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Si può installare una telecamera dentro un’auto?

21 Febbraio 2020
Si può installare una telecamera dentro un’auto?

Sono legali le dashcam (o dash cam) ossia le telecamere per riprese video, montate sul cruscotto dell’auto, in grado di registrare ciò che succede davanti alla stessa?

In momenti distinti, sono arrivate alla nostra redazione due richieste da parte di altrettanti lettori che ci chiedono se si può installare una telecamera dentro un’auto. L’esigenza del primo lettore è quella di puntare l’obiettivo in direzione di un’altra macchina, di proprietà della stessa persona, parcheggiata nel giardino condominiale, al fine di scoprire il responsabile di una serie di danneggiamenti. In questo modo, si vorrebbe utilizzare il filmato per sporgere querela alla polizia. Invece, l’intenzione del secondo lettore è quella di riprendere la strada durante i propri viaggi, per fare dei filmati da pubblicare su internet, magari allo scopo di denunciare le altrui violazioni del codice della strada o per far vedere i paesaggi visitati. Insomma, è possibile installare una telecamera dentro una macchina? Affrontiamo la risposta in due distinti paragrafi.

Si può installare una telecamera su un’auto con funzione di videosorveglianza?

L’esigenza di nascondere una telecamera all’interno dell’abitacolo di un’auto affinché funga da sistema di videosorveglianza contro atti vandalici è stata già analizzata dalla Cassazione, dalla Corte di Giustizia Europea e, a più riprese, dal Garante della Privacy. Il problema di fondo è che nell’obiettivo potrebbero finire anche altre persone che passano di lì, sicché vi potrebbe essere una grave violazione dell’altrui privacy. Quindi, un sistema di controllo è possibile solo a condizione che non si risolva in una forma di controllo generalizzato di tutti gli altri condomini. La Suprema Corte [1] ha sdoganato l’installazione di una telecamera su un balcone privato, puntata in direzione della propria macchina ed a tutela della stessa, solo a patto che venga affisso un cartello di avviso e che, nell’obiettivo della ‘cam’, non finisca l’intero spiazzo. Bisogna cioè limitare al minimo il raggio di azione dell’obiettivo. Va infatti bilanciato il diritto alla privacy con l’interesse alla tutela della proprietà. 

La Corte ha così sottolineato che «l’installazione di sistemi di videosorveglianza con riprese del pubblico transito non costituisce in sé un’attività illecita, né lo sono le concrete modalità di attuazione di tale condotta neanche se ciò può comportare un cambiamento delle abitudini da parte di alcuni vicini di casa» (magari costretti a fare “il giro largo” o percorsi alternativi per non finire nel mirino nell’impianto). Si tratta infatti di condizionamenti minimi se rapportati all’interesse del titolare dell’impianto, quello alla sicurezza personale e della sua abitazione.

Anche il Garante per la Privacy, in relazione a un sistema di videosorveglianza puntato verso il proprio posto auto, ha decretato la liceità dello stesso a patto che sotto l’occhio della telecamera finisca solo il box auto e non tutto il garage o tutto il parcheggio condominiale. In buona sostanza, la videocamera che inquadra il parcheggio condominiale è lecita a condizione che, nelle riprese, non finiscano gli altri condomini o le loro auto.

L’uso della videocamera da parte del condomino è inoltre condizionato al fatto che avvenga per fini esclusivamente personali (come appunto nell’ipotesi di tutela dai ladri) e le immagini non vengano né comunicate sistematicamente a terzi, né diffuse (ad esempio attraverso apparati tipo web cam).

In ultimo, sul punto, è intervenuta anche la Corte di Giustizia Europea [2]. Secondo i giudici di Lussemburgo, un condomino può dirigere le riprese sul suolo pubblico, in direzione di una strada dove transitano i passanti, previa installazione di un cartello di avviso se agisce allo scopo di proteggere valori come la salute, la vita propria e dei familiari, ma anche la proprietà privata.

A queste condizioni, il filmato potrà essere utilizzato in processo contro eventuali responsabili di atti vandalici. Si tratta di una prova ammissibile in giudizio, sia civile che penale.

Si può installare una telecamera in auto per riprendere la strada?

Anche sull’uso della telecamera per riprendere la strada si pone ugualmente la necessità di tutelare la privacy degli altri utenti. E quindi, se anche in questa situazione non è possibile posizionare un cartello di avviso, è comunque necessario oscurare, dai filmati, le targhe delle altre autovetture e i volti dei soggetti interessati.

Il filmato per uso strettamente personale è lecito e non occorre alcun permesso. Se però lo stesso viene pubblicato (ad esempio, su internet) è necessario tutelare l’altrui privacy. Come? Semplice: se non è possibile chiedere il consenso alle persone finite nell’obiettivo della telecamera bisogna utilizzare degli strumenti di post-produzione volti a “pixellare” o sfocare volti e targhe dei veicoli. Il problema può essere risolto a monte evitando che la cam faccia riprese nel dettaglio, ma solo panoramiche sulla folla. Leggi sul punto È legale filmare la strada?


note

[1] Cass. sent. n. 20527/19 del 13.05.2019.

[2] C. Giust. UE, sent. n. C212/13.


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