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Coronavirus: indagine sui contatti del paziente 1 in Lombardia

21 Febbraio 2020
Coronavirus: indagine sui contatti del paziente 1 in Lombardia

La ricostruzione degli spostamenti del primo contagiato per capire da dove e da chi sia partita l’infezione, che ora si è estesa a 6 casi positivi. 

Mentre si cerca ancora di capire chi sia stato il paziente zero, quello da cui sarebbero partiti i contagi di Covid-19 in Lombardia, si indaga sulla ricostruzione degli spostamenti del paziente 1, l’uomo di 38 anni, ora ricoverato in gravi condizioni, che ha avuto contatti con “un manager rientrato dalla Cina e in buone condizioni di salute”, come dichiara in conferenza stampa seguita dalla nostra agenzia Adnkronos l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, precisando anche che il test eseguito nei suoi confronti ha dato “risultato negativo”, ma “a un certo punto il virus viene eliminato e il test potrebbe non rilevarlo più”; perciò il suo materiale biologico “è stato “inviato all’Istituto superiore della sanità per la ricerca degli anticorpi”.

L’assessore ha dichiarato che il paziente positivo al coronavirus “ha mostrato i primi sintomi il giorno 15 febbraio. Si è recato al pronto soccorso di Codogno il giorno 18″ perché “aveva lamentato uno stato febbrile. È stato alcune ore in pronto soccorso ed è stato rimandato a casa. Dopo alcune ore è peggiorato e quindi è tornato al pronto soccorso. In quel momento è stato ricoverato e la sua condizione è degenerata velocemente. E quando è stato portato in terapia intensiva, di fronte alle insistenti domande, la moglie ha ricordato che, i primi di febbraio, ha avuto degli incontri con un suo amico che tornava da un viaggio in Cina. Da lì abbiamo fatto i tamponi”.

Ora, mentre 149 persone hanno avuto contatti con l’uomo – a partire dai medici e dagli infermieri dell’ospedale di Codogno che lo hanno avuto in cura – e la Regione Lombardia sta valutando la possibilità di chiudere le scuole e sta attrezzando i centri per la quarantena, si estendono le ricerche nella direzione della fabbrica in cui lavora il primo contagiato, lo stabilimento Unilever di Lodi, che secondo le fonti d’agenzia ha già attivato la procedura di autoisolamento. “Andremo a fare un tampone a coloro che lavorano nella sua azienda, non a tutti pero; solo chi ha avuto contatti molto ravvicinanti”, afferma l’assessore Gallera rispondendo alle domande dei giornalisti.

Invece la Mae Spa, di Fiorenzuola d’Arda (Pc) dove lavora l’uomo da cui si sospetta sia partito il contagio, precisa all’Adnkronos che “È un manager della Mae Shanghai ed è rientrato il 21 di gennaio dalla Cina assieme ad altre due persone che abbiamo fatto rientrare proprio a causa della situazione venutasi a creare nel Paese. Ma non ha mai avuto problemi, non ha mai manifestato sintomi di alcun genere. È sempre stato bene”, dice il presidente Marco Rovellini, aggiungendo di “non capire cosa c’entri il suo collaboratore con il contagio”.

Infatti, per come apprende l’Adnkronos, l’uomo è risultato negativo al tampone; nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività, secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati.

Tornando ai casi risultati positivi, il secondo è la moglie dell’uomo 38enne ricoverato in terapia intensiva a Codogno, ed è in stato di gravidanza; il terzo caso è un amico della coppia che “condivideva l’attività sportiva con il primo paziente”, ha dichiarato Gallera.

La moglie del paziente 1 è un’insegnante scolastica, ma attualmente “è in maternità. Non sta lavorando”, precisa la Regione Lombardia, che non ha fornito dettagli sull’istituto scolastico dove lavora la donna.

Intanto, ai primi tre casi positivi di cui abbiamo parlato, si aggiungono altri tre casi, che portano “il totale a 6 pazienti positivi” in Lombardia, come ci comunica in aggiornamento l’agenzia stampa Adnkronos sulla base delle ulteriori informazioni fornite dall’assessore al Welfare della Lombardia: “Nella notte infatti – ha precisato Gallera – hanno fatto l’accesso al pronto soccorso di Codogno altre tre persone, uno è venuto da solo gli altri due in ambulanza. Ad oggi l’unico elemento che conosciamo è che vivono tutti nella stessa area. Dobbiamo parlare con loro e con i loro familiari per capire se c’è una connessione“. Tutti e tre avevano una polmonite seria, poi risultata Covid-19. Tra i nuovi ricoverati c’è una collega del “paziente zero” che lavora all’Unilever di Lodi.

Anche la squadra di calcio a 11 in cui militava il 38enne di Codogno, la Picchio di Somaglia, è sotto osservazione, insieme a quella, la cremasca Amatori Sabbioni, contro cui aveva giocato in trasferta l’ultima partita; i giocatori sono stati invitati a non muoversi da casa fino al 29 febbraio e saranno sottoposti a controlli nelle loro abitazioni.

Le ultime dichiarazioni dell’assessore Gallera riportano gli aggiornamenti al pomeriggio di oggi e portano il numero dei contatti da monitorare a 250 e più: “Abbiamo 149 persone che sono contatti del 38enne ricoverato a Codogno tra infermieri, parenti e conoscenti – ha dettagliato l’assessore – poi ci sono coloro che lavorano con lui in azienda e hanno avuto un contatto diretto, e ancora gli appartenenti alle attività sportive da lui frequentate. Si parla di centinaia di persone“, ma il numero potrebbe crescere ancora, via via che si ricostruiscono le reti di contatti dei 6 pazienti positivi.

Per gli aggiornamenti leggi Coronavirus in Italia: le ultime novità.



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