre, le persone che ti seguivano prima della tua decisione di rendere privato il tuo profilo rimarrano tuoi follower, a meno che tu non decida di bloccarle. Tieni, infine, in considerazione il fatto che chiunque può mandarti attraverso Direct una foto o un video, anche nel caso in cui non faccia parte dei tuoi follower.In ogni momento, troverai le richieste in sospeso da accettare o rifiutare nel menu Attività di Instagram, raggiungibile con un tap sull’icona a forma di cuore. Le persone che deciderai di accettare non vedranno soltanto i tuoi post, ma anche l’elenco di chi ti segue e la lista delle persone che, invece, segui tu.

  2. Invece di nascondere il mio profilo Instagram, vorrei optare per un approccio più mirato, cioè bloccare la singola persona o le singole persone a cui voglio precludere la visione del contenuto del mio account. Come si fa?

    1. Se hai deciso di intraprendere questa strada, di seguito ti elenchiamo le azioni che devi eseguire. Prima di tutto, fai login al tuo account di Instagram, utilizzando l’app per dispositivi mobile o un qualsiasi browser installato sul tuo computer desktop.Cerca poi attraverso l’apposita barra o nell’elenco delle persone che segui (o che ti seguono) la persona che desideri bloccare. Accedi quindi al suo profilo, e clicca sul simbolo composto da tre pallini orizzontali (se stai usando iOS o un computer) o da tre pallini verticali (se invece stai utilizzando Android), che trovi in alto a destra sul tuo schermo. Seleziona poi la voce Blocca, poi clicca nuovamente su Blocca per confermare la tua scelta.La persona bloccata non riceverà alcun tipo di notifica, ma non saranno cancellati né i suoi mi piace ai tuoi post né i suoi commenti. Puoi, comunque, cancellare a mano in qualsiasi momento i commenti a te sgraditi da parte della persona che hai deciso di bloccare. Puoi, inoltre, sbloccare un profilo che hai precedentemente bloccato ripercorrendo esattamente gli stessi passi che hai fatto per bloccarlo, selezionando però la voce Sblocca invece di quella Blocca.

    1. Procedi lanciando l’app di Instagram dal tuo dispositivo Android o iOS, e pigiando sulla miniatura dell’omino, che trovi nell’angolo in basso a destra del tuo display. Pigia dunque sul simbolo composto da tre linee orizzontali, che troverai nell’angolo in alto a destra dello schermo, e fai un tap sulla voce Impostazioni.Premi sulla voce Privacy del successivo menu a comparsa, e successivamente portati sulla dicitura Storia. Fai quindi un tap sull’opzione Nascondi la storia a, attraverso la quale potrai selezionare i singoli utenti Instagram a cui desideri nascondere le tue storie, selezionando le persone che ti vengono proposte o cercandole attraverso l’apposita barra di ricerca.Una volta che hai selezionato tutte le persone a cui desideri nascondere le tue storie, pigia su Fine, in modo da salvare i cambiamenti da te apportati. Se invece desideri procedere con un ragionamento opposto, dal menu Storia seleziona l’opzione Amici più stretti. Attraverso questa funzionalità, potrai condividere le tue storie solo con una ristretta cerchia di persone da te selezionata, escludendo a monte dalla visualizzazione delle tue attività tutti gli utenti di Instagram che non fanno parte di questa lista. Per concretizzare tutto questo, premi sul pulsante Inizia all’interno del menu Amici più stretti, e seleziona a mano tutti i profili Instagram che desideri includere in questa tua lista riservata. Ricordati inoltre di pigiare sul tasto Fine, che troverai costantemente in alto a destra sul display del tuo telefono, per salvare tutti i cambiamenti da te apportati alla privacy del tuo profilo Instagram. Da questo punto in poi, le tue storie saranno quindi inaccessibili a chiunque non faccia parte della lista degli amici più stretti.Dopo questo nostro excursus all’interno di alcuni dei segreti di Instagram, desideriamo porre la tua attenzione sull’articolo “Instagram: chi visita il mio profilo” che ti consentirà di conoscere con un livello di precisione e dettaglio abbastanza alto chi visita il tuo profilo Instagram. Conoscere l’interesse o il disinteresse delle altre persone nei nostri confronti, e nei confronti delle nostre attività social, non è solo utile a fini personali o lavorativi, ma ci può anche permettere di avere un feedback in tempo reale sulla nostra immagine all’interno di Instagram.

  3. L’impiego di Instagram e degli altri social network comporta un’iscrizione iniziale ove viene chiesto di indicare la propria età e, inoltre, di prestare il consenso al trattamento dei dati personali. a che età ci si può iscrivere?

    1. Per quanto riguarda Instagram, il limite minimo d’età richiesto per l’iscrizione è di tredici anni, esattamente come Facebook. Dunque, se hai compiuto i tredici anni puoi registrarti tranquillamente al social network. Rimane però il problema del limite di quattordici anni previsto dalla legge italiana al fine di poter prestare validamente il consenso alla privacy. Cosa succede in casi del genere? Se un tredicenne si iscrive a Instagram, cosa dovrà fare? Il minore di quattordici anni che si iscrive a Instagram dovrà fornire i recapiti (numero di cellulare, contatto Facebook o Instagram, email, ecc.) dei propri genitori (o di chi ne va legalmente le veci) affinché questi possano manifestare il loro consenso al trattamento dei dati personali del minorenne. In pratica, per Instagram non ci sono problemi se hai tredici anni; il social, però, vuole essere sicuro che possa trattare i tuoi dati personali e, per fare ciò, adeguandosi alla normativa europea (e, nel nostro caso, italiana), ha bisogno dell’autorizzazione dei genitori, la quale potrà essere espressa mediante uno dei mezzi sopra indicati (email, ecc.).

