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M5S: rinviati gli Stati generali?

21 Febbraio 2020
M5S: rinviati gli Stati generali?

La convocazione dell’assemblea potrebbe slittare a luglio, dopo le tornate elettorali regionali e comunali, per immunizzare il prossimo leader da eventuali sconfitte.

Un appuntamento programmato da tempo, quello degli Stati generali del Movimento 5 Stelle, ora potrebbe slittare molto in là nel tempo: non più a marzo, come programmato, ma addirittura a luglio. Lo apprendono oggi fonti della nostra agenzia stampa Adnkronos.

Ma perché questo spostamento per un evento già deciso e reso noto in anticipo, che era stato confermato anche un mese fa al momento delle dimissioni di Luigi Di Maio e che tutti considerano decisivo per il futuro del Movimento?

La spiegazione possibile è soltanto una: tenere “immune” il nuovo leader che sarà deciso dall’assemblea degli Stati generali dalle possibili debacle alle prossime elezioni regionali e comunali di fine primavera. I più recenti sondaggi infatti danno il Movimento in progressivo calo, soprattutto dopo l’uscita di Di Maio, anche se stando alle ultime rilevazioni la discesa sembra essersi fermata a un non entusiasmante 14%.

Per questo – come spiega la nota politica di Adnkronos – “la strategia dietro il rinvio sarebbe quella di togliere le castagne dal fuoco al nuovo capo politico, sgomberando il campo da nuovi test elettorali – salvo sorprese – per un anno intero”.

Infatti dopo l’intensa tornata delle elezioni regionali, che si terranno il 19 aprile in Valle d’Aosta e il 31 maggio in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto, e le elezioni amministrative in più di 1.100 Comuni italiani, che si terranno nel periodo tra il 15 aprile e il 15 giugno (ove possibile in accorpamento con le regionali), non sono più previste chiamate al voto fino al prossimo anno.

La proposta di rinvio degli Stati generali, però – sempre secondo l’Adnkronos – divide i big del Movimento: il primo ad essere contrario sarebbe Luigi Di Maio, nonostante l’intenzione già annunciata di non ricandidarsi alla guida dei pentastellati.

Il timore più diffuso tra gli esponenti è che la lunga attesa rischi di logorare il Movimento, che adesso è affidato alla guida provvisoria del “reggente” Vito Crimi. “C’è bisogno di una leadership forte – è la tesi di chi non vuole attendere l’estate – per tornare a correre, sarebbe un errore temporeggiare”, dichiara all’Adnkronos il deputato Michele Gubitosa.

Intanto i pentastellati si stanno orientando per dividere gli Stati generali in due successivi step: il primo da svolgere in forma “soft” tra marzo e aprile, con funzioni più di osservazione che di decisione, dove si verificherà l’andamento e si arriverà al massimo a individuare le candidature di chi si proporrà alla guida del Movimento; la seconda fase, quella decisiva, è appunto quella che sembra destinata a svolgersi in estate e da cui dovrà emergere il nuovo capo politico.



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