    1. Il minore di quattordici anni che si iscrive a Instagram dovrà fornire i recapiti (numero di cellulare, contatto Facebook o Instagram, email, ecc.) dei propri genitori (o di chi ne va legalmente le veci) affinché questi possano manifestare il loro consenso al trattamento dei dati personali del minorenne. In pratica, per Instagram non ci sono problemi se hai tredici anni; il social, però, vuole essere sicuro che possa trattare i tuoi dati personali e, per fare ciò, adeguandosi alla normativa europea (e, nel nostro caso, italiana), ha bisogno dell’autorizzazione dei genitori, la quale potrà essere espressa mediante uno dei mezzi sopra indicati (email, ecc.).
      In sintesi, la situazione di Instagram in Italia si presenta così:
      tutti i social (compresi Facebook e WhatsApp; per quest’ultimo è fissata addirittura la soglia minima di sedici anni) sono inibiti ai minori di tredici anni;
      colui che ha tredici anni, ma non ancora quattordici, deve chiedere l’autorizzazione dei genitori o del tutore legale affinché vi sia il consenso al trattamento dei dati personali;
      chi ha compiuto i quattordici anni può tranquillamente iscriversi a Instagram o a Facebook (per WhatsApp resta, in teoria, il limite dei sedici anni).
      Ovviamente, capirai che non ci vuole molto per mentire a Instagram: colui che non ha compiuto i quattordici anni potrà dichiarare un’età diversa dalla propria, aggirando così l’ostacolo dell’autorizzazione dei genitori. Ed infatti, Instagram non potrebbe controllare i dati anagrafici reali di tutti i suoi iscritti, né gli si potrebbe addossare la responsabilità di aver consentito ad un ragazzino di essersi iscritto. Di conseguenza, la responsabilità di eventuali menzogne è solamente di chi le ha dichiarate.

  4. La scelta del testo giusto, accompagnato dagli hashtag corretti, è alla base di un corretto utilizzo del social network. Instagram è senza ombra di dubbio il social network del momento. Il suo successo è dovuto al fatto che si presta ad essere utilizzato da una vasta platea di utenti: puoi utilizzarlo per condividere istanti della tua vita con gli amici o con il resto del mondo, per far conoscere le tue foto – amatoriali o professionali – o per far crescere il tuo business. Tuttavia, postare delle belle foto in grado di catturare l’attenzione degli altri utenti è necessario, ma non è sufficiente.Devi essere in grado di coinvolgere il tuo pubblico, creare quello che, dai professionisti del settore

  5. Denny, potresti darmi maggiori informazioni su come “attirare” la gente al mio profilo? Ciò quanti caratteri posso scrivere in un mio post? Cosa devo scrivere?

    1. Assolutamente. Allora, il tuo post può essere di 2200 caratteri, tuttavia, a meno che tu non abbia qualcosa di davvero importante da comunicare, un testo eccessivamente lungo (calcola che 2200 caratteri sono ben più di 300 parole) può annoiare e farti perdere seguaci.La lunghezza ideale, nella generalità dei casi, è un testo non più lungo di cinque o sei righe. Anche perchè i testi troppo lunghi vengono parzialmente oscurati da Instagram e, per leggerli interamente, è necessario premere su “altro”. È evidente che così si penalizza una delle caratteristiche principali della piattaforma: l’immediatezza.Soprattutto non commettere un errore che fanno in tanti, cioè quello di continuare a scrivere il testo del post nel primo commento una volta esauriti i caratteri a disposizione. A meno che tu non abbia qualcosa di davvero importante da comunicare, ti conviene quindi evitarlo. D’altronde, se davvero vuoi scrivere dei post lunghi su un determinato argomento, puoi utilizzare altri social network (Facebook primo fra tutti), ma non dimenticare mai che Instagram è incentrato sulle foto.Un’altra cosa molto importante è capire fin dal principio il tipo di pubblico che vuoi interessare perché da questo dipenderà anche il tenore dei tuoi post. Se intendi usare Instagram per il tuo lavoro, ovviamente dovrà ruotare tutto attorno ad esso. Se, al contrario, intendi creare semplicemente un profilo personale, sentiti libero di condividere ciò che preferisci.Infine, devi decidere se rivolgerti ad un pubblico italiano o internazionale. Qualora optassi per questa seconda ipotesi, è evidente che ti dovrai impegnare a scrivere le descrizioni sotto le foto interamente in lingua inglese.

    2. Instagram è lo strumento di comunicazione preferito dalle nuove generazioni e, proprio per tale motivo, il primo consiglio è di evitare i formalismi o toni troppo seriosi. A meno che non siano assolutamente pertinenti, evita di cercare citazioni random su internet pur di scrivere qualcosa sotto la tua ultima foto: potrebbero essere percepite dal tuo seguito come qualcosa di impersonale. Ciò non vuol dire che tu assolutamente non lo possa fare, significa solo che non ogni post deve riportare necessariamente una citazione di qualche autore famoso per riempire gli spazi bianchi.

    1. Ecco come poter scegliere colori diversi da quelli suggeriti:tieni premuto su uno dei colori suggeriti;a questo punto, ti apparirà uno spettro di colori;scegli il colore che più preferite e il gioco è fatto.

    1. Se un tuo amico ha pubblicato una foto in cui sei venuto malissimo o che per diversi motivi non vuoi che appaia sul tuo profilo, ti basterà rimuovere il tag da quella foto. Vediamo come:vai sulla foto da cui desideri rimuovere il tag;clicca sui tre puntini in alto a destra;a questo punto. clicca su “Opzioni del post”.Ed ecco che potrai non consentire che questa foto venga mostrata sul tuo profilo e rimuovere il tag.

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